L'arca olearia

Un nematode come indice della salute del suolo dell'oliveto

Un nematode come indice della salute del suolo dell'oliveto

Capitellus caramborum, trovato in due oliveti, è associato a suoli ed ecosistemi inalterati con una rete trofica ben strutturata, suggerendo che questi oliveti potrebbero godere di una buona salute ambientale e una corretta gestione del suolo

24 aprile 2025 | 16:30 | C. S.

I nematodi sono invertebrati abbondanti e diversificati che possono essere sia patogeni sia svolgere un ruolo cruciale negli ecosistemi del suolo. Il suo ruolo comprende la mineralizzazione della materia organica e la partecipazione a percorsi trofici che influenzano la qualità del suolo.

A causa della loro presenza e varietà, questi organismi sono considerati indicatori della salute del suolo, rendendo il loro studio uno strumento prezioso per valutare l'impatto delle pratiche agricole sulla biodiversità e il benessere degli ecosistemi.

Il nematode dell'oliveto per la salute del suolo

I ricercatori dell’Università di Jaén hanno pubblicato su Zoosystematics and Evolution la scoperta e la descrizione di una nuova specie di nematode dell'oliveto.

Lo studio, che rafforza il quadro tassonomico del genere Capitellus fornendo dati rilevanti sulla biodiversità degli oliveti mediterranei.

Il nematode appena descritto, chiamato Capitellus caramborum, è un organismo microscopico tra 0,5 e 1 mm di lunghezza. La sua morfologia unica include un caratteristico album refrattario nella regione precedente, simile a un ventosa, che lo distingue dai suoi parenti stretti. Il nome della specie rende omaggio alla famiglia dell'autore, il "Carambos", un dettaglio che arricchisce ulteriormente l'importanza della scoperta.

Questo nematode è stato trovato in un oliveto biologico a Baena (Cordoba) e in un oliveto intensivo ad Antequera (Màlaga), due aree rappresentative degli ecosistemi coltivati della regione. Appartenendo a un gruppo di nematodi tradizionalmente considerati onnivori, Capitellus caramborum è associato a suoli ed ecosistemi inalterati con una rete trofica ben strutturata, suggerendo che questi oliveti potrebbero godere di una buona salute ambientale e una corretta gestione del suolo.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Al via la Cambiale Frantoi Oleari

Finanziamenti a tasso zero fino a 50 mila euro per i frantoi agricoli e fino a 300 mila euro per quelli agro-industriali. La misura prevede cinque anni di durata, con due di preammortamento. Domande dal 5 al 20 novembre 2026

28 ottobre 2026 | 16:15

L'arca olearia

Olivo superintensivo in biologico: ecco il test su 27 varietà

Confrontate 27 tra cultivar tradizionali, nuove varietà e selezioni in breeding. Ecco i risultati su vigore, produttività e contenuto in olio, e i genotipi che si sono dimostrati più adatti al sistema superintensivo

28 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

L’Italia ha prodotto 30 mila tonnellate di olio extravergine di oliva a ottobre. Resa media al 12,59%

Al 27 ottobre sono state molite 253 mila tonnellate di olive e prodotte 31.845 tonnellate di olio in questa campagna olearia. A rilento la produzione in tutto il sud che ha prodotto 11 mila tonnellate. Regina della raccolta anticipata è la Toscana con oltre 6 mila tonnellate prodotte

28 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Quanto costa la raccolta con abbacchiatori al fisico dei raccoglitori di olive?

Uno studio pilota italiano pubblicato su Applied Sciences ha misurato gli effetti acuti di soli 15 minuti di lavoro con un abbacchiatore elettrico. Risultato: aumento significativo di tono e rigidità nei muscoli del braccio dominante, asimmetrie marcate tra i due lati del corpo

27 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

La lebbra dell'olivo: conoscerla per difendere la resa e la qualità dell'olio

La lebbra colpisce i frutti in maturazione, provocandone la caduta o la mummificazione, con perdite di produzione che possono arrivare alla totalità del raccolto e con un degrado sensibile della qualità dell'olio. La difesa efficace richiede un approccio olistico

26 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Gli olivicoltori devono imparare a monetizzare la riduzione dei pesticidi

Una ricerca su oltre 5.000 consumatori in cinque Paesi UE dimostra che il 73% è disposto a pagare un premio medio del 24% per un olio extravergine prodotto con il 40% in meno di pesticidi. Ecco cosa dicono i dati e cosa possono fare concretamente le aziende olivicole

26 ottobre 2026 | 14:00