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PNRR ammodernamento frantoi: quanti milioni di euro sono a rischio?

PNRR ammodernamento frantoi: quanti milioni di euro sono a rischio?

Il 27 marzo sarà il termine ultimo per mandare la documentazione finale, tranne in Calabria dove il termine è fissato per il 27 febbraio, ma sono molte le pratiche in forte ritardo con i saldi in avanzamento lavori non erogati. Così si rischia il flop della misura

06 febbraio 2026 | 13:00 | T N

Man mano che si arriva alla scadenza ultima del bando di ammodernamento frantoi, fissato dal governo al 27 marzo, emergono condizioni di criticità in tutta Italia, anche se la regione dove si concentrerebbero i maggiori problemi è la Sardegna.

Il tema è annoso, ovvero la farraginosità di un sistema burocratico che prevede molti passaggi per l’iter, in particolare quando il percorso scelto dal frantoiano beneficiario prevede l’erogazione di SAL (saldi ad avanzamento lavori). In questo caso si tratta di controllare gli effettivi progressi nell’installazione delle macchine per il pagamento di un “acconto”.

“Stiamo attentamente monitorando le difficoltà burocratiche in generale e per tutti i nostri associati – afferma Michele Librandi, presidente di FOA Italia – Ovviamente speriamo che le nostre segnalazioni possano servire per attivare le istituzioni prima che sia tardi.”

Nessun problema per le pratiche di ammodernamento frantoi in cui l’assegnatario ha proceduto con fondi propri, poi ottenendo l’aiuto previsto dal bando, ma ad oggi almeno il 40% delle pratiche risulta assegnato sulla base dell’avanzamento lavori. Un iter che potrebbe avere difficoltà a essere concluso con successo entro il 27 marzo.

Di più, in Calabria la scadenza fissata dalla Regione è al 27 febbraio ma solo per quelle aziende che ne hanno fatto motivata richiesta entro la fine di gennaio.

Complessivamente, secondo le rilevazioni di Teatro Naturale, oggi il 30% delle pratiche a livello nazionale presenta ritardi che potrebbero comprometterne il buon fine.

“Sappiamo bene che non saranno possibili ulteriori proroghe da parte del governo o dell’Unione europea – ammette Librandi – già oggi lo slittamento dei termini è stato concesso a scapito delle amministrazioni che avranno meno tempo per i riepiloghi entro il 30 giugno. Occorre dunque accelerare affinchè neanche un euro dei 100 milioni di euro per il settore olivicolo-oleario venga disperso.”

Saranno infatti meno i soldi che le varie regioni potranno assegnare, con i prossimi CSR, all’ammodernamento dei frantoi, con la conseguenza che il bando PNRR rappresenta un’occasione unica per adeguare gli impianti oleari a standard per una migliore qualità, più performanti, sostenibili e adeguati ai tempi. 

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