L'arca olearia
Si infiammano i prezzi dell’olio di oliva all’ingrosso
Aumenti di 20 centesimi in due settimane a Bari, mentre gli incrementi sono di 40 centesimi e oltre a Jaen e Chania. Le previsioni di produzione vedono nero e così comincia la corsa all’acquisto
14 ottobre 2022 | T N
Appena si sono diffuse le nuove previsioni di produzione in spagna i listini sono subito schizzati verso l’alto e ci sono volute solo poche ore perché la quotazione all’ingrosso a Jaen superasse la quota psicologica dei 4 euro/kg. Da lì l’ascesa non sembra arrestarsi e ora ha superato, sul portale PoolRed, i 4,4 euro/kg per l’extra vergine, i 4,25 euro/kg per il vergine ma soprattutto i 4-4,1 euro/kg per il lampante, vero prezzo di riferimento per il mercato iberico.
Secondo i dati della grande cooperativa Oleoestepa, in un anno i prezzi all'origine sono aumentati tra il 25% e il 47%. Il primo aumento dei prezzi dall'inizio della stagione in corso è stato con la guerra in Ucraina, con incrementi del 15%; al momento della fioritura e dell'allegagione, il secondo aumento e poi oggi.
Il direttore di Oleostepa, Álvaro Olavarría, ha spiegato che la raccolta è iniziata da pochissimo e che sarà anticipata per via della grande siccità. I risultati della produzione per ettaro sono pessimi e "ogni giorno che passa è peggiore perché non ci sono previsioni sulle precipitazioni". Olavarría ha aggiunto che "le olive sull'albero stanno già soffrendo per lo stress idrico e la situazione può solo peggiorare".
Sono tali analisi che stanno facendo schizzare in alto i listini iberici in un trend che, al momento, non accenna a fermarsi.
Diversa la situazione in Italia dove l’aumento di prezzo è più contenuto e nell’ordine dei 20 centesimi di euro sulla piazza di Bari.
Le prime frangiture sono iniziate e le rese non sembrano allarmare eccessivamente i frantoiani, ponendosi sulla media del periodo. Nonostante le previsioni di produzione non siano incoraggianti, la quotazione non sale anche perché permangono scarsi gli scambi, anche per olio vecchio, non alimentando quindi alcuna corsa agli acquisti. Ne risentono quindi anche gli scambi di olive, fermi al momento ai livelli dello scorso anno.
La situazione di stasi, anche in Italia, non è destinata a durare a lungo come dimostra anche la situazione a Creta dove l’avio della stagione ha coinciso con un marcato aumento dei prezzi, ormai ai livelli dell’olio nazionale.
Pare evidente, da una prima analisi dei flussi commerciali, che i commercianti e imbottigliatori italiani abbiano iniziato a muovere il mercato proprio in Grecia, accaparrandosi produzioni a prezzi di circa 4,9-5,1 euro/kg. Si tratta generalmente di oli di buona qualità che probabilmente serviranno proprio a sostituire l’olio nazionale nei blend di comunitario, cercando così di tenere bassi i listini di Bari che, stante gli impegni commerciali internazionali già sottoscritti, non deve superare i 6 euro/kg secondo le intenzioni degli imbottigliatori.
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