L'arca olearia
Il carbone di nocciolo d'olivo è perfetto per il barbecue ed è pure ecocompatibile
Il nocciolo d'olivo già ora è utilizzato nelle caldaie a pellet. Una società greca ha scoperto che è possibile ottenerne anche una carbonella ad alto potere calorifico e con basse emissioni
03 settembre 2020 | T N
L'European Business Awards for the Environment 2019 è andato a un'azienda greca, la Klimis, che ha prodotto la carbonella da nocciolo d'olivo.
Klimis, oltre a produrre il classico pellet di nocciolo d'oliva, ha anche raccolto la polvere nera prodotta dalla combustione incompleta dei noccioli di oliva nel forno e ha creato un perfetto combustibile per barbecue (brevettato dall'UE) che non emette odori, fumo o scintille.
I cosiddetti OleaBriq sono pastiglie nere, facili da accendere, non contengono sostanze chimiche, hanno un alto potere calorifico di 6366 kcal/kg ed emettono il 30% in meno di monossido di carbonio rispetto al carbone.
In teoria se tutto il nocciolo d'oliva fosse recuperato e utilizzato a fini energetici si potrebbe arrivare, a seconda dei singoli Paesi, allo 0,2-0,5% del consumo energetico nazionale ottenuto da questo sottoprodotto dell'olivicoltura.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Effetti della temperatura sullo sviluppo e la sopravvivenza della margaronia dell’olivo
Ecco gli strumenti essenziali per prevedere le dinamiche di popolazione della margaronia dell'olivo e pianificare strategie di difesa sostenibile in un contesto di cambiamento climatico: soglia termica inferiore di 7,1 gradi e costante termica di 583 gradi giorno
26 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
L’olivicoltura spagnola e il punto ottimale della produzione: tra 1,2 e 1,4 milioni di tonnellate
Uno studio di Juan Vilar sull’olivicoltura spagnola individua un intervallo produttivo in cui si massimizza la redditività del settore. Al di sotto si perde scala, al di sopra crollano i prezzi: il valore ottimale si collocherebbe tra 1,2 e 1,4 milioni di tonnellate di olio d’oliva per campagna
26 maggio 2026 | 13:35
L'arca olearia
L'importanza dell'impollinazione incrociata e del boro nella coltivazione dell'olivo
L'olivo è una coltura parzialmente autoincompatibile, il che significa che per ottenere produzioni soddisfacenti è spesso necessaria l'impollinazione incrociata. Anche l'applicazione fogliare di boro può migliorare significativamente la resa e la qualità delle olive
26 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Come intervenire per migliorare la resa: ecco come l'olivo sceglie tra olio e flavonoidi
Una mappa senza interruzioni del DNA della cultivar Leccino mostra come la pianta decide se produrre acidi grassi o molecole antiossidanti. La scoperta apre nuove prospettive per la selezione di varietà ad alta resa oleicola e per pratiche agronomiche mirate
25 maggio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Le foglie di olivo come attivatori della fertilità del suolo
La decomposizione delle foglie di olivo nel terreno attiva specifiche comunità microbiche in grado di trasformare l’azoto e il carbonio. Nel ciclo del carbonio si osserva una successione microbica: dopo un anno, i batteri cellulolitici lasciano il posto ai funghi, favorendo la degradazione dei polimeri complessi
25 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Ecco come l'inerbimento dell'olivo rigenera la fertilità del suolo in aree aride
Un confronto a lungo termine tra oliveto con e senza inerbimento rivela che l’introduzione di colture di copertura ripristina la fertilità azotata, migliora la sostanza organica e l’attività enzimatica del suolo, invertendo il declino osservato nelle monocolture
24 maggio 2026 | 11:00