Cultura
La leggerezza dell'olio
Il fascinoso mondo degli oli di oliva dall’inizio del Novecento a oggi, attraverso le immagini e i segni distintivi della creatività. Due mondi, il passato e il presente. Dalla rivista “La Riviera Ligure” a Olio Officina Food Festival
03 dicembre 2011 | T N
Avete mai sentito nominare Plinio Nomellini? E’ stato un pittore della corrente divisionista che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’olio. Molte delle sue illustrazioni sono a corredo delle pagine della celebre rivista “La Riviera Ligure”, egregiamente diretta da Mario Novaro nel periodo 1895-1919. Una storica rivista di quelle che tanto mancano oggi, un house organ che ha accompagnato al campagna promozionale degli oli della Ditta Paolina Sasso di Imperia. L’azienda è appartenuta per molto tempo alla famiglia Novaro e ora a Genova, lunedì 5 dicembre, sarà possibile prendere visione delle illustrazioni di Nomellini e di altri pittori, e non solo. In occasione delle manifestazioni legate alla Giornata dell’Alimentazione la discendente di Mario Novaro, l’archiettetto Maria Novaro interverrà insieme a Marco Vimercati su un tema si incentra sulla produzione olearia ligure, a livello industriale, dei primi del ‘900. I relatori articoleranno il proprio intervento a partire dalle prestigiose pagine della rivista La sede dell’incontro è la fascinosa sala di lettura della Biblioteca Universitaria di Genova, in via Balbi 3. L’appuntamento è fissato per le ore 17. Maria Novaro è tra l’altro la presidente della Fondazione Mario Novaro, un solido punto di riferimento per la Liguria, e non solo. Negli archivi della Fondazione non c’è soltanto la storia dell’olio, ma le testimonianze dei più grandi intellettuali dell’epoca.
Dall’inizio del Novecento a oggi, la creatività non ha conosciuto interruzioni, e così l’illustratore Angelo Ruta ha realizzato l’immagine simbolo di Olio Officina Food Festival, grande evento ideato e diretto da Luigi Caricato che si svolgerà a gennaio a Milano, nei giorni 28 e 29, con inaugurazione la sera del 27, alla presenza del grande maestro della cucina italiana Gualtiero Marchesi. L’illustrazione di Angelo Ruta segue un’idea dell’olio pensata quale pura espressione di territorio, un concentrato di profumi, sapori e anche del lavoro dell’uomo, della storia tramandata di padre in figlio per secoli. “Questo concentrato – riferisce Angelo Ruta – è quello che accompagna ogni giorno, nella nostra cucina, i più svariati piatti dando ad essi un tocco cui non sappiamo rinunciare. La rappresentazione dell’olio non può prescindere dal fascino delle sue forme: gli alberi innanzitutto, i tronchi carichi di rughe e di storia. La forma delle foglie, il loro colore argentato e quel verde così difficile da rendere coi colori; perché quello che si chiama ‘verde oliva’ non rappresenta per niente le foglie ma (forse) un certo tipo di frutto. Anche riguardo al colore dei frutti, infatti, c’è da restare incantati davanti alla varietà di verdi e viola delle diverse cultivar di olivi. Curioso pensare – conclude Ruta – alla leggerezza dell’olio: la immagino come un’assenza di gravità, una danza in cui tutti gli elementi ruotano intorno alla goccia che è poi anche il segno distintivo di Olio Officina”.


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