L'arca olearia

Quindici anni di Città dell'Olio

I festeggiamenti si sono celebrati a Spello, con l’emozione del presidente Enrico Lupi che dal 2000 guida, con capacità, l'associazione. Una realtà che ha rappresentato uno straordinario impulso che ha inciso su un comparto poco attento al nuovo. Il resoconto del presidente onorario Pasquale Di Lena

12 dicembre 2009 | Pasquale Di Lena



Nella incantevole Città dell’Olio di Spello, nella bella e ospitale Umbria, la Regione che ha dato all’Associazione, nata a Larino, nel Molise, il 17 dicembre 1994, il primo presidente, Carlo Antonini, allora sindaco di Trevi e ora bravo assessore alla Provincia di Perugia. L’emozione del Presidente Lupi che dal 2000 guida, con capacità, le Città dell’Olio.

Molto bella la dedica che Spello ha voluto fare alle Città dell’Olio, a pochi giorni dal 17 dicembre, il giorno che 15 anni fa ha visto la sua nascita a Larino, nel Molise.
Una festa inserita nel programma dell’ “Oro di Spello”, l’iniziativa che ha caratterizzato la prima settimana di dicembre.

Un omaggio dovuto da parte di una terra, l’Umbria, che ha svolto, con l’allora sindaco di Trevi, Carlo Antonini, primo presidente fino al 2000, un ruolo importante nella fase della gestazione e avvio dell’attività dell’Associazioni. Da allora il presidente è Enrico Lupi, che, grazie anche al contributo di validi amministratori e collaboratori, ha dato un forte impulso alla crescita del ruolo e del prestigio dell’Associazione.

Una cerimonia di poche ore e un numero di interventi mirati, come si conviene per una ricorrenza, sono bastati per rimarcare l’importate ruolo svolto, nei suoi quindici anni di vita, dalla Associazione nazionale delle Città dell’Olio che, dal 2000 è nelle mani di Enrico Lupi.

Il Presidente che, dopo aver affiancato per cinque anni Carlo Antonini, l’allora sindaco di Trevi, è riuscito, nel rispetto dei principi ispiratori, ad affermare l’associazione nel suo ruolo di fondamentale strumento nell’ambito della cultura dell’olio e dei territori che lo esprimono, e, così, a renderla forte e rappresentativa di 350 soggetti istituzionali, che oggi formano la compagine sociale.

Un importante risultato che premia l’impegno e la passione dei titolari pro tempore dei territori segnati dall’olivo e dal suo olio, i sindaci, soprattutto quelli di piccoli comuni, a rappresentare, nella quasi generalità dei casi, le aree interne e quelle marginali. Senza dimenticare, però, quanti, insieme a questi protagonisti e ai presidenti prima citati, ieri ed oggi, hanno dato un contributo di idee e di partecipazione alla nascita ed alla crescita dell’associazione.

Una realtà che, come qualcuno ha detto nel suo intervento di saluto, ha rappresentato una straordinaria novità che ha inciso subito, e fortemente, su un comparto, quello olivicolo, fondamentalmente raccolto sulle proprie problematiche e poco attento ad esprimere il nuovo.

Diversamente dal mondo del vino che, scosso dalla tragedia del metanolo, riesce, nella metà degli ’80, a vivere un vero e proprio “rinascimento”, grazie al ruolo e al contributo dato dall’Enoteca Italiana di Siena che, torna ad essere, dopo una fase di crisi, quella straordinaria fucina di idee e di iniziative nel campo della promozione e della valorizzazione della vitivinicoltura italiana di qualità.

Ed è proprio l'importante istituzione senese all’origine del percorso che dà vita, con lo sviluppo, nel 1986, del primo binomio “Vino e Turismo”, alle Città del Vino e, subito dopo, al Movimento del Turismo del Vino, che, insieme, hanno contribuito a rivoluzionare il turismo in Italia e a riconoscere i valori e le risorse dei nostri territori.

Fatti e esperienze che sono alla base della idea di dare all’olivo e al suo olio uno strumento in grado di scuotere il comparto e di far vivere territori che la crisi aveva reso marginali, in una situazione di abbandono.

E’ il Molise, con la sua antica capitale dei Frentani, Larino, incastonata dentro un anfiteatro di colline coperte di ben tre varietà autoctone ( “Gentile”, “S. Pardo” e “Salegna”), che il 17 dicembre del 1994 fa da culla delle Città dell’Olio, alla presenza di 17 amministratori provenienti da varie regioni, Liguria, Sardegna, Marche, Campania, Toscana, che affiancano il Molise, e di Ro Marcenaro che disegna il logo che, ancora oggi, dà l’immagine all'Associazione.



Una premessa necessaria che serve a spiegare le ragioni che portano alla nascita delle Città dell’Olio e il momento storico di profondi cambiamenti, come prima dicevamo, che vive, a cavallo degli anni ‘80/’90, il mondo agricolo con i suoi comparti, prima con il vino e, poi, grazie alla Associazione festeggiata, con l’olio. Un pullulare di importanti iniziative che portano subito le Città dell’Olio, con una serie di idee e di iniziative, in Italia e nel mondo, a diventare protagoniste di un percorso che, per diventare virtuoso, in grado, cioè, di dare quelle risposte che il mondo dei produttori e dei trasformatori dell’olio aspettano da anni, ha bisogno di programmi e risorse adeguate, essenziali per dare fondo al rinnovamento del comparto.

Un compito che spetta ad altri portare avanti e non a una associazione che ha operato, con successo, al rinnovamento culturale riguardante l’olio quale testimone di territori, mostrando un carattere ricco di valori e di entusiasmo, fortemente espresso con i suoi 15 anni. L’età che prepara alla maturità e che, visto il percorso fatto, fanno pensare a un futuro pieno di nuovi ed importanti successi.

Risultati che servono al mondo dell’olio per superare la crisi pesante di questi ultimi anni.

Un tema solo accennato, e giustamente visto che il momento era quello di una grande festa con tanti ospiti presenti, tra i quali il vicepresidente del Consiglio regionale del Molise, il neo presidente delle Città del Vino, Giampaolo Pioli, la presidente di Pandolea, Loriana Abruzzetti, tutti a rendere onore al presidente Lupi e agli amministratori di ieri e di oggi, cioè a quanti meritano un grazie per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti, ma, anche, ad augurare alla festeggiata lunga vita e nuove fortune.




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