L'arca olearia
L’importanza del calcio per l’olivo
E’ importante che gli agricoltori identifichino i terreni acidi, concimando queste aree con calcio, aumentando così il pH e la disponibilità dell’elemento per l’olivo
03 dicembre 2024 | 10:00 | C. S.
Nel corso degli anni, i cambiamenti del clima mediterraneo hanno messo in difficoltà gli olivicoltori.
La situazione è destinata a peggiorare e gli agricoltori devono controllare meglio il suolo dei loro oliveti per massimizzare la produzione di olive.
Uno studio analizza come la chimica del suolo influisca sulla crescita degli olivi e sulla salute della chioma. I dati raccolti suggeriscono che nei terreni acidi, essendo generalmente carenti di calcio, gli olivi sono meno vigorosi.

Per risolvere questo problema, gli agricoltori devono innanzitutto identificare i terreni acidi cercando le zone del terreno che si distinguono per il colore giallo o rosso rispetto a quelle circostanti.
Gli agricoltori dovrebbero concimare queste aree, aumentando così il pH e la disponibilità di calcio. Anche se questa soluzione potrebbe diminuire la quantità di ferro disponibile (a causa dell'aumento del pH), questa riduzione non è una preoccupazione per gli agricoltori, poiché le fluttuazioni della concentrazione di ferro nel suolo non hanno portato a cambiamenti significativi nella salute complessiva degli alberi.

Se gli agricoltori sono preoccupati per la salute delle chiome dei loro alberi, dovrebbero piuttosto considerare la possibilità di aumentare la distanza tra gli alberi, consentendo così un accesso adeguato ai nutrienti.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Ecco come le temperature influenzano l'induzione fiorale e la potenziale fioritura dell'olivo
L'induzione a fiore avviene in inverno quando le temperature relativamente basse favoriscono l’attivazione dei meccanismi biochimici che portano alla trasformazione delle gemme. Ma quale è la temperatura ottimale per avere un'abbondante fioritura dell'olivo a maggio?
11 marzo 2026 | 16:00
L'arca olearia
La produzione di olio di oliva in Spagna ancora inferiore a 1,2 milioni di tonnellate
La produzione a febbraio ferma a 141 mila tonnellate, in ripresa nella seconda metà del mese dopo i cicloni. Stock complessivo inferiore al milione di tonnellate, appena sufficiente per arrivare a fine anno. Già si scommette in una campagna di gran carica per l’anno prossimo
11 marzo 2026 | 15:00
L'arca olearia
Dai residui dell’olivo ai materiali del futuro
Il cuore dell’iniziativa dell'Università di Jaen consiste nell’estrazione di cellulosa verde dai residui dell’olivo. Questa materia prima viene poi impiegata per sviluppare materiali funzionali e sostenibili grazie all’impiego di tecnologie avanzate di stampa 3D
11 marzo 2026 | 09:00
L'arca olearia
Comincia a scendere la giacenza di olio extravergine di oliva italiano
A disposizione del mercato 154 mila tonnellate di olio extravergine di oliva nazionale e ben 39 mila tonnellate di olio biologico. Alla vigilia di una potenziale annata di scarica nessuna paura da parte degli operatori
10 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
La gestione della tignola dell'olivo in base alla temperatura
Prays oleae, ovvero la tignola dell'olivo, sviluppa e si riproduce in modo ottimale a 25-28 °C, fornendo dati critici per prevedere la dinamica della popolazione e guidare le strategie di gestione a base di temperatura negli oliveti
09 marzo 2026 | 13:00
L'arca olearia
Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola
Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive
09 marzo 2026 | 09:00