L'arca olearia
C’E’ ANCORA TROPPA CONFUSIONE SU CHIMICA DELL’OLIO E INFLUENZA DEL PROCESSO ESTRATTIVO SULLA QUALITA’
A fare il punto delle attuali conoscenze e delle prospettive future due docenti di chiara fama: Maurizio Servili e Lanfranco Conte, che a Trieste, nel corso di Olio Capitale, hanno presentato i risultati delle loro ricerche
23 giugno 2007 | Alberto Grimelli
Gli alimenti funzionali, quali lâolio extra vergine dâoliva â ha ricordato Lanfranco Conte dellâUniversità di Udine - sono alimenti freschi o trasformati che hanno proprietà benefiche sulla salute indipendentemente dal loro valore nutrizionale.
Il termine è stato coniato in Giappone negli anni 1980.
Non câè raccomandazione di società scientifica che non citi lâutilità dellâolio di oliva nella corretta alimentazione umana, unâaffermazione importante che si fonda su precisi dati scientifici.
Eâ infatti noto da tempo che lâolio extra vergine di oliva ha effetti benefici sulla salute e che questi effetti non dipendono solo dalla presenza di acidi grassi mono e poliinsaturi e di vitamine liposolubili, ma anche da componenti minori, principalmente steroli e polifenoli che hanno effetti proporzionali alle dosi assunte.
Ma non è questione soltanto di quantità ma soprattutto di qualità e caratteristiche dei polifenoli contenuti nellâolio extra vergine dâoliva.
Ecco perché risulta importante, al pari di quanto già fanno in altri settori, può essere utile presentare direttamente al pubblico i componenti minori dellâolio extra vergine di oliva che possono avere effetti importanti: il beta-sitosterolo abbassa, per esempio, i livelli di colesterolo, il 2-feniletanolo stimola la produzione di enzimi per la digestione dei lipidi nel pancreas, la combinazione di acidi triterpenici e di 2-feniletanolo rallenta lâassorbimento del colesterolo dagli alimenti.
Alla luce delle indicazioni fornite è emersa quindi immediatamente una domanda. Ha senso paralre di polifenoli totali?
Ovviamente, considerando che non tutti i polifenoli hanno un alto valore nutrizionale, sarebbe più opportuno predere in considerazione altri elementi che, purtroppo, però oggi non sono ancora stati definiti dalla ricerca.
In particolare non è ancora stato definito alcun indice che possa, attraverso un metodo di misura standardizzato, fornire una traccia al consumatore, ovvero indicargli il reale valore nutrizionale e salutistico di una bottiglia dâolio extra vergine dâoliva.
Oggi non esiste neanche un metodo ufficiale dâanalisi per la determinazione dei polifenoli totali, inficiando anche la stessa valenza di questo numero, tanto che su 37 Dop italiane già registrate, solo 16 prevedono nel disciplinare un valore per i âpolifenoli totaliâ e di queste, una sola indica metodo di analisi e modo di esprimere il dato.
Ma quali fasi del processo estrattivo influenzano maggiormente il contenuto di polifenoli nellâolio extra vergine dâoliva?
Frangitura, gramolazione e, in ultima analisi, centrifugazione possono mutare il profilo nutrizionale e organolettico di un olio, ma sono la varietà e il clima, come ha ricordato Maurizio Servili dellâUniversità di Perugia, a dar luogo, in prima istanza, a quel patrimonio che è necessario salvaguardare in fase di estrazione dellâolio.
Prima di comprendere come la frangitura interviene sul profilo fenolico occorre studiare la composizione fenolica nelle parti costitutive della drupa, e si possono fare scoperte interessanti, innanzitutto si scopre che la maggior parte della frazione fenolica è concentrata nella polpa, mentre nel seme e nel nocciolo ve ne è sono una minima parte, ben inferiore al 10%.

Eâ quindi bene sapere che è durante la frangitura che si attua il rilascio dei composti fenolici dalle parti solide e che diversi sistemi di frangitura possono dar luogo a un diverso risultato finale come mostrato dal seguente grafico.

In gramolatura occorre invece preservare il patrimonio fenolico dallâossidazione. Le recenti innovazioni tecnologiche permettono di operare in atmosfera controllata, ovvero in assenza o quasi dâossigeno, preservando le paste dâolive dallâossidazione. Un utilizzo poco accorto di tali sistemi può produrre però oli dal fruttato tenue, al di sotto delle aspettative perché le lipossigenasi che contribuiscono a formare i composti aromatici volatili hanno necessità dellâossigeno, per alcuni minuti dopo la frangitura per poter operare.
Occorre quindi un nuovo approccio al processo di gramolatura che deve avere come obiettivo il controllo delle reazioni enzimatiche coinvolte nellâossidazione dei fenoli e nella produzione di composti volatili che contribuiscono allâaroma dellâolio.
In fase di centrifugazione, infine, la riduzione della perdita di polifenoli, maggiormente solubili in acqua che in olio, si ottiene utilizzando decanter a due fasi o a due fasi a risparmio dâacqua, avendo cura di evitare, qualora possibile, aggiunte dâacqua superiori al 10-20%.
In conclusione è possibile affermare che, per produrre unâeccellente extra vergine, occorre prestare attenzione agli aspetti agronomici, di campagna (scelta delle cultivar, irrigazione, nutrizione, epoca di raccoltaâ¦) ma anche, e sempre più, ad aspetti tecnologici offrendo ormai le ditte olearie impianti sempre più complessi e modulari, in grado di soddisfare le esigenze di ogni areale di produzione.
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