L'arca olearia
L’olio extra vergine di oliva inibisce la crescita dell’Helicobacter pylori quale causa di lesioni alla mucosa gastrica
Helicobacter pylori è stato classificato dall'OMS come cancerogeno di tipo I, poiché questa infezione è considerata il fattore principale per lo sviluppo del cancro gastrico. L’idrossitirosolo e l’oleuropiena dell'olio extra vergine di oliva possono contrastarne lo sviluppo
22 settembre 2023 | Alessandro Vujovic
L’Helicobacter pylori è un batterio Gram-negativo che infetta circa la metà della popolazione mondiale e l'80% della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Colonizza la mucosa gastrica e innesca condizioni patologiche come gastrite cronica, ulcera peptica, linfoma del tessuto linfoide associato alla mucosa gastrica. Inoltre, nel 1994 l’H. pylori è stato classificato dall'OMS come cancerogeno di tipo I, poiché questa infezione è considerata il fattore principale per lo sviluppo del cancro gastrico.
Oltre a questo, negli ultimi anni, è stata anche associata a varie patologie extra-gastrica come malattie autoimmuni, cardiovascolari, del colon, respiratorie, cutanee, neurologiche ed ematologiche. L'infezione con questo microrganismo porta all'infiltrazione di cellule infiammatorie ed all'accumulo di leucociti neutrofili nella mucosa gastrica, determinando così l'infiammazione cronica.
Le terapie di eradicazione batterica prevedono, oltre all'uso di inibitori della pompa protonica, due antibiotici, come amoxicillina, tetraciclina, claritromicina o metronidazolo, in terapie combinate. A causa della localizzazione del H. pylori, i farmaci devono penetrare nello strato della mucosa gastrica ed è per questo che, nei trattamenti, vengono utilizzati più antibiotici.
Tuttavia, l'eradicazione non ha sempre successo perché alcuni pazienti non rispondono al trattamento a causa della antibioticoresistenza (soprattutto alla claritomicina), dove in alcune regioni è stato riportato un aumento della resistenza fino all’80%. Per questo motivo, c'è una forte domanda, nella ricerca, di nuovi agenti antimicrobici.
È noto che la medicina naturale contiene principi attivi con proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, antiossidanti ed antitumorali.
L’olio extra vergine di oliva inibisce la crescita dell’Helicobacter pylori quale causa di lesioni alla mucosa gastrica
L’EVOO è associato ad una ridotta incidenza di malattie infiammatorie, degenerative, malattie coronariche ed a diversi tipi di cancro. Più specificamente, è stato dimostrato che l’EVOO esercita benefici per la salute principalmente, ma non solo, tramite i suoi costituenti fenolici come l’idrossitirosolo e l’oleuropeina. Questi sono i principali polifenoli dell’EVOO con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, capaci di ridurre lo stress ossidativo e l'attivazione delle cellule infiammatorie.
Castro et al. (2012) ha studiato l'effetto in vitro in tre ceppi di H. pylori con estratti di olio d'oliva. Partendo da un inoculo iniziale di 10e6 Unità Formanti Colonie/ml, dove dopo 5 minuti di contatto, tutti i ceppi rimanevano uccisi, senza alcuna crescita batterica. Questi estratti contenevano alti livelli dell’oleocantale e di oleaceina, circa 30-60 μg/ml.
Andrea Celeste Arismendi Sosa e collaboratori, ha studiato l'effetto dell’EVOO e dei suoi principali composti fenolici (idrossitirosolo e oleuropeina), in vitro. contro i ceppi di H. pylori ed in vivo utilizzando un modello animale con mucosa gastrica infettata. In questo studio, la concentrazione iniziale era 108 UFC/ml, ed i ceppi sono stati messi in contatto con diverse concentrazioni di EVOO senza nessuna crescita quando utilizzati 229 μg/ml
Romero et al. (2007) hanno studiato gli effetti in vitro dei composti fenolici dell’EVOO, contro H. pylori, tra cui l'idrossitirosolo e l’oleaceina, i quali hanno mostrato un effetto battericida tempo-dipendente, su tre degli otto ceppi testati. Ma quando i composti isolati sono stati testati contro il ceppo più resistente di H. pylori, nessuno di loro ha mostrato effetti battericidi significativi tranne l’oleaceina.
Questa osservazione accompagna i risultati di Arismendi Sosa, in cui non è stato osservato alcun effetto da parte dei composti somministrati separatamente, mentre è stata osservata una sinergia quando idrossitirosolo e oleuropeina erano stati messi in contatto assieme.
Castro et al. hanno anche studiato l'effetto della somministrazione dell’EVOO nei pazienti, per 14 giorni, utilizzando il test respiratorio con 13C-urea per confermare la presenza o l'assenza di H. pylori. In due diversi studi i casi hanno mostrato l'eradicazione solo per il 26% e per il 10%; inoltre i diversi pazienti, che erano risultati negativi per H. pylori, si sono positivizzati dopo un mese di trattamento.
Nello studio di Arismendi, utilizzando come modello animale i topi, l'infezione da H. pylori è stata seguita mediante esame istologico nella mucosa gastrica ed il gruppo di topi infettati e successivamente trattati con l’EVOO, non solo ha mostrato l'eradicazione del microrganismo, ma anche un miglioramento del danno alla mucosa gastrica e la risoluzione delle ulcere.
Le ulcere gastriche sono lesioni che si estendono lungo la muscolaris mucosae, caratterizzate da diversi stadi di necrosi, infiltrazione di neutrofili, ridotto flusso sanguigno, aumento dello stress ossidativo e dell’infiammazione.
È noto che i radicali liberi sono la causa dei danni ossidativi a livello biomolecole, nei confronti sia dei lipidi che del DNA, aumentando il rischio di malattie croniche.
È stato dimostrato che l'ingestione di alimenti ricchi di composti fenolici diminuisce la formazione di idrossiperossidi. Inoltre è stato dimostrato che, nell'ulcera gastrica, sono coinvolte, le specie reattive dell'ossigeno (ROS) e la perossidazione lipidica.
E’ stato dimostrato che il H. pylori produce ureasi, un enzima che idrolizza l'urea in ammoniaca determinando una diminuzione dell’acidità gastrica con un innalzamento del pH; ciò favorisce la colonizzazione gastrica del batterio e fornisce protezione nei confronti dell'acido cloridrico gastrico, creando un microambiente alcalino che favorisce la “reazione di Michael”, dove alcuni radicali liberi possono interagire con gli aminoacidi cisteina, lisina ed istidina, all'interno delle proteine, ââcon conseguenze nelle cellule gastriche.
Questo potrebbe spiegare l'effetto osservato della somministrazione in vivo di EVOO nei topi infetti da H. pylori, dove l'inibizione dei ROS e della perossidazione lipidica o la stimolazione degli antiossidanti, riduce l'ulcera ed aiuta il processo di guarigione. Nell'arco di 30 giorni, all'inizio, è stata osservata una diminuzione delle dimensioni delle cellule epiteliali dello stomaco, seguita nei giorni successivi da vasodilatazione, aumento dell'afflusso di sangue, con un grande danno al tessuto negli ultimi giorni e la presenza di ulcere; ma nel gruppo infetto, al quale è stato somministrato l’EVOO, si evidenzia una diminuzione del danno nell'arco di 30 giorni.
Oltre a tutto ciò, l'infiammazione è una difesa dell'organismo che coinvolge le alterazioni locali, con vasodilatazione e migrazione di cellule infiammatorie.
È documentato che i composti fenolici dell’EVOO hanno effetti anti-infiammatori.
Nei risultati sperimentali, la somministrazione di EVOO, mostra un miglioramento del tessuto gastrico rispetto al gruppo di controllo, dove le cellule epiteliali sono in condizioni migliori e non c'è rottura del tessuto.
In conclusione, gli attuali studi mostrano, per la prima volta, l'effetto in vitro e in vivo dell'olio extra vergine di oliva nei confronti del H. pylori utilizzando un modello animale. L’idrossitirosolo e l’oleuropiena non hanno avuto alcun effetto da soli, contro H. pylori, ma hanno mostrato efficacia quando sono in combinazione. Allo stesso tempo, l’EVOO ha mostrato un effetto in vitro contro i ceppi batterici.
Inoltre, nei topi con infezione cronica da H. pylori, la somministrazione di EVOO protegge la mucosa gastrica evitando la formazione di piccole erosioni ed ulcere.
Sono necessari studi futuri per stabilire il meccanismo dell'azione dell’EVOO a livello della mucosa gastrica al fine di proporre questo prodotto come agente antimicrobico naturale per il trattamento delle patologie gastriche da H. pylori.
Bibliografia
Arismendi Sosa A.C. et al. 2022, Front Microbiol.;13: 961597.
Romero C. et al. 2007, J. Agric. Food Chem. 55 680–86.
Castro M. et al. 2012, Helicobacter; 17, 305–11
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