L'arca olearia

Il carbone di nocciolo d'olivo è perfetto per il barbecue ed è pure ecocompatibile

Il nocciolo d'olivo già ora è utilizzato nelle caldaie a pellet. Una società greca ha scoperto che è possibile ottenerne anche una carbonella ad alto potere calorifico e con basse emissioni

03 settembre 2020 | T N

L'European Business Awards for the Environment 2019 è andato a un'azienda greca, la Klimis, che ha prodotto la carbonella da nocciolo d'olivo.

Klimis, oltre a produrre il classico pellet di nocciolo d'oliva, ha anche raccolto la polvere nera prodotta dalla combustione incompleta dei noccioli di oliva nel forno e ha creato un perfetto combustibile per barbecue (brevettato dall'UE) che non emette odori, fumo o scintille.

I cosiddetti OleaBriq sono pastiglie nere, facili da accendere, non contengono sostanze chimiche, hanno un alto potere calorifico di 6366 kcal/kg ed emettono il 30% in meno di monossido di carbonio rispetto al carbone.

In teoria se tutto il nocciolo d'oliva fosse recuperato e utilizzato a fini energetici si potrebbe arrivare, a seconda dei singoli Paesi, allo 0,2-0,5% del consumo energetico nazionale ottenuto da questo sottoprodotto dell'olivicoltura.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Ecco la finestra critica che decide la resa in olio delle olive

Un deficit idrico controllato durante la sintesi lipidica può far risparmiare acqua senza compromettere la qualità commerciale dell'olio. La soglia da non superare è un potenziale idrico di -3,3 MPa. Il periodo di pioggia tra la fine dell'irrigazione e la raccolta può attenuare le differenze

02 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Ecco quanto può aumentare davvero la resa in frantoio con il giusto mix di enzimi

Incrementi della resa fino al 41% utilizzando pectinasi, cellulasi e emicellulasi durante la gramolazione.  L’impiego di enzimi nella pasta di olive non è una pratica ammessa per ottenere e commercializzare olio vergine o extravergine di oliva nell’Ue

02 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Quanto dura davvero un olio extra vergine d'oliva? Dal mito alla realtà del termine minimo di conservazione

Seguito per 16 mesi il percorso di vita di sei oli extra vergini monovarietali italiani, filtrati e conservati in condizioni controllate. Ecco il fattore che mostra la correlazione più stretta con la durata commerciale e la conseguenza pratica per chi produce e confeziona olio

02 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Sotto la chioma dell'olivo: come struttura e gestione dell'oliveto plasmano la fertilità del suolo

La gestione dell'oliveto e la densità d'impianto influenzano in modo diverso e complementare il funzionamento ecologico dell'agroecosistema. La chioma dell'olivo crea microambienti più umidi e ricchi di sostanza organica, mentre la gestione e la densità regolano le proprietà chimiche del suolo nel lungo periodo

02 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Danno meccanico alle olive, il ruolo di forma e velocità delle aste nelle raccoglitrici rotative

Ecco come la geometria delle aste e la velocità di rotazione delle raccoglitrici rotative influenzano i danni meccanici provocati alle olive durante la raccolta. Le condizioni in grado di limitare ammaccature e lesioni del frutto

02 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Un braccio in più per la raccolta delle olive: l'esoscheletro passivo che alleggerisce il lavoro sui terrazzamenti

Sperimentato dall'Università di Genova un dispositivo a molle e leveraggi che scarica sulla schiena il peso del abbacchiatore, riducendo l'affaticamento muscolare. L'attività elettrica dei muscoli delle braccia e del trapezio si è ridotta fino al 70%. Ecco come funziona e per chi è pensato

02 ottobre 2026 | 09:00