L'arca olearia
Olio extravergine di oliva adulterato: l’influenza sulla densità
Luce, temperatura e adulterazioni influiscono tutti sulla durata dell’olio di oliva. Le variazioni di acidità, perossidi e densità quando viene aggiunto un olio raffinato all’extravergine
09 luglio 2024 | T N
Olio extravergine di oliva quanto mi costi? Con i prezzi molto alti a tutti piacerebbe sapere se si è davvero acquistato olio genuino oppure se è stato taroccato, mettendo in miscela dell’altro.
Pochi sanno che la banale miscela tra olio di oliva e olio extravergine di oliva modifica diversi parametri chimici dell’olio ma anche la densità del re dei grassi.
L'olio extravergine di oliva è esposto a condizioni di stoccaggio e commercializzazione che ne alterano la qualità. Tra i fattori coinvolti ci sono: la luce, la temperatura e l'adulterazione.
E’ allora possibile prendere in esame alcuni parametri fisico-chimici di base dell’olio extra vergine di oliva, come il contenuto di acqua (WC), indice di perossidi (PI), indice di acidità (AI) e la densità (D) per capire come cambiano in funzione della luce, della temperatura e degli effetti dell'adulterazione.
Nel caso l’olio venga conservato per poco tempo, 15 giorni, in luogo fresco e asciutto, lontano da luci e fonti di calore, non si rileveranno modifiche ai parametri citati.
La luce favorisce l'ossidazione dell’olio extravergine di oliva, con un impatto sull’indice di perossidi, ma non ha effetti significativi sull'acidità e sulla densità.
Diverso il caso nel momento in cui l’olio venga scaldato, anche per poco tempo (10 minuti) a temperature di 25, 40, 55 e 70 °C. Se la temperatura di 70 gradi è oggettivamente un eccesso, quelle di 40 e 55 gradi sono raggiungibili facilmente nel caso la bottiglia venga lasciata nella vetrina di un negozio, ma anche in auto, esposta alla luce solare.
La qualità dell'olio d'oliva dopo la conservazione al buio è influenzata dalla temperatura che accelera l'ossidazione dei lipidi promuovendo i perossidi. L'auto-ossidazione dell'olio catalizzata dalla temperatura è suscettibile di produrre un danno alle sue caratteristiche biochimiche, organolettiche e nutrizionali.
Tale danno agli oli alimentari da parte della temperatura è noto nelle stagioni calde, quando le temperature superano i 40°C in alcuni siti che presentano un clima continentale.
Al contrario di quanto si possa pensare l’aggiunta di olio di oliva raffinato all’extravergine, anche nella misura del 5-10%, produce rialzi di acidità e indice di perossidi ben inferiori a quello dell’extravergine puro. Questo perché, durante il processo di rettificazione, l’olio viene deacidificato e stabilizzato attraverso una procedura chimico-fisica, ottenendo un olio con minore acidità e anche minori perossidi.

Attenzione, però, perché questo non significa che l'olio di oliva sia un miglior prodotto, in quanto, per esempio, privo dei polifenoli, antiossidanti naturali che con il processo di rettificazione vengono completamente asportati dall’olio, mentre sono presenti nell’extravergine. Tra l'altro, proprio i polifenoli, quando presenti in abbondanza, forniranno una protezione all'olio dall'ossidazione.
La sorpresa, anche per chi ha rudimenti di chimica dell’olio di oliva, è che l’adulterazione modifica la densità dell’olio. In generale, sembra che la temperatura faccia aumentare leggermente la densità degli oli. Tale aumento della densità non è sempre facile da evidenziare. Una prima spiegazione di questo fenomeno è che, a livello microscopico, l'acqua e i composti volatili vengono rimossi dalla fase liquida passando a quella gassosa. L'adulterazione con olio di oliva, dunque provoca un leggero aumento della densità.
Bibliografia
Houlali, I., et al. "Effects of sunlight, temperature and adulteration on the quality of the virgin olive oil." J. Mater Environ. Sci 3.4 (2014): 1021-1026
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Concime organico e regolatore di crescita per l'olivo, ecco come aumentare la produzione
Una ricerca condotta su olivi di 12 anni ha dimostrato che l'applicazione combinata di letame bovino e del regolatore di crescita Triacontanol può aumentare significativamente la produzione di olive, migliorando al contempo parametri qualitativi fondamentali come il contenuto di olio e la sostanza secca
20 luglio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Identificare la varietà di olivo dal nocciolo dell'oliva
L'analisi morfometrica dei noccioli di olivo rappresenta un'alternativa promettente agli approcci genetici tradizionali, spesso complessi e costosi, per l'identificazione delle varietà. Presentato un dataset completo di caratteristiche morfometriche di noccioli di olivo, aprendo nuove prospettive per la ricerca archeobotanica e per la gestione delle collezioni di germoplasm
18 luglio 2026 | 12:00
L'arca olearia
La mosca dell’olivo e il caldo: quando la temperatura diventa un’alleata
La mosca dell’olivo è un avversario formidabile, ma la sua biologia, fortemente legata alla temperatura, fornisce le chiavi per un suo controllo più razionale e sostenibile. Conoscere le sue soglie termiche significa trasformare il caldo da nemico in un potenziale alleato
17 luglio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Zeoliti vulcaniche: la risposta naturale per l'olivicoltura sostenibile in condizioni di stress idrico
Uno studio quinquennale dimostra l'efficacia dell'ammendante naturale nel migliorare la crescita dell'olivo e la fertilità del suolo. L'utilizzo di tufo zeolitico vulcanico come ammendante del suolo rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per l'olivicoltura in regioni aride e semiaride
17 luglio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Un sensore low-cost per valutare la maturazione delle olive e la qualità direttamente in campo
Un dispositivo multispettrale economico, basato su intelligenza artificiale, promette di rivoluzionare il monitoraggio della maturazione delle olive, offrendo agli agricoltori uno strumento portatile per decisioni tempestive e mirate
17 luglio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Il calcio e il carbonio nel suolo degli oliveti: un equilibrio fondamentale per la fertilità e la sostenibilità
Rivelata l'importanza del calcio come elemento chiave per la stabilizzazione del carbonio organico e inorganico nei suoli calcarei degli oliveti. L'uso combinato di fertilizzanti minerali e letame ovino, rispetto alla sola concimazione organica, modifica profondamente la distribuzione del carbonio tra le forme organiche e inorganiche, influenzando la fertilità a lungo termine
17 luglio 2026 | 13:00