L'arca olearia
LA SFIDA DI AGECONTROL? RITAGLIARSI UN NUOVO RUOLO
Durante la presentazione del rapporto annuale per la campagna olearia 2002/2003 il dibattito si è acceso soprattutto sulle prospettive di sopravvivenza di questo ente a seguito della riforma Ocm olio di oliva. L'impegno del Ministro per consolidarne e ampliarne i compiti. Ma per fare cosa?
29 maggio 2004 | Ernesto Vania
Nella campagna 2002/2003 complessivamente sono stati effettuati oltre 7.700 interventi nei confronti di frantoi, produttori, Associazioni ed Unioni cui si aggiungono 1.200 posizioni socio verificate documentalmente presso le Associazioni.
L'attività di controllo ha riguardato soprattutto il settore della trasformazione olearia, fulcro del sistema di aiuto definito dall'Ocm olio di oliva e dei soggetti collegati. Nel corso della campagna l'Agecontrol complessivamente ha svolto 3.124 ispezioni presso le strutture di molitura delle olive, pari al 54,2% dei frantoi che hanno operato nella campagna (5.763); sono state effettuate 1.852 ispezioni di tipo approfondito e 1.272 di tipo sommario. Infine sono stati effettuati 2.500 accessi per la determinazione delle rese regionali.
Sono state accertate irregolarità per un importo di 390,96 milioni di euro. Dal rapporto emerge che sono stati inoltrati alle autorità competenti atti riferiti a 17.594 soggetti per i quali sono state accertate irregolarità , di cui 2.733 inerenti alla revoca del riconoscimento e 14.861 per aiuti indebiti per complessivi 390,96 milioni di euro. L' importo delle sanzioni erogabili dallo Stato a seguito delle segnalazioni inviate dall' Agecontrol e' invece valutabile in complessivi 219,97 milioni.
Tutti gli obbiettivi contenuti nel programma previsionale sono stati raggiunti e l'ammontare delle spese è stato mantenuto entro i limiti di bilancio.
Fin qui i meri dati statistici.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto si è discusso anche del futuro dellâAgecontrol in quanto ente che, a seguito della riforma dellâOcm olio di oliva, non avrebbe più necessità di esistere. à anzi previsto che le agenzie di controllo sulle erogazioni al comparto olio vengano chiuse.
Nel pieno rispetto della filosofia tipicamente italiana secondo cui questi organi pubblici non si chiudono ma si trasformano, sia il Ministro Alemanno sia il Presidente dellâAgea Buonfiglio hanno sottolineato la necessità di dare allâAgecontrol nuovi compiti e funzioni.
In particolare lâon. Alemanno ha tenuto a sottolineare che questo ente âdiventa struttura operativa dell'Agea. E' una funzione forte che, oltre a fugare le preoccupazioni dei dipendenti, serve a fare sistema nel campo dei controlli agricoli.â E proprio Antonio Buonfiglio, Presidente Agea, ha sottolineato che il nuovo ruolo dell'Agecontrol è stato deciso nell'ottica di creare un sistema coerente di controlli che persegua un modello unico su tutto il territorio.
Un rassicurato e rincuorato Trizza, Presidente dellâAgecontrol, ha fatto allora il punto sul nuovo ruolo dellâente di cui è a capo:
- fino al termine della campagna 2005/2006, come Organismo di controllo nell'ambito dell'attuale Ocm;
- dalla campagna 2005/2006, si renderà necessario assicurare un adeguato sistema di controllo, per realizzare il quale, il patrimonio professionale ed organizzativo dell'Agecontrol dovrà essere valorizzato;
- fin da ora, in ogni caso, le potenzialità dell'Agenzia possono essere messe a disposizione delle Amministrazioni dell'Agricoltura, sia centrali che regionali, per soddisfare esigenze di controllo, sia nel settore oleario (Reg. CE n.1019/2002) che in altri settori del comparto agroalimentare.
La preoccupazione degli addetti ai lavori è che Agecontrol diventi lâennesimo carrozzone con funzioni analoghe a quelle di altri organi pubblici, vedi Repressione Frodi o Agenzia Dogane, che questo moltiplichi la burocrazia aziendale, già imperante, e che vengano a moltiplicarsi le occasioni di contrastanti interpretazioni delle normative tra i vari enti, generando un clima di nocivo terrorismo su tutto il settore agricolo. Ci auguriamo naturalmente che questa visione, assolutamente negativa e pessimistica, non si trasformi in cruda realtà .
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio d’oliva e cervello: cosa accade davvero quando lo assaggiamo
Dalla chimica dei profumi alla risposta neurale: un nuovo studio esplora come il nostro cervello reagisce a diversi tipi di olio d’oliva, aprendo prospettive inedite sulla percezione del gusto
20 marzo 2026 | 16:00
L'arca olearia
Il ruolo di uccelli e pipistrelli nel controllo dei parassiti dell'olivo
L’esclusione di uccelli e pipistrelli comporta un aumento significativo del tasso di infestazione, con incrementi fino al 14% rispetto alle condizioni naturali. Dal punto di vista economico, la rilevanza del servizio dei vertebrati volanti è tutt’altro che trascurabile
20 marzo 2026 | 15:00
L'arca olearia
Effetto dell'impollinazione dell'olivo sulla qualità del seme e lo sviluppo della polpa dell'oliva
Esiste una forte correlazione positiva tra peso del seme, dimensione dell’endocarpo e peso del frutto. Questo suggerisce che il seme svolge un ruolo regolatore nello sviluppo dei tessuti del frutto, inclusa la polpa, che rappresenta la principale fonte di olio
20 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
Valutazione in tempo reale e previsione futura dell'ossidazione dell'olio extravergine di oliva con la spettroscopia nel vicino infrarosso
I modelli PLSR sviluppati migliorano l'efficienza per la valutazione della shelf-life dell'olio extravergine di oliva. Possibile così avere un sistema diagnostico ad alto rendimento per identificare i lotti con bassa stabilità ossidativa
20 marzo 2026 | 13:00
L'arca olearia
L'olivicoltura biologica contro il rischio desertificazione
La gestione organica e a bassa intensità dell'oliveto fornisce un habitat migliore, con una riduzione dello stress da siccità e migliori condizioni del suolo. I terreni migliori hanno la capacità di trattenere acqua e sostanze nutritive, più possono resistere a condizioni climatiche e climatiche difficili
20 marzo 2026 | 10:00
L'arca olearia
Il potere e i limiti dell'etichetta sostenibile per l'olio extravergine di oliva
Quando le etichette ambientali si sommano ad altre certificazioni già presenti, come il biologico o le denominazioni di origine, il rischio è quello di creare un effetto di ridondanza. Non è dunque sufficiente aumentare la quantità di informazioni
19 marzo 2026 | 15:00