Cultura
LO SGUARDO DEL POETA NICOLA DAL FALCO SUGLI OLIVI
L’olivo e l’olio sono degli indicatori culturali e rappresentano il segno di una civiltà che si nutre di secoli di storia; e come tali vanno dunque accolti, anche quando si esprimono attraverso i canoni del linguaggio letterario. Non bisogna fermarsi al solito approccio con la realtà. Occorre invece avvicinarsi con curiosità e stupore, e accogliere la bellezza e la profondità della natura
20 maggio 2006 | T N
Chi ci legge è molto sensibile a ciò che riguarda gli olivi e più in particolare allâolio che si ricava dalla spremitura delle olive. Lo sappiamo bene. âTeatro Naturaleâ ha un nucleo piuttosto consistente di lettori che ruotano nel comparto oleario.
Questa sensibilità â occorre riconoscerlo â si sofferma più volentieri sugli aspetti propriamente tecnici, legati alla coltivazione della pianta o alla lavorazione delle olive in frantoio o alle implicazioni economiche e commerciali; oppure, le medesime attenzioni vengono in altri casi indirizzate sugli aspetti più segnatamente gastronomici, in riferimento dunque allâolio applicato in cucina o in altre formulazioni alimentari.
Questa volta, invece, abbiamo deciso di andare oltre, suggerendo una lettura diversa della realtà ,
Così, quando si dice che lâolivo e lâolio sono, come tali, degli indicatori culturali, noi pensiamo a un approccio diverso dal solito e perciò inconsueto. La poesia è una visione della vita âaltraâ, è unâarte che appartiene intimamente a ciascuno di noi, di cui a volte si ignora la notevole portata. Occorre invece avvicinarsi con curiosità e stupore, e accogliere la bellezza e la profondità dei versi. Da qui dunque le suggestive liriche del poeta Nicola Dal Falco.
Buona lettura.
Luigi Caricato

Quattro poesie di Nicola Dal Falco
Si tratta di quattro liriche, tre delle quali inedite. Solo lâultima (Olio, fiore franto in frutto) è stata pubblicata nei âQuaderni di Orfeoâ, Milano.
(talmente carichi di fiori)
talmente carichi di fiori, gli ulivi, di possibilità ,
da liberare, ad ogni brivido di vento,
brevi, intense, nevicate d'eliche bianche
fin tra le pagine del libro
che nella cucitura custodisce spoglie
di visi, giravolte e corpi
non fatti carne, ma spremuti in cielo
quando gli ulivi, carichi di fiori
stanno seri nel sole
olivo
sente il cielo da terra, non sale
piuttosto si espande, carica di sé,
di eterni bagliori il vento quando
rovescia le foglie da cupo metallo
ad argento fine; lentamente
arricchisce il bifolco e senza un gemito
schianta di gelo; dà alla campagna tutta
un sembiante di cosa viva, discreta,
come di solido gregge, belante a sera:
pianta gentile, dunque, che vendemmi
a mano piena, chiudendo il palmo
e scivolando lungo il collo d'ogni ramo
carico di perle d'ambra e d'ossidiana,
più che di donna è il profumo che lascia,
simile ad un fiore che fugga
( dopo le fatiche dellâuliveto)
dopo le fatiche dellâuliveto,
fatiche amorose, restano segni
in terra come sopra un letto disfatto;
a cosa somigliano infatti
i colpi di canna, vibrati con saggezza
di polso e di sguardi, il continuo chinarsi
ai piedi dellâalbero, lâalzare e abbassare delle reti,
versando nei canestri la lussuria dei rami
che corre veloce innanzi alle dita?
pare svegliarsi in preghiera un desiderio
carnale, dolce e patito afferrare di braccia
ed anche, riunendo parti e regni distinti,
così, per quel lavoro di passione, si ricamano
anni sopra i gesti consueti di giovani e vecchi
(Olio, fiore franto in frutto)
Olio, fiore franto in frutto
con pienezza di pietra
come un abbraccio,
una stretta d'ossi
e lusinghe e patti
sulle labbra;
riscorre fino all'albero,
alla vita pura,
un vapore verde
di promesse, tiepido
profumo che s'incide
tra due costole, sapore,
corpo e vista di cose narrate.
Nicola Dal Falco

Lâautore è nato a Roma nel 1957 e vive in collina, tra Lucca e il mare. Dopo aver scritto a lungo di viaggi, da qualche anno, si dedica alla poesia. à sposato con Sara e ha due figlie, Marie ed Emma. Diverse le mostre che lo vedono protagonista, e numerose le pubblicazioni.
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