L'arca olearia
Olio extra vergine d’oliva: un disciplinare per tre
I marchi e le diciture utilizzate possono essere diverse ma il disciplinare è lo stesso. Unaprol, Cno e Unasco utilizzano le medesime regole tecnico-agronomiche. Un progetto comune ma comunicazioni distinte
25 aprile 2009 | Alberto Grimelli, Luigi Caricato
Vinitaly 2009. Unaprol e Cno hanno presentato, quasi contemporaneamente, il proprio progetto di commercializzazione dâolio dâalta qualità , basato su un apposito disciplinare di produzione.
La sorpresa è che non esistono due diversi disciplinari ma uno solo.
Un solo disciplinare, anzi, per tre unioni di produttori: Unaprol, Cno e Unasco.
Costruito anche grazie a fondi ministeriali ed europei, è stato depositato presso lâorganismo di certificazione CSQA.
Abbiamo speso lamentato che il mondo associazionistico è diviso, che nessun progetto riesce ad essere portato innanzi senza fratture e rissosità . Aver raggiunto un accordo su un unico disciplinare di produzione, redatto anche grazie al contributo di docenti universitari di chiara fama rappresenta un successo.
Perchè non comunicarlo?
Possiamo capire un minimo di segretezza in fase di lavorazione, sapendo quali e quanti critiche sarebbero giunte se il progetto fosse naufragato, ma ora, a risultato raggiunto perché perseverare nel silenzio? Perché comunicazioni diverse?
In questo modo lâimpressione, da parte di un osservatore disattento, è che esistano diversi disciplinari e che il mondo dellâolio sia, come al solito, frammentato.
Se fossimo malevoli e scettici penseremmo a unâopera di depistaggio.
Già perché esistono almeno due marchi: I00% e Alta Qualità .
In I00%, oltre a Unaprol e Aifo, vi è anche lâUnasco, tanto che Elio Fiorillo, presidente Unasco, ha lo stesso ruolo anche in IOO%.
Alta Qualità è invece un marchio Cno.
Questi differenti marchi e realtà aziendal-associative potranno probabilmente godere di fondi pubblici e comunitari per la promozione dei loro prodotti, anche se, dal punto di vista del consumatore, non si rilevano differenze, dovendo, entrambi gli oli sotto tali marchi ombrello rispettare il medesimo disciplinare di produzione.
Un disciplinare sicuramente ben costruito e di cui vi daremo conto, nel dettaglio, nei prossimi numeri di Teatro Naturale.
Le indicazioni e le regole che i produttori dovranno rispettare sono sufficientemente elastiche da non risultare opprimenti ma sufficientemente rigide da offrire ottime garanzie di effettiva alta qualità della produzione.
Ogni fase della filiera è contemplata, dal campo al frantoio fino allo stoccaggio, imbottigliamento e trasporto. Utili indicazioni sono anche date agli esercizi commerciali e ai ristoratori, in merito allâesposizione nel punto vendita, alla gestione del magazzino, alla manipolazione del prodotto.
Tutto perfetto, anche la comunicazione.
Leggete un poâ.
â⦠è impegnata a sviluppare efficacemente la propria attività , diretta a salvaguardare il prodotto degli associati e, nel contempo, ad assicurare al consumatore la genuinità del prodotto, che verrà immesso sul mercato attraverso il marchio di qualità . Garanzie di tutto rispetto, dunque, per il consumatore che potrà acquistare oli di oliva nellâassoluta certezza che provengono direttamente dai produttori.
La âpromotionâ assume, in questa ottica, una fondamentale importanza perché dovrà orientare la domanda del consumatore attraverso azioni dirette ad una più corretta informazione del prodotto, delle sue qualità , sul suo modo di utilizzazione.
Il marchio garantirà una produzione attraverso una certificazione del confezionamento con analisi affidate a laboratori specializzati e ad assaggiatori autorizzati.
Il prodotto, che verrà confezionato con marchio, dovrà seguire un sistema di regole tecniche ben definite ed uniformi sul territorio nazionale, che dovranno essere rispettate dalla fase di produzione delle olive fino a quella finale, di distribuzione.â
Il marchio in questione è âUnaprolâ. Era il 1988. Il testo è comparso sul numero 1 di âUliveto Italiaâ diretto da Piero Antolini.
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