Mondo Enoico

Le centrifughe entrano in cantina, per la separazione dei mosti

Presentato l’innovativo processo centrifugo di pressatura delle uve bianche o per l'estrazione e illimpidimento dei mosti. Prevista una riduzione dei costi tra il 40 e il 50%

04 luglio 2014 | C. S.

Il nuovo processo di estrazione brevettato da Alfa Laval e denominato Foodtec Centrifuge ottiene, con un unico intervento e in continuo, dalla massa d’uva pigiadiraspata o eventualmente vendemmiata a macchina, un mosto con limpido e la vinaccia solida pressata.

Il tutto operando con la sola pressa centrifuga integrato da soluzioni impiantistiche accessorie (eventuale omogeneizzazione del pigiato) e dosaggio di specifici coadiuvanti messi a punto in collaborazione con Enologica Vason.

Il Foodtec, mediante la forza centrifuga, è in grado di operare contemporaneamente l’estrazione del mosto dall’acino, la separazione dei solidi grossolani (bucce, vinaccioli ecc.) e del particolato presente nel mosto estratto.

Il processo (brevettato) integrato da sistema di omogeneizzazione del pigiato e dall’utilizzo di preparati enzimatici e di coadiuvanti tecnologici prima della centrifugazione, consente di produrre mosti limpidi direttamente destinabili alla fermentazione. L’azione combinata del coadiuvante e lo specifico disegno del Foodtec, ottiene un mosto limpido che, senza
ulteriore trattamento o con un trattamento minimo, può essere inviato direttamente alla fermentazione alcolica.

Con il Foodtec Centrifuge la produzione di feccia è drasticamente ridotta rispetto al processo convenzionale e il recupero di vino da essa può essere eseguito successivamente sempre con il medesimo impianto.

Inoltre, grazie al Foodtec, possiamo finalmente sostituire i sistemi convenzionali di pressatura, di chiarifica del mosto (sedimentazione o flottazione o centrifugazione) e tutti i loro interventi accessori (accumulo in serbatoi, movimentazioni e soste, filtrazione di feccia, refrigerazione del mosto integrale, ecc.) con conseguenti drastici vantaggi:
- Riduzione dei costi tra il 40 e il 50%;
- Minor impatto ambientale (elevata sostenibilità);
- Rapidità con riduzione dei tempi di processo dall’ingresso dell’uva alla fermentazione tra il 70 e l’80%;
- Aumento delle rese estrattive;
- Eliminazione dei coadiuvanti di filtrazione;
- Riduzione dei consumi di acqua;
- Riduzione degli spazi necessari;
- Ottimizzazione dei sistemi di refrigerazione (lavorazione dell’uva alla temperatura di ricevimento e refrigerazione del solo mosto limpido).

Il processo è stato anche integrato con un sistema per la gestione dell’ossigeno in fase prefermentativa che consente l’inertizzazione del mosto e l’eventuale dosaggio preciso e desiderato dell’ossigeno fino alla sua saturazione.

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