L'arca olearia
Applicazione etichettatura d’origine obbligatoria. L’Italia sceglie la linea dura
Confermati vecchi obblighi e istituiti nuovi doveri. Vi sveliamo tutte le novità contenute nella bozza di decreto che darà attuazione al regolamento 182/09
04 aprile 2009 | Graziano Alderighi
Il regolamento comunitario 182/09 che modifica il 1019/02 è stato promulgato da poche settimane, il 6 marzo 2009, e già si sta lavorando sul decreto ministeriale che né darà piena attuazione.
Il regolamento Ue ha istituito lâobbligo dellâindicazione dâorigine obbligatoria in etichetta ed entrerà in vigore dal 1 luglio.
LâItalia, che del regolamento è stata la proponente e la più ferrea propugnatrice, non si vuole far trovare impreparata, così il decreto ministeriale è già quasi pronto e la bozza che circola in questi giorni sarà probabilmente passibile solo di piccole modifiche.
Viene innanzitutto confermata la necessità di dotarsi del codice alfanumerico rilasciato dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.
Le imprese, già riconosciute ai sensi del 1019/02 alla data di entrata in vigore del decreto conservano la titolarità del codice già ad esse attribuito.
Confermata anche la tenuta del registro che dovrà essere vidimato dal locale ufficio dellâICQ (Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari).
Vi sono anche diverse novità .
Esenzioni dalla tenuta del registro
Non sono soggetti all'obbligo della tenuta dei registri:
- i frantoi che lavorano soltanto olive raccolte in Italia, non acquistano olio ottenuto da terzi, non confezionano, né utilizzano indicazioni facoltative;
- gli olivicoltori che commercializzano esclusivamente olio, sia allo stato sfuso che confezionato da terzi, purché ottenuto dalle olive raccolte presso la propria azienda;
- coloro che effettuano esclusivamente la vendita di olio preconfezionato.
Indicazioni facoltative
Gli operatori e i frantoi, che utilizzano in etichetta e nei documenti commerciali di accompagnamento del prodotto, sia allo stato sfuso che confezionato, una o più delle indicazioni facoltative di cui all'art. 5 (estratto o spremuto a freddo, caratteristiche organolettiche, acidità ) del 1019/02, dovranno trasmettere allâUfficio dellâICQ una comunicazione di âinizio dell'attività â.
Gli operatori, per lâutilizzo delle indicazioni caratteristiche organolettiche e acidità , dovranno esibire agli Organi di controllo, idonea documentazione attestante lâeffettuazione dellâesame organolettico o dellâanalisi chimica, a seconda dei casi per partita di prodotto che si intende qualificare, conformemente ai metodi previsti dal regolamento (CEE) n. 2568/91 e successive modifiche.
Identificazione delle partite
La categoria dell'olio di oliva e le indicazioni dâorigine e facoltative, unitamente alla quantità , dovranno figurare in materia chiara e leggibile sui recipienti di magazzino utilizzati per lo stoccaggio del prodotto. Ciascun recipiente di stoccaggio dovrà riportare lâindicazione della capacità totale e del numero/codice identificativo dello stesso ed è munito di un dispositivo di taratura per la valutazione della quantità dell'olio contenuto.
Le partite di olio confezionate non ancora etichettate, detenute in magazzino, dovranno essere identificate mediante un cartello recante il lotto, il numero di confezioni, la loro capacità , la designazione dei prodotti compresa quella dellâorigine e delle eventuali indicazioni facoltative.
I documenti commerciali utilizzati per la movimentazione degli oli, oltre alla categoria e quantità dell'olio, data di emissione, nominativo e indirizzo dello speditore e del destinatario, dovranno riportare le indicazioni dâorigine ed eventuali facoltative, nonché per gli oli preconfezionati il numero di lotto.
Comunicazione annuale
Entro il 10 ottobre di ogni anno gli operatori, che hanno commercializzato o detenuto olio extravergine di oliva e oli di oliva vergine nellâanno precedente (1 ottobre- 30 settembre), dovranno comunicare agli Uffici dellâICQ i quantitativi espressi in litri di olio allo stato sfuso e confezionato, suddivisi per tipologia (categoria commerciale e designazione dellâorigine):
- importato/ esportato da/a Paesi terzi;
- introdotto/spedito da/in altri Stati membri;
- acquistato/venduto da/a altri operatori nazionali;
- giacente al 30 settembre
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
L'utilizzo dei residui di potatura dell'olivo: dalla bruciatura alla bioraffineria
I costi di trasporto raggiungono i 143 €/t con il trasporto di cippato fresco che rappresentano il 60% dei costi totali. I minimi di costo si verificano quando gli stoccaggi intermedi decentralizzati sono abbastanza numerosi da abbreviare il trasporto di cippati freschi, ma abbastanza limitati da evitare investimenti di capitale eccessivi
21 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
La lotta contro la mosca dell'olivo con trappole attivate da insettici naturali: la vera efficacia
L'applicazione di trappole attivavate ha comportato una significativa riduzione dell'infestazione delle olive durante entrambe le stagioni, con livelli di infestazione inferiori di circa il 20% rispetto a quelli registrati negli oliveti senza trappole
20 febbraio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Impatto delle pratiche di gestione sulla salute del suolo dell'oliveto e sulla diversità degli artropodi
Il degrado del suolo guidato da pratiche di gestione intensiva è diventato di crescente preoccupazione per la coltivazione dell'olivicoltura. Gli oliveti agroecologici, rispetto a quelli convenzionali, hanno una maggiore porosità e materia organica del suolo
20 febbraio 2026 | 15:00
L'arca olearia
La valutazione dell'olio extravergine di oliva senza aprire la bottiglia: l'impatto di diversi contenitori
L’utilizzo della tecnica SORS negli oli di oliva è diventato sempre più importante negli ultimi anni, nell’autenticazione di olio extravergine di oliva, nella discriminazione/classificazione degli oli vegetali, nell’individuazione dell’adulterazione con olio di girasole e nello sviluppo di strategie sostenibili per l’autenticazione dell’olio d’oliva
20 febbraio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ecco l'effetto della sansa a due fasi di frantoio sulla qualità del terreno
La sansa ha un alto contenuto di sostanze polifenoli, che possono inibire la crescita microbica e sono anche di natura fitotossica, ma quantitativi fino a 10 tonnellate ad ettaro hanno effetti solo transitori sulla qualità del suolo
19 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Garantire l'origine dell'olio extravergine di oliva con la spettrometria e l'intelligenza artificiale
Le impronte digitali HS-GC-IMS e IMSS possono classificare gli oli d'oliva per origine con il 100% di precisione per quattro Paesi. I composti organici volatili alla base della discriminazione dell'olio da Spagna, Portogallo, Marocco e Italia
19 febbraio 2026 | 10:00