L'arca olearia
La potatura dell’olivo dopo la raccolta o all'inizio dell'inverno: i rischi del ritorno del caldo
Iniziare la potatura dell’olivo subito dopo la raccolta, tra il tardo autunno e l'inizio dell'inverno, sta diventando un’abitudine che si sta consolidando ma porta con sé dei rischi. Non più, forse, dei ritorni di freddo ma certamente dei ritorni di caldo ovvero di false primavere. L’impatto sulla dormienza dell’olivo
08 novembre 2024 | 16:30 | R. T.
La potatura dell’olivo subito dopo la raccolta, quindi a partire da novembre o dicembre, era pratica fortemente sconsigliata fino a qualche anno fa, soprattutto per il rischio di ritorni di freddo, gelate che potessero lacerare i tessuti esposti grazie ai tagli.
Oggi, che sono più frequenti le gelate tardive che non gli inverni freddi, il rischio da parte degli olivicoltori è meno sentito e si pensa che la potatura possa essere eseguita senza rischi anche all’inizio dell’inverno.
In realtà, stante i cambiamenti climatici in atto, il problema non sono più le improvvise gelate autunnali quanto le false primavere, ovvero ritorni di caldo per qualche giorno a 20 gradi e oltre, anche in pieno inverno.
Una pianta potata potrebbe più facilmente essere stimolata a vegetare in queste condizioni, per ristabilire l’equilibrio radici-chioma, interrompendo la dormienza, o falsa dormienza, delle gemme vegetative e di quelle fiorali, rischiando così di alterare il ciclo vegeto-produttivo dell’olivo.
Chiariamo allora meglio il concetto di dormienza relativo all’olivo che, essendo una sempreverde, non ha periodi di stasi come gli alberi da frutto a foglia caduca ma comunque vive di cicli fenologici e fisiologici.
Gli ulivi mostrano una crescita episodica, in genere due vampate di crescita dell'estensione, che si verificano in tarda primavera o estate e tardo autunno o inverno, separate dalla quiescenza della gemma terminale. Il fabbisogno in freddo dell’olivo per una buona fioritura è stato stabilito a metà del XX secolo. Questa evidenza ha portato a studi sull'effetto delle basse temperature sul germogliamento o sul rilascio della dormienza e la modellazione del fabbisogno di freddo per prevedere la fenologia dell'olivo.

Negli ulivi, che sono sempreverdi, il primo segno di differenziazione microscopica del meristema riproduttivo si verifica dopo l’inverno. Pertanto, le gemme riproduttive e vegetative non possono essere microscopicamente distinte durante l'inverno, a differenza di molti alberi decidue economicamente importanti. Per questo motivo, la maggior parte degli studi durante la fase di riposo invernale analizza contemporaneamente l'induzione floreale, il rilascio dalla dormienza o dalla quiescenza e l'inizio della differenziazione.
Ci sono diversi studi sul fenomeno della rottura dei germogli, ovvero risveglio dalla dormienza, dopo un elemento di forzatura e ci sono due elementi fondamentali che ci portano a chiederci se ci sia una vera dormienza negli olivi. Per esempio l'alta percentuale di germogli che scoppia una forzatura. Per esempio una ricerca spagnola ha dimostrato che un’intensa defogliazione, e potrebbe essere anche quella causata da una potatura, induce una rottura dei germogli al 100%, ovvero tutti i germogli riscoppiano subito. Poiché le gemme sono state in grado di scoppiare, non esiste vera dormienza.
L'esposizione delle gemme a forzatura prima o all'inizio dell'inverno ha provocato la rottura delle gemme solo come gemme vegetative e non come gemme riproduttive. Ciò potrebbe essere dovuto alla mancanza di proteina FLOWERING LOCUS T (FT) nelle gemme, sia per l'assenza di foglie prodotte in T-FT o la mancanza di freddo per indurre l’espressione del gene OeFT2 localmente nel germoglio. Quando la defogliazione e le condizioni di forzatura sono state applicate nel tardo inverno, il numero di gemme risultanti negli organi riproduttivi era decisamente maggiore.
E’ dimostrato che il freddo promuove la fioritura tramite il gene OeFT il che significa che il freddo non è necessario di per sé per indurre la fioritura, ma piuttosto per indurre l'espressione genica. Vale la pena notare che l'aumento dell'espressione dei geni OeFT causato dal freddo è molto più pronunciato su olivi in scarica che in alberi in carica. Inoltre, l'induzione dell'espressione di OeFT e la fioritura dopo il freddo è stata dimostrata indipendente dalla stagione; tuttavia, questo effetto era meno pronunciato quando il freddo veniva applicato in estate, suggerendo che erano necessari fattori diversi dall'espressione di FT per indurre una buona fioritura.
E’ noto tuttavia che l’equilibrio vegeto-produttivo dell’olivo è necessario per avere una buona fioritura e una buona fruttificazione, con la conseguenza che un abbondante rigoglio vegetativo può influenzare anche l’espressione genica di OeFT e quindi la fioritura stessa.
In conclusione, la potatura all’inizio dell’inverno può essere pericolosa perché, con adeguate condizioni meteo-climatiche, può provocare l’interruzione della dormienza, la rottura delle gemme vegetative, un abbondante rigoglio che, a sua volta, può influenzare l’espressione dei geni legati alle gemme riproduttive.
Se, quindi, si volesse proprio procedere a una potatura dell’olivo all’inizio dell’inverno, dovrebbe trattarsi di una potatura leggera, nella misura in cui si spogli la pianta di meno del 20% delle foglie presenti, riducendo il rischio che l’intervento sia un elemento di forzatura atto a interrompere la dormienza e alterare l’equilibrio vegeto-produttivo dell’olivo.
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