L'arca olearia

Produrre biogas usando solo sansa, sottoprodotto della filiera dell'olio di oliva

Produrre biogas usando solo sansa, sottoprodotto della filiera dell'olio di oliva

BTS Biogas ha depositato la domanda di brevetto per un sistema che permette di ottenere biogas utilizzando esclusivamente la sansa di olive. PhenolTech, è stata sviluppata a partire da un caso concreto, che ha portato alla realizzazione del primo impianto in Europa alimentato al 100% con la sansa

22 gennaio 2025 | 14:00 | C. S.

BTS Biogas, azienda italiana leader a livello mondiale nel settore della digestione anaerobica, ha depositato la domanda di brevetto internazionale presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per un sistema che permette di ottenere biogas utilizzando esclusivamente la sansa di olive, ovvero il residuo che permane dopo l'estrazione dell'olio. L’impianto dove è stato sperimentato è il primo in Europa alimentato al 100% con questo materiale organico.

Si tratta di un’innovazione importante per il settore olivicolo, eccellenza del food italiano, che genera circa 700 mila tonnellate di sansa annualmente (fonte: Accademia nazionale dell’olivo e dell’olio, 2019) e dispone quindi di una grande quantità di questa potenziale “fonte di energia”.

Il sistema, denominato PhenolTech, è stato studiato dal reparto Ricerca & Sviluppo di BTS Biogas a partire da un caso specifico. Agresti è un gruppo pugliese con sede ad Andria che da tre generazioni gestisce un frantoio e una cantina. Il titolare del frantoio era alla ricerca di un modo per valorizzare in chiave green la sansa di oliva di cui disponeva in grandi quantità. Serviva una soluzione su misura, che evitasse il ricorso a sottoprodotti della zootecnia per diluire la sansa, apporti che avrebbero reso l’impianto dipendente da forniture esterne. Dall’incontro con BTS Biogas è nata l’idea di realizzare un impianto di biogas alimentato al 100% con questo sottoprodotto, dando vita ad un sistema che permettesse di trasformare uno scarto da smaltire in una risorsa preziosa.

BTS Biogas, che è stata la prima azienda in Italia a puntare sui pretrattamenti per sostituire le costose biomasse tradizionali, ha colto la sfida. Per poter passare dalla teoria alla pratica, era però necessario ridurre la concentrazione di polifenoli (sostanze organiche naturali presenti, tra gli altri, anche nel vino e nel caffè) che avrebbe inibito la digestione anaerobica. Il compito è stato portato a termine dal team di ingegneri di BTS Biogas in collaborazione con i biologi di METANlab, laboratorio interno specializzato.

Nel sistema sperimentato, la sansa è immessa in una prevasca dove, grazie alla speciale tecnologia PhenolTech, viene insufflata aria dal basso e si procede all’ossidazione delle sostanze che, nella loro forma molecolare originale, avrebbero costituito un ostacolo. Così pretrattata, la sansa può essere utilizzata, come unico ingrediente per alimentare gli impianti di biogas. Agroenergy, l’azienda del Gruppo Agresti fondata per produrre energia rinnovabile dalle sue 18.000 tonnellate l’anno di sansa, lo fa con ottimi risultati dal 2019 nel suo impianto da 500 kWel per produrre energia elettrica e termica.

Più nel dettaglio, l’impianto genera in media 4.284.000 kWh elettrici l’anno, funzionando per circa 8.580 ore. Il digestato viene invece utilizzato come fertilizzante organico a Km zero e di alta qualità nei terreni di coltivazione dell’oliva e in un bio-orto, fornendo ottimi risultati in termini di maggiore fertilità del terreno e azzeramento dei costi di concimazione.

Gli ambiti di applicazione di PhenolTech, la tecnologia di pretrattamento per la quale il brevetto è in fase di registrazione (International Patent Pending No. PCT/EP2024/064235), sono però ben più ampi: questa può infatti essere utilizzata per qualsiasi sottoprodotto con sostanze che possono potenzialmente inibire il processo di digestione e che, qualora ossidate, non attuano più un’azione negativa.

“BTS Biogas ha fatto dell’economia circolare un pilastro del suo modello di business. Siamo molto orgogliosi di offrire un’unica soluzione a due questioni che riguardano le aziende agricole ed agroindustriali: la produzione di energia sostenibile come contributo del settore alla decarbonizzazione e la valorizzazione dei sottoprodotti”, afferma Franco Lusuriello, CEO di BTS Biogas. “Questo progetto dimostra ancora una volta come, grazie all’investimento in R&D, BTS Biogas sia in grado di offre soluzioni su misura, costruite intorno alle esigenze del cliente. Questa non è la prima richiesta che abbiamo depositato. Negli anni abbiamo già brevettato altri trattamenti e tecnologie che ci hanno permesso di ottimizzazione la produzione di biogas e la gestione degli impianti”.

Il sistema di pretrattamento viene al momento utilizzato in un unico impianto, quello di Andria, ma BTS Biogas sta già sperimentando ulteriori ambiti di applicazione.

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