Cultura

Il vischio, arbusto fatale e portafortuna, capace di strappare baci e sorrisi

Il vischio significa fortuna, protezione e amore. Se due innamorati si baciano sotto un ramoscello terranno lontani da loro problemi e difficoltà

22 dicembre 2014 | T N

Dal punto di vista botanico il vischio è una pianta cespugliosa che appartiene alla famiglia delle Viscaceae. E' una sempreverde epifita, emiparassita di numerosi alberi, soprattutto latifoglie come ad esempio pioppi, querce, tigli, olmi, noci, meli, ma anche sulle conifere: pino silvestre e pino montano.

Il vischio non ha radici ancorate al suolo, dunque, ma si nutre della linfa di altre piante. La propagazione avviene attraverso le bacche, tossiche per l'uomo (ne bastano 10 per uccidere una persona), ma non per gli uccelli che se ne cibano e lasciano così cadere i semi sulle intercapedini dei rami su cui nasceranno i nuovi cespugli.

Il vischio ha una lunga storia nella tradizione anglosassone, legata a culti Druidi. Molte le leggende ispirate a questa pianta.

La leggenda che ci piace di più è legata alla dea Freya (o Frigga), sposa del dio Odino e protettrice dell'amore e degli innamorati. La leggenda narra che Freya aveva due figli, Balder e Loki. Il secondo, cattivo e invidioso, voleva uccidere il primo, buono e amato da tutti.
Venuta a conoscenza di ciò Freya cercò di proteggere Balder e chiese a Fuoco, Acqua, Terra, Aria e a tutti gli animali e le piante di giurare la loro protezione per l'incolumità del figlio, e così fecero.
Loki però scoprì che la madre non si era rivolta ad una pianta, che non viveva né sopra né sotto terra: il vischio. Intrecciando i rami di questa pianta fece così un dardo appuntito, lo diede al dio cieco dell'inverno, che lo tirò dal suo arco e colpì, uccidendolo, Balder.
Tutti gli elementi della Terra e del Cielo si rattristarono per la morte dell'amato Balder e per tre giorni e tre notti cercano con tutte le loro forze di riportarlo in vita, ma non riuscirono. Freya, rassegnata e disperata, pianse tutto il suo dolore sul corpo del figlio. Magicamente, le lacrime sincere della madre, a contatto con il dardo di vischio, diventarono le bacche perlate della pianta e Balder riprese vita. Così Freya, colma di felicità, ringraziò chiunque passasse sotto l'albero su cui cresceva il vischio con un bacio.
Da lì in poi la dea vuole che chi sta sotto il vischio si baci, per avere la sua protezione eterna, simbolo della vita e dell'amore che sconfigge anche la morte.

I Druidi, anche in armi, se passavano sotto il vischio concedevano la tregua, sugellando il patto con un bacio.

La tradizione cristiana riprese il simbolismo del vischio, adattandolo però ai sentimenti di pietà, amore e protezione. Ecco dunque la leggenda cristiana.

C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu' nessun amico. Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all'amicizia e ai rapporti umani. L'andamento dei suoi affari era l'unica cosa che gli importava. Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che teneva in casa, nascosto in una cassapanca. Per avere sempre piu' soldi, a volte si comportava in modo disonesto e approfittava dell’ ingenuità di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perché non andava mai oltre le apparenze. Non voleva conoscere quelli con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie e i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.
Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata. Cominciò a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti.
Pensò che di notte era strano sentire tanto chiasso in paese. Si incuriosì perché non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini. A un certo punto cominciò a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L'uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupì. Per tutta la notte, ascoltò le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d'amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano di solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventù.
Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, l'uomo cominciò a piangere. Pianse così tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato. E le lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle. Era nato il vischio.

Baciarsi sotto il vischio è dunque di buon auspicio.

Se due innamorati si baciano sotto un ramoscello terranno lontani da loro problemi e difficoltà.
Se nel periodo natalizio una ragazza che si trova sotto il vischio non viene baciata dal suo amato non si sposerà per l'intero anno a venire.

Potrebbero interessarti

Cultura

Zitti e mosca! Inno a Bactrocera oleae per esorcizzarne la paura

Perché bisogna rimanere in trepida attesa per capire se prossimamente ci recherà più danni Putin o il perfido animaletto che depone le uova nelle scomode olive invece che in più comodi nidi e giacigli

26 agosto 2026 | 13:00 | Giulio Scatolini

Cultura

Revolea: dal dolore della Xylella nasce la bellezza. Così il legno degli olivi salentini trova una seconda vita

Un progetto partecipativo mappa gli alberi colpiti dal batterio per trasformarli in opere d'arte, oggetti di design e nuove forme di artigianato. Basta una segnalazione sul sito per dare il via a una filiera etica del recupero

08 agosto 2026 | 12:00

Cultura

La città di Olianda, specchio del comparto dell'olio di oliva

Eccola la città di Olianda, con le porte d’alabastro e cristallo, trasparenti alla luce del sole. Non essendo al suo primo viaggio l’esperto mediatore sa già che la città di Olianda ha un rovescio: basta percorrere un semicerchio e si avrà  la faccia nascosta

06 agosto 2026 | 14:00

Cultura

Una residenza imperiale dove l'olivo domina con varietà autoctone

L’oliveto di Villa Adriana si distingue per le rare cultivar: oltre alle più o meno diffuse e tipiche laziali Itrana, Rosciola, Carboncella, Frantoio, Salviana, Leccino, fanno parte della storia del posto anche la Tonda di Tivoli, gli ecotipi locali montonesi e l’oliva Procanica. 

05 agosto 2026 | 14:00 | Giosetta Ciuffa

Cultura

L'olivo e il suo lungo viaggio: 12.000 anni di storia tra clima e civiltà nel Mediterraneo

Un'ampia ricostruzione basata su 2.500 campioni pollinici rivela come l'uomo abbia preso il sopravvento sulla coltivazione dell'olivo circa 3.850 anni fa, senza però mai prescindere da precise condizioni climatiche che oggi, con il riscaldamento globale, tornano a essere un fattore critico

01 agosto 2026 | 12:00

Cultura

L'olivo, quando un albero secolare diventa il nuovo simbolo della sostenibilità made in Italy

Il valore culturale dell'olivo in Italia è un tema che sta acquisendo sempre più rilevanza. Quali strumenti possono essere utilizzati per comunicare il valore culturale dell'olivo ai consumatori contemporanei?

28 luglio 2026 | 16:00