L'arca olearia

Produrre le olive a scopo farmaceutico: come e quando raccogliere

Produrre le olive a scopo farmaceutico: come e quando raccogliere

Le foglie di olivo vengono già utilizzate come materiale per la produzione di composti salutistici ma le olive acerbe hanno un potenziale uguale o superiore

02 ottobre 2024 | T N

Una nuova fonte di reddito per i produttori olivicoli può essere la produzione di composti nutraceutici e utili in campo farmaceutico e cosmetico. 

Già oggi, in alcuni campi, le foglie di olivo vengono già utilizzate come materiale per la produzione di composti salutistici, attraverso processi di estrazione per ottenere gli estratti.

Le olive raccolte ancor prima dell'indurimento del nocciolo, però, sono esenti da qualsiasi traccia di materiale legnoso e, dopo la liofilizzazione, possono essere facilmente trasformate in una polvere omogenea essiccata. Di conseguenza, questi frutti molto acerbi sono particolarmente adatti come materia prima per produrre un ingrediente per gli integratori alimentari senza bisogno di alcun trattamento.

Infine, vale la pena sottolineare che il contenuto di oleuropeina rilevato da precedenti studi dell'Università di Firenze nelle olive secche è paragonabile o addirittura superiore a quello degli estratti di foglie di olive. Questi fattori consentono di considerare le olive secche acerbe come materia prima verde e rispettosa dell'ambiente adatta alla preparazione dell'integratore alimentare solo applicando processi fisici.

Il processo di liofilizzazione delle olive richiede che le olive siano ben congelate, al fine di consentire una completa sublimazione dell’acqua.

Quindi i frutti d’olivo, in particolare quelli acerbi, grazie all’alti contenuti di fenoli (ad esempio oleuropeina, 80.000 mg/kg), possono diventare una nuova fonte di reddito per i produttori olivicoli, con solo una riduzione trascurabile della produzione di olio d’oliva.

Infatti non sarebbe necessaria la raccolta dell'intero potenziale produttivo dell'albero ma solo di una parte (10-15%) che potrebbe essere compensata dalla maggior crescita e accumulo di olio di oliva dei frutti rimanenti.

L'Università di Firenze ha studiato quattro diversi metodi di congelamento e diverse combinazioni di tempi di conservazione e temperature alle olive prima della liofilizzazione per selezionare la procedura migliore per preservare i fenoli nativi.

La varietà Moraiolo raccolta sette-dieci giorni prima della completa lignificazione del nocciolo ha dimostrato di essere la cultivar più adatta per la produzione di composti nutraceutici, con oleuropeina 100 g/kg e fenoli totali 178 g/kg.

L’applicazione dell’azoto liquido immediatamente seguita dalla liofilizzazione ha dato i migliori risultati, mentre altri approcci hanno portato a perdite di oleuropeina di almeno il 68%. Per quanto riguarda la conservazione prima della liofilizzazione, le migliori prestazioni sono state per le olive congelate in azoto liquido tenute a meno di 80 gradi ’C, con una perdita di fenoli inferiore al 20% dopo cinque mesi e un contenuto di oleuropeina ancora superiore a 80.000 mg/kg.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva: il tesoro della medicina islamica che la scienza moderna conferma

Dalla tradizione profetica ai più avanzati studi clinici, l'olio extravergine di oliva si rivela un alleato prezioso per cuore, cervello e benessere generale. Ecco cosa dicono le ricerche e come sceglierlo e utilizzarlo al meglio

05 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Aumento della CO2 e siccità, ecco come aiutare l'olivo a resistere

La siccità stressa l'olivo e la carenza idrica chiude gli stomi, limitando l'assorbimento di CO₂. L'aumento dell'anidride carbonica in atmosfera può stimolare la crescita, ma senza acqua il beneficio è annullato, compromettendo produzione e qualità dell'olio

05 agosto 2026 | 12:00

L'arca olearia

L'attrattività delle trappole per la mosca delle olive, quali esche funzionano meglio?

Ecco l'efficacia di diverse combinazioni di attrattivi proteici e insetticidi per il monitoraggio e il controllo di Bactrocera oleae. Le indicazioni per migliorare le strategie di difesa in olivicoltura

04 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Addio a Pieralisi: il fondo Sienna rileva il gruppo e si chiude un'epoca per l'industria olearia italiana

Il fondo francese Sienna, attraverso il veicolo italiano Ver Capital, acquisisce il 70% del gruppo Pieralisi. Dopo 138 anni la famiglia fondatrice esce definitivamente dall'azienda di Jesi, leader mondiale nelle tecnologie per l'estrazione dell'olio d'oliva

04 agosto 2026 | 14:15

L'arca olearia

Olivo 4.0: la computer vision stima la produzione con un errore del 2,6%

Messo a punto il primo sistema al mondo che "vede" le olive sulle piante e ne prevede il raccolto con due mesi di anticipo. Il modello, basato su rete neurale e immagini RGB, sovrastima la resa reale di appena il 2,64%

03 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Dai noccioli delle olive, il carburante del futuro: scoperto come trasformare i rifiuti del frantoio in metano verde

Uno studio dell'Università di Castilla-La Mancha converte i residui dell'olivicoltura in catalizzatori in grado di "catturare" l'anidride carbonica e trasformarla in metano sintetico, aprendo nuove frontiere per lo stoccaggio dell'energia pulita e la riduzione delle emissioni

02 agosto 2026 | 12:00