L'arca olearia

CONQUISTARE PAESI E QUOTE DI MERCATO. LA POLITICA ESPANSIONISTA DI SOS CUETARA NON HA CONFINI E GUARDA AL NUOVO MONDO, ANCHE PER L’APPROVIGIONAMENTO DI OLIO DI EXTRA VERGINE D’OLIVA

Teatro Naturale ha incontrato, in esclusiva, Jesus Salazar, Presidente del Gruppo Sos. In questa prima parte di intervista programmi e progetti per Carapelli e Sasso ma anche una previsione sull’andamento dei prezzi e delle vendite del prezioso succo di oliva

28 ottobre 2006 | Alberto Grimelli, Luigi Caricato

E’ con grande piacere che pubblichiamo l’intervista al presidente di Sos Cuétara Jesus Salazar. Si tratta di una testimonianza importante, la sua, considerando il fatto che nel comparto olio di oliva il gruppo spagnolo è da considerare a tutti gli effetti un riferimento ormai significativo e determinante, centrale, negli equilibri del mercato internazionale.
Le acquisizioni di due marchi storici italiani, Sasso e Carapelli, rappresentano un passaggio che possiamo definire senza dubbio epocale, e chissà cosa altro prevede per il futuro della filiera il nuovo “re dell’olio”. Vedremo. Per intanto buona lettura. La seconda puntata dell’intervista sarà pubblicata sabato 11 novembre.


Jesus Salazar, Presidente del Gruppo Sos Cuétara

Sos Cuétara è un grande gruppo alimentare. Biscotti, riso e, naturalmente, olio d’oliva. Nel corso degli ultimi mesi avete investito molto nel settore oleario, mediante l’acquisizione di Sasso e di Carapelli. Tali acquisizioni sono state accolte freddamente dal settore dell’olio italiano, come se si trattasse di una scalata ostile di marchi e quote di mercato in Paesi strategici. Qual è il Suo punto di vista?
Le aziende che detengono un’attività di tipo globale, siano esse spagnole o italiane, analizzano tutti i mercati che offrono possibilità commerciali, in Italia o in qualsiasi altro Paese, come del resto fa l’Italia al momento di investire in altri Paesi. Nel nostro caso, dato che siamo un’azienda alimentare i cui prodotti rientrano nella cosiddetta dieta mediterranea, si è presentata l’opportunità di acquisire la Carapelli, un marchio importantissimo e complementare al resto di marchi già detenuti dal Gruppo: non potevamo farci scappare questa opportunità.
La nostra linea d’azione principale comprende tutto ciò che ha a che fare con l’olio d’oliva come prodotto di punta della dieta mediterranea. Perciò intendiamo utilizzare le risorse necessarie per consolidare la nostra leadership a livello mondiale. Il marchio Carapelli è già leader in molti Paesi nel settore dell’olio d’oliva extravergine. Il nostro obiettivo è rafforzare tale posizione leader attraverso la conquista di Paesi dove il marchio non è così presente. Il nostro obiettivo è quello di essere leader mondiali nel settore dei prodotti che fanno parte della dieta mediterranea.

Quale sarà il futuro dei marchi italiani che il Gruppo ha acquisito? Avete intenzione di acquisirne altri?
Tra i progetti del Grupo SOS c’è il rafforzamento dell’attività delle due aziende italiane. A titolo d’esempio possiamo dire che con l’integrazione di Minerva nel Grupo SOS, il fatturato è aumentato del 30%. Ora che disponiamo anche della Carapelli, riteniamo che tale crescita potrà essere superiore.
Carapelli è proprietaria di un marchio leader, e questo è uno dei maggiori benefici di cui un’azienda possa disporre.
Il programma pensato per il Gruppo Carapelli-Sasso consiste nel continuare con la strategia di creazione di alleanze con altre aziende produttrici che rientrano nel settore della dieta mediterranea. Il Grupo SOS sostiene una politica di integrazione di aziende mediante acquisti e alleanze. Si può citare come esempio il fatto che quando venne acquistata la Minerva Oli, la famiglia Gasparini divenne socia del Grupo SOS. Lo stesso accadde con l’azienda Arroz Sos, dato che la famiglia Sos continua a far parte degli azionisti. In Portogallo, anche la famiglia Coelho fa parte degli azionisti. Nel caso di American Rice, Lassie e Carapelli, venne acquistato il 100% del capitale, dato che si trattava di aziende che appartenevano a multinazionali o a fondi di investimento.

Le aspettative globali di consumo di olio d’oliva sono buone, evidentemente in crescita, e cresce anche l’offerta, anche se non in modo sufficiente per soddisfare la domanda potenziale. Quali sono allora i motivi del ristagno e dell’abbassamento dei prezzi dell’olio extravergine negli ultimi anni?
Analizzando gli ultimi due anni si può notare un incredibile aumento dei prezzi dovuto a delle cattive raccolte registrate dai principali Paesi produttori che si trovano nel bacino mediterraneo. Come conseguenza di tale aumento dei prezzi la domanda è diminuita, sia in termini di consumo interno sia di esportazioni. In base alle previsioni per la prossima raccolta, i prezzi dovrebbero tornare ai loro livelli abituali, con un conseguente aumento del consumo dell’olio vergine e delle sue vendite.

Il bacino mediterraneo rappresenta senza alcun dubbio l’area di produzione di maggiore importanza. Tuttavia, si stanno sviluppando superfici destinate a questa coltura in paesi lontani. Tale sviluppo è motivo di preoccupazione? In che modo influirà questa tendenza sulla dinamica di mercato e sull’immagine del prodotto?
Il tema dell’approvvigionamento è fondamentale per aziende che, come la nostra, mantengono relazioni con clienti in tutto il mondo, a cui è necessario garantire il rifornimento e offrire stabilità in termini di prezzi di cessione. Le grandi fluttuazioni dei prezzi di origine a causa dell’eccessiva dipendenza dalla produzione interna possono provocare degli squilibri che non costituiscono una buona presentazione con i propri clienti. Per tale motivo, poter disporre di aree alternative di rifornimento in grado di equilibrare i prezzi non rappresenta uno svantaggio, ma consentirà, al contrario, di avvalersi di più fonti da utilizzare nei periodi più difficili di produzione interna.

(1. continua)

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