L'arca olearia

La ragione della scelta dell’olio extravergine di oliva da parte del consumatore: sapore, colore, spremitura a freddo e italianità

La ragione della scelta dell’olio extravergine di oliva da parte del consumatore: sapore, colore, spremitura a freddo e italianità

Difficoltà a riconoscere la qualità reale, rifugiandosi nel prezzo. La metà degli italiani ha un solo tipo di olio in dispensa, uno su tre due. Molta strada da fare sull’etichetta dell’extravergine di oliva secondo Nextplora

18 settembre 2025 | 10:05 | T N

Un’analisi di mercato profonda del consumatore da parte di Nextplora per Unifol fa emergere la scarsa cultura olearia da parte degli italiani e di come questo ha un impatto sulla percezione del valore.

Un italiano su due non ha alcuna competenza sull’olio di oliva e, quasi una coincidenza, la stessa percentuale troviamo per chi ha un solo olio in dispensa.

Un italiano su tre (36%) ha due oli in dispensa, l’11% tre o più. E allora non è un caso che solo il 30% sa distinguere qualche caratteristica e un ulteriore 20% dice di conoscere bene l’olio.

C’è dunque ancora molta strada fa fare poiché l’autoconsapevolezza del consumatore rispetto all’olio extravergine di oliva potrebbe essere largamente sopravvalutata.

Ma quali sono le caratteristiche che il consumatore vorrebbe leggere in etichetta?

Intensità e potere di condimento dell’olio viene considerato un elemento secondario, mentre gli elementi che vorrebbero assolutamente avere sono varietà delle olive, tracciabilità, processo produttivo e caratteristiche fisico-chimiche. Sono ancora elementi secondari i suggerimenti d’uso e gli abbinamenti ma anche le caratteristiche e sensazioni di gusto e profumo.

Importante sottolineare che il tono scientifico genera diffidenza e il linguaggio tecnico genera lontananza. I claim salutistici, allo stato attuale, non sono determinanti per la scelta del consumatore.

Amaro e piccante, oggi, tendono a scoraggiare l’acquisto dell’olio extravergine di oliva, al contrario del fruttato che viene considerato positivo.

L’indicazione delle sensazioni aromatiche in etichetta sarebbero molto utili per scegliere l’olio più adatto per il 77% dei consumatori purchè siano chiare e comprensibili. Grazie a descrizioni operati da professionisti, le informazioni sarebbero più credibili e persuasive per l’acquisto.

Dalla ricerca possiamo trarre alcune considerazioni non solo sulla scarsa chiarezza delle etichette dell’olio, fattore condiviso dall’intera filiera, ma anche sulle contraddizioni in parte dovute alla scarsa cultura olearia del consumatore che, per esempio, disgiunge fruttato, amaro e piccante, elementi che sono correlati invece a livello di qualità. Altra contraddizione evidente l’importanza di tecnici e professionisti, almeno nelle indicazioni aromatiche, ma che devono parlare in maniera molto chiara, basilare, elementare, altrimenti rifuggendo dalle indicazioni fornite.

Un mix di scarsa cultura, scarsa chiarezza di claim ed etichette, alcune vecchie credenze ed elementi familiari rendono il consumatore meno attento nella scelta dell’extravergine, dando solo importanza al prezzo e alla promozione. La conquista della fiducia da parte del consumatore passa attraverso una rivoluzione comunicativa non solo in etichetta ma complessivamente nel comparto, con i tecnici e i professionisti che avranno un ruolo strategico solo se sapranno adattare il loro linguaggio del consumatore.

Solo una maggiore consapevolezza da parte del consumatore rispetto alle caratteristiche dell’olio, e dei diversi oli, potrà permettere una corretta consapevolezza nella percezione del valore.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Aggiungere acqua durante la frangitura peggiora resa e qualità dell’olio d'oliva

Uno studio sperimentale mette in discussione una pratica utilizzata nei frantoi per gestire paste particolarmente asciutte: l’aggiunta di acqua durante la frangitura. L’intervento non migliora l’estrazione e può ridurre significativamente polifenoli e pigmenti dell’olio extravergine di oliva

10 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Olio d'oliva: arriva il primo standard certificato per misure più accurate

L'Istituto Nazionale di Tecnologia Industriale argentino (INTI) ha sviluppato un Materiale di Riferimento Certificato (CRM) per l'olio d'oliva vergine. Obiettivo: garantire l'affidabilità dei test 

10 ottobre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Oli monovarietali italiani: dalla chimica ai cluster sensoriali, un nuovo modello per riconoscere e valorizzare le cultivar

Ecco un approccio "olistico" che integra analisi sensoriale, composti fenolici, volatili e terpeni per distinguere gli oli monovarietali italiani. I risultati dello studio mostrano che nessun modello riesce a identificare la singola cultivar, ma è possibile raggruppare le cultivar in tre cluster sensoriali stabili

09 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

La mosca dell’olivo non vive solo nell’oliveto, si trova anche nei boschi

Monitorata la presenza di Bactrocera oleae lungo un gradiente uliveto-bosco: catture fino a 100 metri tra i pini, sporadiche a 300. Il microclima del bosco, più fresco dell’uliveto, sembra favorire la presenza del fitofago. Un’ipotesi di lavoro che apre scenari nuovi per la difesa integrata in un clima che cambia

09 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Oliveto superintensivo: nessuna cultivar è perfetta, la scelta dipende dalla strategia aziendale

Uno studio decennale condotto in Spagna su sei varietà mette in luce come composizione dell'olio e stabilità ossidativa siano guidate dal genotipo, ma fortemente modulate dall'andamento climatico annuale. Per gli olivicoltori la lezione è chiara: servono prove di lungo periodo prima di decidere cosa piantare

09 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Meteo, acqua e aroma dell’olio: come temperatura e piogge orientano il profilo volatile delle olive

La componente aromatica dell’olio extravergine non nasce soltanto in frantoio. Temperatura, disponibilità idrica, piogge durante la maturazione, stato di idratazione della drupa, cultivar e grado di maturazione condizionano il metabolismo che porta alla formazione di aldeidi, alcoli ed esteri responsabili delle note verdi, erbacee e fruttate

09 ottobre 2026 | 12:00