L'arca olearia

Valutare gli effetti di irrigazione salina sulla salute del suolo e sulla produttività dell'olivo

Valutare gli effetti di irrigazione salina sulla salute del suolo e sulla produttività dell'olivo

I trattamenti con acqua salina hanno migliorato la crescita dei germogli e la produzione di olive, a condizione che l'accumulo di sale fosse controllato attraverso una lisciviazione efficace

08 gennaio 2026 | 16:00 | R. T.

L’irrigazione dell’olivo con acque saline è un tema di grande interesse nelle aree mediterranee e aride, dove la disponibilità di acqua dolce è limitata e spesso si ricorre a risorse idriche di qualità inferiore. L’olivo è considerato una specie relativamente tollerante alla salinità rispetto ad altre colture arboree, ma questa tolleranza non è illimitata e dipende da diversi fattori agronomici, ambientali e gestionali.

La salinità dell’acqua irrigua, espressa generalmente come conducibilità elettrica, influisce sia sul suolo sia sulla pianta. Un eccesso di sali può causare stress osmotico, riducendo l’assorbimento di acqua da parte delle radici, e tossicità ionica, in particolare per sodio e cloro, che tendono ad accumularsi nei tessuti fogliari. Nell’olivo, i sintomi più comuni sono la riduzione della crescita vegetativa, l’ingiallimento e la necrosi delle foglie, una minore fioritura e, nel lungo periodo, un calo della produzione e della qualità dell’olio.

Dal punto di vista del suolo, l’uso prolungato di acque saline può favorire la salinizzazione e, in presenza di sodio elevato, la sodificazione, con peggioramento della struttura del terreno e ridotta infiltrazione dell’acqua. Per questo motivo è fondamentale adottare adeguate strategie di gestione. Tra queste rientrano la scelta di sistemi di irrigazione localizzati, come il goccia a goccia, che consentono di limitare l’accumulo di sali lontano dalla zona radicale attiva, e la programmazione di volumi irrigui tali da garantire una frazione di lisciviazione.

Nelle aree aride in cui le risorse di acqua dolce sono limitate, l'uso di acqua salina per irrigare gli ulivi sta diventando più comune

Uno studio ha studiato come le diverse strategie di irrigazione salina influenzano le caratteristiche del suolo, l'accumulo di sale, l'efficienza della lisciviazione e la produttività dell'albero degli ulivi. Le prove sul campo sono state effettuate sulla 26enne Olea europaea L. cv. Alberi chemlali coltivati in terreni a sile sabbioso tipici dell’arida regione mediterranea della Tunisia meridionale. L'esperimento comprendeva cinque trattamenti di irrigazione : (i) DRY : Rain-feed without irrigazione ; (ii) FI : irrigazione completa con acqua salina (EC = 7,5 mS/cm) al 100% di evacuazione delle colture (ETc) ; (iii) PRD : Essiccazione parziale della zona radice al 50% ETC, con lati di irrigazione alternati ogni 30 giorni; (iv) RDI : deficit regolato

I risultati hanno dimostrato che l'irrigazione salina, quando gestita con un adeguato drenaggio, la struttura del suolo preservata e la lisciviazione del sale al di sotto della zona della radice. Rispetto agli alberi in asciutto, i trattamenti con acqua salina hanno migliorato la crescita e la resa dei germogli, a condizione che l'accumulo di sale fosse controllato attraverso una lisciviazione efficace.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola

Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive

09 marzo 2026 | 09:00

L'arca olearia

Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile

Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto

07 marzo 2026 | 10:00

L'arca olearia

Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale

I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo

06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica

Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi

06 marzo 2026 | 15:00

L'arca olearia

Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?

La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane

06 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans

Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo

06 marzo 2026 | 13:00