L'arca olearia
No al Nutriscore sull'olio di oliva ma positività sul futuro: gli industriali dell'olio di oliva sono pronti
Le conseguenze della guerra russo-ucraina, l’inflazione, i rincari legati alla siccità si affrontano lavorando insieme alla filiera e agli interlocutori interessati, nessuno escluso. Al Consiglio oleicolo internazionale "è arrivato il momento per una candidatura italiana"
01 luglio 2022 | T N
Tutto, nel mondo olivicolo-oleario, è apparentemente fermo.
Pochi comunicati stampa e ancor meno polemiche ma sotto la cenere cova il fuoco, proprio alla vigilia di una campagna olearia problematica, con quotazioni basse all'origine, costi di produzione alle stelle e la voglia di mantenere l'extra vergine come prodotto civetta.
Ci sono tutte le premesse per una deflagrazione.
Riccardo Cassetta, imprenditore oleario pugliese, è appena stato eletto al vertice di Assitol, l'associazione degli industriali dell'olio e si trova già a fronteggiare questioni molto spinose, in Italia e in Europa.
Si tratta di un imprenditore che, pur impegnato da sempre nel commercio oleario, è poco noto alle cronache della politica olearia. Occorre quindi conoscerlo meglio, a partire dal fare...
- C’era una volta l’Italia regina dell’olio extra vergine di oliva, in produzione, export e consumi. Oggi abbiamo perso tutti questi primati. E’ possibile invertire il trend?
Siamo tornati al secondo posto tra i produttori mondiali, per export e consumi recuperiamo la prima posizione a seconda delle annate. Resta però il fatto che, anche nelle migliori campagne, la nostra produzione olivicola non supera le 350mila tonnellate di olio d’oliva, a fronte di un fabbisogno complessivo di 1 milione di tonnellate. Siamo molto lontani dai quantitativi spagnoli e, per giunta, negli ultimi anni Grecia, Tunisia e Portogallo sono cresciuti. Non solo è possibile cambiare, l’inversione di tendenza è una necessità, se vogliamo restare competitivi. In questo non siamo soli. Tutta la filiera, a partire dagli operatori agricoli, riconosce la necessità di rinnovare gli impianti e di modernizzare i processi produttivi, con l’obiettivo di accrescere le rese e le quantità. Ci auguriamo che con il Pnrr finalmente si riesca nell’intento, senza penalizzare la qualità e la sostenibilità dei nostri oli. Inoltre, dobbiamo impegnarci per eliminare l’eccesso di norme e di burocrazia che ci impedisce di liberare risorse e di cogliere nuove opportunità.
- Durante la pandemia da Covid19, l’olio extra vergine di oliva proveniente dall’Italia ha beneficiato di un boom di consumi, anche per i dazi imposti da Trump sull’olio iberico. Cosa si deve aspettare l’Italia olearia oggi?
Gli Stati Uniti continuano a rappresentare il primo acquirente dei nostri prodotti, seguiti dal Canada e dal Giappone. In Europa il 2021 ci ha visto crescere ancora in Germania e Francia. Tuttavia negli ultimi due anni la Xylella, che ha messo in difficoltà parte dell’olivicoltura pugliese, e le problematiche legate al Covid hanno inciso pesantemente sull’andamento delle aziende e, quindi, sulle vendite all’estero. Ora c’è aria di ripresa, gli operatori sono ottimisti. A consigliare cautela, semmai, sono la stretta dei consumi sul mercato italiano, causata dall’inflazione galoppante, ed il perdurare del conflitto in Ucraina.
- Veniamo al Vecchio Continente. Tra Nutriscore e regolamenti vari, sembra che la partita tra oli di semi e olio di oliva a Bruxelles la stiano vincendo i primi…
Quello sul Nutriscore è un dibattito ancora aperto, che vede l’Associazione nettamente contraria. Il sistema a semaforo si limita a bocciare un alimento, basando il suo giudizio insindacabile su 100 grammi di prodotto e non sulla porzione, come sarebbe logico. Inoltre, come ci ripetono medici e ricercatori, la dieta equilibrata deve essere variata e attenta alle quantità. Niente esagerazioni, insomma, né demonizzazioni. Per questo motivo, Assitol ritiene più utile il Nutrinform battery, il sistema italiano di etichettatura a “batteria” che esprime l’indicazione quantitativa del contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale per singola porzione, in rapporto al fabbisogno giornaliero raccomandato al consumatore.
- In Italia si viaggia divisi alla meta, ad ognuno il proprio traguardo. Il mondo oleario è scosso da molte divisioni, se non frammentazioni. Le guerre commerciali prevalgono sulla soluzione di problemi comuni. Ma non era il mondo agricolo quello in perenne conflitto?
Assitol ha sempre lavorato per l’unità. Appena eletto, ho dichiarato apertamente che dobbiamo puntare su una sempre maggiore collaborazione con le istituzioni, la pubblica amministrazione e, al tempo stesso, con le organizzazioni agricole. L’obiettivo è di riuscire a conciliare le necessità di industria, agricoltura e politica, in modo da essere più competitivi e coesi, come i Paesi nostri concorrenti. Questo vale non soltanto per i problemi del settore, ma anche per la compessa situazione in cui ci troviamo a lavorare. Le conseguenze della guerra russo-ucraina, l’inflazione, i rincari legati alla siccità si affrontano lavorando insieme alla filiera e agli interlocutori interessati, nessuno escluso.
- Tra un anno vi sarà il rinnovo delle cariche al Consiglio oleicolo internazionale. La filiera italiana riuscirà a esprimere, se non un candidato, almeno una posizione? Cosa pensa di fare Assitol?
E’ arrivato il momento per una candidatura italiana, espressione di un mondo oleario finalmente coeso. Anche in questo caso, il metodo non cambia: è necessario sederci tutti insieme intorno ad un tavolo per discuterne, coinvolgendo tutti gli attori della filiera olivicolo-olearia. Dal confronto può nascere una proposta forte e seria. Noi siamo pronti anche domani.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Potassio e zinco per via fogliare: la combinazione vincente per olive più grandi e produttive
Una sperimentazione condotta su piante di olivo quindicenni ha dimostrato che l'applicazione fogliare combinata di potassio e zinco, alle giuste dosi, può incrementare significativamente la produzione e migliorare la qualità delle olive, con un aumento della resa per pianta che supera il 50% rispetto ai testimoni non trattati
03 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Le popolazioni della mosca delle olive in scenari di riscaldamento globale: la gestione sostenibile dell'olivicoltura
Le popolazioni della mosca delle olive (Bactrocera oleae) sono fortemente influenzate dalle variazioni termiche, con importanti ricadute sulle strategie di difesa. Ecco gli effetti della temperatura, delle ondate di calore e delle strategie di controllo, fornendo indicazioni operative per ottimizzare gli interventi in un contesto di cambiamento climatico
02 settembre 2026 | 16:00
L'arca olearia
L'azoto e la qualità dell'olio d'oliva: come la gestione della fertilizzazione influisce sulla temperatura della chioma e sulle caratteristiche del prodotto finale
L'equilibrio nutrizionale negli oliveti in asciutto determina non solo la resa produttiva ma anche la qualità dell'olio, agendo sulla capacità della pianta di gestire lo stress termico estivo. Uno studio svela le relazioni tra azoto, temperatura della chioma e parametri qualitativi dell'olio
02 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Olio d'oliva siciliano: un tesoro di salute tra antiche cultivar e nuove scoperte
La Sicilia, terra di sole e tradizioni millenarie, custodisce un patrimonio di biodiversità unico al mondo, e i suoi oli extravergine di oliva ne sono un prezioso esempio. Ecco le straordinarie proprietà nutraceutiche di tre cultivar siciliane, tra cui una varietà quasi dimenticata, il Verdello
01 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Il momento ideale per la raccolta delle olive in base alla maturazione fenolica
Ecco i meccanismi molecolari che regolano la sintesi dei polifenoli durante la maturazione delle olive, offrendo agli olivicoltori strumenti per ottimizzare qualità e tempo di raccolta
31 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
La sfida della nuova PAC per l'olivicoltura italiana: il modello ortofrutticolo è la risposta?
L'estensione del modello delle Organizzazioni dei Produttori (OP) dal settore ortofrutticolo all'olivicolo rappresenta uno degli esperimenti più significativi della PAC 2023-2027. Ma questa scelta, che mira a rafforzare il potere contrattuale degli olivicoltori e a favorire l'aggregazione dell'offerta, si scontra con una realtà fatta di aziende frammentate e una storica riluttanza degli agricoltori a conferire la propria produzione alle cooperative
30 agosto 2026 | 11:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati