L'arca olearia

La produzione di olio di oliva italiano va a rilento

La produzione di olio di oliva italiano va a rilento

Il maltempo blocca le operazioni di raccolta e in giacenza a fine novembre ci sono solo 30 mila tonnellate in più rispetto a ottobre. Il 64% della produzione in tre Regioni. L'extra vergine biologico sfiora le 20 mila tonnellate in stock

13 dicembre 2021 | T N

L'olio extra vergine di oliva italiano giacente al 30 novembre 2021 è pari a 87 mila tonnellate, solo 31 mila tonnellate in più rispetto alla fine di ottobre, secondo i dati del Report Frantoio Italia della Repressione Frodi.

E' certamente il maltempo, che ha imperversato proprio da novembre sull'Italia, ad aver ostacolato le operazioni di raccolta, arrivando al risultato che la campagna olearia si prolungherà anche a gennaio, anche in virtù di una ripresa delle rese in questi ultimi giorni che sta dando morale agli olivicoltori e ai frantoiani.

Le giacenze maggiori, come da previsione, in tre Regioni: Puglia, Calabria e Sicilia. In Puglia sono giacenti più di 36 mila tonnellate di olio, con Calabria e Sicilia appaiate con poco più di 10 mila tonnellate.

Alcuni dati debbono far riflettere, nella classifica bassa. Prima di tutto la debacle campana, con solo 1800 tonnellate in giacenza, uno dei dati più bassi degli ultimi anni, al pari delle poco più di 600 tonnellate in Basilicata, Molise e Marche, la metà del dato veneto che viaggia su stock da 1000 tonnellate. Abruzzo e Lazio sono praticamente appaiate a poco più di 2000 tonnellate giacenti, quasi doppiate dall'Umbria con quasi 4000 tonnellate in stock. A un soffio da Calabria e Sicilia troviamo la Toscana con quasi 10 mila tonnellate di extra vergine di oliva in giacenza. Certamente i dati delle giacenze di Toscana e Umbria sono sensibilmente incrementati dalle industrie olearie che hanno gli stabilimenti di produzione proprio in queste Regioni.

Bene la produzione di oli Dop/Igp, che si riporta a 12 mila tonnellate, dalle 6 mila di ottobre. Il mondo della produzione, seppur con numeri ancora piccoli, crede nelle denominazioni di origine. Da segnalare come soprattutto in Puglia e Sicilia vi siano le maggiori produzioni di oli a denominazione per quasi 7000 tonnellate complessive, mentre arranca la Calabria che non arriva a 1000 tonnellate, superata di gran lunga dall'Igp Toscano con quasi 1500 tonnellate pronte per il mercato. Da segnalare la buona performance dell'Igp Roma alla sua prima uscita con oltre 200 tonnellate già prodotte.

Se guardiamo poi al biologico vediamo che le giacenze sono incrementate sensibilmente, da 12 mila di ottobre a 19 mila di fine novembre. E' normale per un prodotto normalmente caratterizzato da una raccolta anticipata per preservarne le qualità.

Nel complesso, considerando le giacenze e le dinamiche produttive, non sono giustificate tensioni sui prezzi dell'olio italiano.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

L’olio d'oliva si “costruisce” in campo: come clima e agronomia determinano la resa finale

Temperatura, disponibilità idrica, rapporto foglie/frutti, nutrizione minerale, carico produttivo e momento della raccolta intervengono direttamente sulla capacità della drupa di accumulare sostanza secca e lipidi

07 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Scoperto il meccanismo cellulare che regola il distacco delle olive

Uno studio sull’olivo identifica i processi molecolari e cellulari che preparano il frutto al distacco naturale. A cambiare sono la comunicazione tra le cellule, il pH e la struttura delle pareti cellulari. Un ruolo centrale è svolto dall’etilene

07 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olio d’oliva europeo, l’export regge ma perde valore: la Spagna avanza, l’Italia paga il crollo degli Stati Uniti

Nei primi nove mesi della campagna 2025/26 l’Unione europea ha esportato verso i Paesi terzi oltre 551 mila tonnellate di olio d’oliva, un volume praticamente stabile rispetto allo scorso anno e persino superiore alla media dell’ultimo quinquennio. Ma il fatturato è precipitato del 16%. L’Italia arretra dell’11% in volume e del 25% in valore

07 settembre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Un alleato dal suolo: il batterio OEE1 accende le difese dell’olivo contro la verticilliosi

Il ceppo OEE1 di Bacillus velezensis, applicato in via preventiva e curativa, è in grado di "armare" la pianta a livello genetico, attivando geni chiave della difesa in appena 3 giorni dall'infezione da Verticillium dahliae. Ecco come funziona questa nuova frontiera del biocontrollo

06 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

La potatura dell’olivo cambia davvero la resa? Il progetto OLIVE–EduTech cerca le risposte

Quanto incide la potatura sulla produttività dell’olivo e, soprattutto, sulla qualità delle olive e dell’olio? Il progetto interdisciplinare OLIVE–EduTech nasce per colmare una lacuna della ricerca scientifica e trasformare una pratica agronomica spesso affidata all’esperienza in una tecnica misurabile e trasferibile agli olivicoltori

05 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

PAC e olivicoltura italiana, un aiuto che non aiuta tutti: ecco chi ci guadagna e chi ci perde

L’analisi condotta su dati FADN 2010-2022 rivela che il sostegno del secondo pilastro funziona solo per un terzo delle aziende. Quelle più fragili e marginali ottengono un vero vantaggio, mentre le imprese già competitive non traggono benefici significativi. Un campanello d’allarme

04 settembre 2026 | 16:00