Mondo Enoico

Il Portogallo vitivinicolo visto dagli enologi italiani: esperienze tecniche a confronto.

Il Portogallo vitivinicolo visto dagli enologi italiani: esperienze tecniche a confronto.

Caratteristica del vino Porto, sta nella tecnica e che si produce attraverso un processo unico che include la fermentazione incompleta del mosto, interrotta dall'aggiunta di acquavite, e un successivo periodo d’invecchiamento in botti di legno o serbatoi

25 giugno 2025 | 11:00 | Giacomo Alberto Manzo

Questo viaggio studi, è stato organizzato dal gruppo autonomo tecnico siciliano, composto da Enologi, Agronomi e Imprenditori di settore, in stretta collaborazione con l’azienda marsalese (TP) Puleo S.p.A., leader da  oltre 50 anni, nella progettazione e produzione di impianti enologici per cantine moderne,  dalla M.D.R. di Massimo D’Aguanno rappresentanze e dalla JPS Cork, azienda leader nella produzione di tappi in sughero per enologia, con sede a Rio Meào in Portogallo.

Le finalità del viaggio in Portogallo sono legate all'approfondimento, alla scoperta delle diverse varietà di uva locali, all’esplorazione delle regioni vinicole più importanti come la Valle del Douro, alle tecniche di produzione del vino, la degustazione di vini pregiati e la conoscenza delle tradizioni vinicole portoghesi. 

 

Questo il programma e le tappe del viaggio

visita alle cantine:

 “Symington Family Estates” a Vila Nova de Gaia – Porto

 “Quinta da Vacaria” a Peso da Règua;

 “Dorolandia” a Loureiro; 

 “Santos & Seixo” a Medrões;

 “Alves De Sousa” a Santa Marta De Penaguiao.

Non poteva mancare una visita ai siti produttivi della Jorge Pinto De Sa (Jps Cork) a Rio Meào, leader mondiale nella produzione di tappi in sughero, isolanti termici e acustici e pavimenti, molto presente nel territorio regionale, rappresentata dalla M.D.R. di Massimo D’Aguanno rappresentanze.

 

Non a caso il Portogallo è il principale produttore mondiale di sughero, responsabile di circa il 50% della produzione mondiale. Le foreste di querce da sughero, chiamate anche "montados", coprono una vasta area del paese, svolgendo un ruolo importante nell'ecosistema e nell'economia portoghese. Il Portogallo e il Sughero: un legame storico e culturale. 

La quercia, da cui si ricava il sughero, è una pianta tipicamente mediterranea, ma il Portogallo ne ospita una delle maggiori concentrazioni, specialmente nella regione dell'Alentejo,  e oggi rappresenta un settore importante per il paese, con un impatto significativo sull'ambiente, la biodiversità e il turismo. 

La corteccia della quercia (sughero) viene raccolta a mano ogni nove anni, senza danneggiare la pianta, e questo processo si ripete per tutta la vita dell'albero, che può superare i 200 anni. 

 

Alcune delle cantine visitate utilizzano attrezzature e macchine enologiche prodotte dall’azienda Puleo S.p.A, un'azienda siciliana, esattamente marsalese.

 

Non poteva mancare una visita al giardino botanico Tropicale a Belém a Lisbona, fortemente influenzato, dal punto di vista climatico, dell’Oceano Atlantico. Giardino Botanico Tropicale, noto con il nome di giardino coloniale di Lisbona nella zona di Belém: creato nel 1906 e totalmente rivolto all'insegnamento e al sapere scientifico. Qui vegetano oltre 500 specie di piante e fiori perenni, di origine tropicale o subtropicale, rappresentano elementi che sono già estinti nei loro habitat quali ad esempio Ginkgo Biloba. Parte integrante dell'istituto superiore di agronomia per decenni la sua missione è oggi quella di essere una vetrina dell'istituto di ricerca scientifica tropicale e palco di esposizioni tematiche. 

La Valle del Douro, con i suoi 46.000 ettari coltivati, con costi d’impianto altissimi, che possono superare i 25.000 euro a ettaro dei terrazzamenti allargati “patamares” e a “rittochino”, con circa 6.000 piante coltivate/ha. Prima della fillosera (fine ‘800, inizio’900) I vigneti erano impiantati su piccoli terrazzamenti irregolari, chiamati "geios". Questi terrazzamenti erano generalmente composti da 1-2 filari di viti, sostenuti da muretti a secco in pietra. La densità di impianto era relativamente bassa, tra 3.000 e 3.500 piante per ettaro.

I costi per ettaro in un vigneto nella Valle del Douro, così come le ore di lavoro impiegate, variano notoriamente in base a diversi fattori. 

Questi includono la topografia del terreno, la densità dell'impianto, il tipo di vitigno, e le pratiche colturali adottate.

Il costo annuale per la conduzione di un ettaro di vigneto può variare tra 4.500-5.000 euro a ettaro.

La raccolta delle uve viene effettuata rigorosamente a mano, vista la complessità del territorio.

I sistemi di potatura dei vigneti più diffusi sono il Guyot e il Cordone Speronato (simili in Sicilia), spesso utilizzati in combinazione con la forma di allevamento a spalliera. Ovviamente la scelta del sistema di potatura dipende da vari fattori, tra cui il vitigno, il clima, il terreno e le pratiche agricole locali. 

Ecco perché la Valle del Douro è una regione vinicola rinomata per i suoi paesaggi mozzafiato e la produzione e famoso vino Porto. 

 

La Valle del Douro, caratteristico esempio di viticoltura eroica, si trova in una zona particolarmente fortunata per la coltivazione di vigneti in quanto la struttura del terreno risulta estremamente conforme alle necessità della coltura, ed è una regione vinicola rinomata per la produzione di vini sia fortificati da dessert (Porto) ma anche di vini rossi e bianchi da tavola di alta qualità. 

Una regione caratterizzata da terrazzamenti scoscesi lungo il fiume Douro, che creano un microclima unico.

I vini del Douro sono noti per la loro complessità, intensità aromatica e struttura, grazie ai vitigni autoctoni che vi sono coltivati. 

È in questa stupenda regione che nasce il Vinho do Porto, prelibatezza enologica divenuta simbolo dell’intero territorio lusitano.

Le acque del fiume Douro, hanno regalato al Portogallo una valle ricca di verde e terreni coltivabili, possiamo dire un Territorio perfetto per le vigne. 

Non a caso, la Valle del Douro è la regione di produzione vinicola più antica di tutto il Paese. 

Il corso fluviale ha scavato conche profonde, attorno alle quali, grazie all’intervento dell’uomo, le colline di scisto (una particolare tipologia di roccia) sono diventate lavorabili.

Numerose aziende vinicole offrono visite guidate e degustazioni, permettendo di scoprire i segreti del vino Porto e della produzione locale e nazionale.

Qui il binomio uomo-natura-sostenibilità è alla base della salvaguardia dell’ambiente, ma soprattutto, aiuta a incrementare l’enoturismo, importante per l’intera economia portoghese.

I vini bianchi e rossi sono di grande struttura e dal forte potenziale olfattivo, dove in ogni sorso c’è una storia, un’arte, un patrimonio da tutelare. 

Per la produzione dei vini bianchi e rossi portoghesi sono impiegati una vasta gamma di vitigni autoctoni, sia a bacca bianca sia nera. 

La stragrande maggioranza dei vini bianchi portoghesi, sono prodotti da una varietà di vitigni autoctoni, tra cui Alvarinho, Arinto, Loureiro, e altri meno conosciuti. 

Questi vitigni conferiscono ai vini bianchi caratteristiche uniche, aromaticità, grazie alla variegata componente acidica.

I vini rossi portoghesi sono prodotti da diverse uve autoctone, alcune delle più importanti sono: Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Roriz (conosciuta anche come Tempranillo), e Tinta Barroca. 

Queste uve, insieme con altre varietà meno conosciute, conferiscono ai vini rossi portoghesi i loro caratteristici aromi e sapori unici.

Per la produzione del vino Porto sono utilizzate varietà di uve autoctone, sia rosse sia bianche, secondo lo stile del vino desiderato. 

Per i vini Porto rossi, i vitigni più utilizzati includono Touriga Nacional, Touriga Francesa, Tinta Barroca, Tinta Roriz (Tempranillo), e Tinta Cão. 

Per i vini Porto bianchi, si utilizzano principalmente Gouveio, Malvasia Fina, Rabigato, Viosinho, e altre varietà bianche.  

Caratteristica del vino Porto, sta nella tecnica e che si produce attraverso un processo unico che include la fermentazione incompleta del mosto, interrotta dall'aggiunta di acquavite, e un successivo periodo d’invecchiamento in botti di legno o serbatoi. 

Questo processo conferisce al Porto la sua dolcezza caratteristica e un'alta gradazione alcolica.

Ecco i passaggi principali:

Il mosto viene fatto fermentare, un processo naturale in cui i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol e anidride carbonica. 

La peculiarità è la fortificazione. Infatti, a un certo punto della fermentazione, quando circa la metà dello zucchero è stato trasformato e a riscontri analitici e tecnici, si aggiunge al mosto un distillato di vino, chiamato aguardente, per fermare la fermentazione. 

Questo processo, chiamato fortificazione, aumenta la gradazione alcolica e lascia zuccheri residui, conferendo al Porto la sua dolcezza. 

Un’altra peculiarità e l’invecchiamento: Il Porto è poi invecchiato in botti di rovere o in serbatoi di acciaio inossidabile, secondo lo stile desiderato. 

L'invecchiamento in botti di legno contribuisce a sviluppare aromi e complessità nel vino. 

Il risultato è un vino liquoroso, dolce e ad alta gradazione alcolica, con diverse tipologie e stili a seconda del tempo d’invecchiamento, delle uve utilizzate e delle tecniche di produzione. 

 

Alcuni tipi di Porto includono:

Porto Ruby:
Invecchiato per pochi anni, dal colore rosso rubino e con aromi di frutta rossa. 

Porto Tawny:
Invecchiato più a lungo, con un colore ambrato e note di frutta secca e spezie. 

Porto Vintage:
Prodotto solo nelle migliori annate, con un lungo invecchiamento in bottiglia. 

Porto Colheita:
Prodotto da una singola annata e invecchiato per almeno sette anni in botte.

 

Il Porto viene spesso servito come vino da dessert o da meditazione, ma alcune tipologie, come il Porto Bianco, possono essere gustate anche come aperitivo.

Ed è proprio questa ricchezza di sfaccettature che il sistema enologico portoghese, unico nel suo genere, andrebbe preso ad esempio dal sistema vitivinicolo siciliano.

Un viaggio studi che lascia il segno, utile, per confrontare la viticoltura e l’enologia siciliana, con quella di altre regioni d’Europa e sulla quale bisogna riflettere.

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