L'arca olearia
Un volo sull’Italia dell’olivo e dell’olio d’oliva: come sono andate fioritura e allegagione?
E’ ancora presto per delineare un quadro della prossima campagna olearia, con l’incertezza del clima, degli attacchi di mosca e della disponibilità di acqua a uso irriguo, ma le premesse sono positive quasi ovunque
27 giugno 2025 | 16:30 | T N
L’assemblea dei frantoiani di FOA Italia, tra il 26 e 27 giugno, è stata anche l’occasione per questi professionisti del settore di scambiarsi le prime impressioni sulla prossima campagna olearia.

Non si tratta ancora di vere previsioni o proiezioni, quando di sensazioni basate sull’andamento del clima primaverile, della fioritura e dell’allegagione, oltre che dei problemi fitopatologici che possono influenzare lo sviluppo dell’oliva.
L’inverno è stato piovoso e con temperature sotto la media quasi ovunque. Qualche lamentela in Puglia, specie nel foggiano, per condizioni meteo non ottimali ma che hanno influenzato in maniera non significativa, fino ad oggi, le prospettive produttive. La campagna olearia nel foggiano è prevista in aumento del 15%, una percentuale che però non fa stare tranquilli, soprattutto in previsione di un’estate che si presenta calda e siccitosa.
A preoccupare la Puglia è soprattutto la mancanza di acqua irrigua. Spesso i pozzi stanno attingendo acqua sempre più salina mentre i Consorzi di Bonifica hanno comunicato un contingentamento dell’acqua a scopo irriguo: massimo 500 metri cubi ad ettaro. Si tratta di un volume di adaquamento largamente insufficiente, specie se le tmeperature sfioreranno spesso i 40 gradi durante l’estate. Il rischio è che gli olivicoltori si vedano costretti a scegliere quali campi irrigare e quali no, con potenziali riduzioni produttive. Al momento, però, sia nel barese che nella provincia di Barletta Andria e Trani, le prospettive sono positive e si parla di un aumento produttivo del 50-60% rispetto all’anno passato.
Le due regioni italiani che però dovrebbero sorridere maggiormente nella prossima campagna olearia sono la Calabria e la Sicilia. In Calabria, in particolare nell’area di Cosenza, si aspettano un incremento produttivo del 50-70%. In Sicilia l’inverno è stato molto piovoso, con potenziali aumenti produttivi del 70% e molto oltre specie in areali, come alcune zone del catanese, che hanno avuto una campagna di completa scarica l’anno passato.
Situazione un po’ diversa man mano che ci spostiamo verso il centro nord. Qui la scorsa annata è stata di carica e una diminuzione della produzione era ampiamente preventivabile. Nel nord del Lazio, in particolare nel viterbese, l’alternanza dovrebbe colpire duramente, con riduzioni produttive del 50%. Situazione ben diversa, invece, nell’area di Latina dove si aspetta un’ottima produzione.
In Toscana, in particolare nell’area di Firenze, non si aspetta una riduzione significativa della produzione, per quanto la fioritura e l’allegagione risultano disomogenee non solo tra un campo e l’altro ma anche all’interno dello stesso oliveto, tra un olivo e l’altro. L’area della Toscana dove l’alternanza di produzione dovrebbe colpire maggiormente, però, sono le zone di pianura della Maremma.
Situazione simile, ma con sicuro segno negativo, in Liguria che si dovrebbe attestare a un -30% della produzione rispetto all’anno passato che però era stato di forte carica.
Nell’area dove si trova l’olio extravergine di oliva più cari d’Italia, la Dop Brisighella, ci si aspetta una buona campagna olearia, anche se prevale la cautela per via di un’allegagione piuttosto disomogenea. Dopo la straordinaria annata di carica, invece, è sicuro che il Garda e il bresciano soffrirà l’alternanza di produzione con cali produttivi del 50-70%.
Nel complesso a preoccupare, oltre all’andamento meteo dell’estate e ai potenziali attacchi di mosca delle olive, sono le condizioni fitosanitarie generali degli oliveti dove si è notato una recrudescenza dell’occhio di pavone dell’olivo. Questa patologia fungina, specie se in combinazione con un’estate calda e secca, può portare a defogliazioni importanti, con ripercussioni per l’annata successiva a questa.
Complessivamente, oltre alla produzione di olive, un altro fattore determinante sarà la resa in olio. Nella scorsa campagna olearia la produzione è stata più bassa delle aspettative anche e soprattutto a causa di una resa inferiore di 3-4 punti alla media almeno fino alla metà di novembre. E’ evidente che un ritorno in media potrebbe agevolmente compensare cali produttivi dovuti all’alternanza di produzione.
Nel complesso c’è ottimismo e fiducia tra i frantoiani di FOA Italia per la prossima campagna olearia che si preparano ad accendere i motori già a settembre in Sicilia.
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