Cultura
UN SALTO DI QUATTROMILA ANNI. I PROFUMI DI AFRODITE E IL SEGRETO DELL’OLIO
Dopo un terremoto, una scoperta archeologica che ha portato alla luce oggetti e non solo. A Pyrgos esisteva un vero polo industriale dove si produceva olio di oliva, vino, tinture, rame, ceramiche e profumi, ottenuti con l’onfacium, cioè olio ottenuto con le olive acerbe
12 maggio 2007 | Mena Aloia
Poco più di una stanza, quattro bicchierini di profumo ed un centinaio di piccoli oggetti sconosciuti, questa lâestrema e superficiale sintesi della mostra âI profumi di Afrodite e il segreto dellâolio. Scoperte archeologiche a Ciproâ ospitata nelle sale di Palazzo Caffarelli, ai Musei Capitolini di Roma, dal 14 marzo fino al 2 settembre 2007.
Sbaglia il visitatore distratto che quasi inconsapevolmente si ritrova nellâarea dedicata alla mostra, se pensa di poter usare solo la vista per imprimere nella sua mente ricordi indelebili. Qui non troveremo bauletti colmi di pietre preziose come nella stanza adiacente, qui bisogna impegnarsi a fare un salto di quattromila anni, ed ecco che quei profumi annusati distrattamente prima, belli, ma quasi insignificanti, diventano memoria tangibile di un passato così lontano.
I quattro profumi preistorici sono stati ricreati appositamente per la mostra sulla base dei reperti trovati nel sito archeologico di Pyrgos nellâisola di Cipro. Qui la missione archeologica dellâITABC-CNR ha portato alla luce la più antica fabbrica di profumi, ad oggi nota, del Mediterraneo. Il complesso fa parte di un grande edificio di circa 4000 mq., distrutto da un terremoto nel 1900-1850 a.c. e, come per Pompei, anche a Pyrgos è bastato scavare sotto un sottile strato di terra per trovare un vero e proprio mondo sigillato.
Si è così scoperto un vero e proprio âpolo industrialeâ dove si produceva olio di oliva, vino, profumi, tinture per tessili, rame e ceramiche.
Lâolio di oliva era certamente la produzione più importante e lo dimostra la disposizione degli altri ambienti di lavoro distribuiti intorno ad un grande frantoio.
Si è scoperto che Cipro possedeva grandi conoscenze tecnologiche ed utilizzava un sistema di molitura molto simile a quello che si è tramandato praticamente fino ai nostri giorni, il corredo di utensili di cui era provvisto il frantoio comprendeva grandi macine e mortai per lo schiacciamento delle olive, lastre di calcare su cui impilare i cesti contenenti la pasta delle olive ed una incredibile quantità di ciotole, bacili e attingitoi.
Lâolio che se ne ricavava aveva molteplici usi: veniva usato come combustile nelle piccole fornaci per la fusione del metallo, nelle forge per la tempra e la martellatura degli oggetti, nella lavorazione della lana ed, infine, nella fabbrica dei profumi, ricavata nellâangolo nord orientale della grande sala del frantoio stesso.
Attraverso le due tecniche âa caldoâ e âdella distillazioneâ, a distanza di quattromila anni, sono stati riprodotti i procedimenti di estrazione degli oli profumati, così comâera in uso nella fabbrica dei profumi di Pyrgos.
Attraverso le tecniche dellâarcheologia sperimentale, non è stato un problema riuscire a scoprire quali essenze si stavano lavorando al momento del terremoto, le 14 fosse per la macerazione degli aromi in olio di oliva ospitavano ancora le brocche per lâestrazione dei profumi e intorno câera tutta lâattrezzatura per preparare gli aromi e per travasare i profumi.
Dai residui organici dei vasi e della terra sono emersi resti di coriandolo, mandorle, bergamotto, pino, alloro, salvia, lavanda ed altri ancora.
Con essi al Centro di Archeologia Sperimentale Antiquares hanno riprodotto i quattro profumi preistorici:
Hera, nato dalla macerazione delle essenze di bergamotto, coriandolo e pino nellâ olio di oliva; Artenide, creato con le essenze dellâ alloro, del coriandolo e del pino; Athena, creato con quelle della lavanda, del pino e del coriandolo; infine Afrodite che ho eletto quale mio personale profumo preferito ed i cui ingredienti manterrò segreti.
La qualità dellâolio dâoliva, invece, rimane un punto interrogativo. Plinio il Vecchio, quando nella sua Naturalis Historia descrive dettagliatamente ricette per fabbricare i profumi con lâolio di oliva, raccomanda lâuso dellâonfacium, cioè dellâolio ottenuto con le olive acerbe del mese di agosto-settembre, ma vi sono forti dubbi che i Ciprioti del 2000 a.c. conoscessero già la differenza tra lâolio estratto dallâoliva matura e quello estratto dallâoliva acerba.
Potrebbero interessarti
Cultura
A Londra la bistecca è sempre stata Sublime, anche quando condita con olio rancido e lampante
Fino al 1886 fu attiva a Londra un clubd'elite che aveva, tra le regole, che “le splendide bistecche da manzo dovranno essere obbligatoriamente condite con olio di oliva purissimo invecchiato almeno da due anni…"
27 maggio 2026 | 13:00 | Giulio Scatolini
Cultura
A Cornetto Algida: il gusto dell’estate diventa moneta da collezione
Un’oncia d’argento da 1,5 euro prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato celebra una delle icone più amate dagli italiani
26 maggio 2026 | 17:00
Cultura
Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell’architettura
Composta da più parti, l’esposizione aperta dal 22 maggio si propone di stimolare il visitatore ad un approccio diversificato nei confronti del mondo del vino. Il percorso intreccia l’evoluzione storica del paesaggio a voci che raccontano esperienze di coltura, anche secondo nuove pratiche che vanno a tradursi in una migliore qualità del vino
09 maggio 2026 | 16:00
Cultura
Le Olearie Papali: quando le Terme di Diocleziano custodivano olio (e grano)
La storia economica e amministrativa di Roma passa per l’olio, che ancora una volta dimostra di essere fondamentale per l’uomo: per conservarlo, si crearono dei depositi nelle Terme di Diocleziano, ancora esistenti
04 maggio 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa
Cultura
Dalla più grande riserva d’acqua dolce del mondo alla foresta equatoriale: l’artista paraguayana Ingrid Seall con Manar
Cellulosa, carta, ferro, manioca, argilla, cera d'api e residui organici per un'opera verticale nel sottobosco del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale alla Biennale di Venezia
01 maggio 2026 | 18:00
Cultura
Il Natale di Roma riscoprendo gli oliveti nel mezzo della Capitale
Non serve ricordare che al Foro Boario si trova il tempio del commerciante in olio (oleario) Marcus Octavius Herrenus che lo eresse in onore di Ercole per garantirsene il favore, l’Ercole Olivario. Il patrimonio olivicolo di Roma da scoprire
21 aprile 2026 | 14:00 | Giosetta Ciuffa