Legislazione
Iva al 4% per l'olio extra vergine d'oliva anche quando usato per cosmesi
L'Agenzia delle Entrate, con un recentissimo parere giuridico ha chiarito le disposizioni in materia di valore aggiunto per l'utilizzo non alimentare degli oli d'oliva. Tra le conferme anche qualche sorpresa
08 settembre 2021 | T N
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito le disposizioni in tema di imposta sul valore aggiunto (IVA) per gli oli d'oliva quando vengano utilizzati a fini non alimentari, ovvero essenzialmente nella cosmetica.
Nel parere giuridico del 7 settembre 2021 della Direzione centrale piccole e medie imprese, si fa innanzitutto una differenza tra gli oli vergini di oliva, quelli ottenuto dall'estrazione meccanica, e gli oli raffinati, ovvero quelli estratti chimicamente o rettificati.
Si legge:
“Il n. 13) della Tabella A, parte II, allegata al Decreto IVA, prevede l'applicazione dell'aliquota del 4 per cento a «olio d'oliva, oli vegetali destinati all'alimentazione umana od animale, compresi quelli greggi destinati direttamente alla raffinazione per uso alimentare».
…
in base alle note complementari della Nomenclatura combinata, "rientrano nelle voci 1509 e 1510 soltanto gli oli provenienti esclusivamente dal trattamento delle olive e le cui caratteristiche relative ai tenori in acidi grassi e in steroli sono indicate nell'allegato I del Regolamento (CEE) n. 2568/91 della Commissione. La loro presenza può essere determinata con i metodi indicati negli allegati X e XIX di detto Regolamento.
In base alla citata tabella l'Iva per gli oli vergini di oliva vale all'aliquota del 4% poiché “non è richiesta una particolare destinazione d'uso per l'olio d'oliva. Di conseguenza, si ritiene che le cessioni di olio di oliva siano soggette all'aliquota IVA del 4 per cento, anche se destinate alla produzione di cosmetici, ai sensi del n. 13) della Tabella A, parte II, allegata al Decreto IVA.”
E' quindi evidente che invece l'olio di oliva non gode dell'aliquota agevolata al 4%.
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