L'arca olearia
Un nuovo modello predittivo per rivoluzionare la raccolta delle olive
Ecco un modello predittivo in grado di stimare l’accumulo di olio nelle olive sulla base di variabili climatiche come temperatura, radiazione solare e precipitazioni e con un livello di accuratezza vicino all’80%
26 febbraio 2026 | 10:00 | R. T.
Ottimizzare il momento della raccolta e preservare al meglio la qualità dell’olio extravergine di oliva sono due delle sfide più strategiche per il futuro del settore olivicolo. A fornire nuove risposte è il lavoro di ricerca di Fatima Zahra Akhrif, realizzato nell’ambito del Master internazionale in Olivicoltura ed Elaiotecnica promosso da CIHEAM Zaragoza e dall’Universidad de Córdoba, in collaborazione con la Junta de Andalucía, il Consejo Superior de Investigaciones Científicas, il Consejo Oleícola Internacional e la Fundación Patrimonio Comunal Olivarero.
La ricerca, supervisionata da Hristofor Miho e Concepción Muñoz Díez, affronta due questioni centrali della filiera: la lipogenesi dell’olio nel frutto e la sua degradazione durante lo stoccaggio.
Quando raccogliere? La risposta in un modello matematico
Il primo asse dello studio ha portato allo sviluppo di un modello predittivo in grado di stimare l’accumulo di olio nelle olive sulla base di variabili climatiche come temperatura, radiazione solare e precipitazioni. L’analisi ha coinvolto cinque varietà di riferimento – Arbequina, Arbosana, Picual, Koroneiki e Cornicabra – mettendo in evidenza differenze significative nei ritmi di accumulo lipidico.
Il risultato è uno strumento capace di stimare il momento ottimale di raccolta con un livello di accuratezza vicino all’80% rispetto ai dati sperimentali. Un passo avanti rispetto al tradizionale indice di maturazione, che si basa principalmente sul colore del frutto e che non sempre riflette il reale contenuto in olio.
Per i produttori, ciò significa poter pianificare la raccolta in modo più oggettivo, massimizzare la resa e, allo stesso tempo, preservare il profilo sensoriale dell’olio extravergine.
Uno strumento contro l’incertezza climatica
In uno scenario agricolo sempre più influenzato dalla variabilità climatica, integrare dati ambientali nei processi decisionali rappresenta una leva strategica. Il modello sviluppato nel TFM introduce un approccio matematico orientato ai dati, capace di migliorare la resilienza produttiva e ridurre le perdite legate a raccolte anticipate o tardive.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Xylella e olivo: la svolta green dei biopesticidi. Quale strategia conviene davvero?
Per anni, le armi principali sono state i pesticidi chimici di sintesi, come il rame, gli insetticidi piretroidi e i neonicotinoidi. Oggi si parla di biopesticidi. Un confronto tra efficacia ed impatto ambientale, come guida per gli olivicoltori che voglio contrastare Xylella fastidiosa
26 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta
Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate
25 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura
L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema
24 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olio extravergine d'oliva denocciolato: un tesoro di antiossidanti per la salute e la bellezza
La rimozione del nocciolo prima dell'estrazione dell'olio dalle olive Cerasuola aumenta significativamente la concentrazione di composti fenolici e flavonoidi, potenziando le proprietà antiossidanti dell'olio extravergine e aprendo nuove prospettive per l'industria cosmetica e alimentare
24 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Ftalati nell’olio extravergine d'oliva, arriva un nuovo metodo rapido per individuarli
Un sistema basato sulla fluorescenza riesce a distinguere sette diversi ftalati presenti nell’olio extravergine di oliva con un’accuratezza fino al 97,2%. La tecnica potrebbe diventare uno strumento di screening per controllare più rapidamente la sicurezza degli oli alimentari
24 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile
Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti
22 agosto 2026 | 09:00