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INNOVAZIONE TECNOLOGICA IN OLIVICOLTURA TRA QUALITA’ DI PRODOTTO E TUTELA AMBIENTALE

E’ impensabile che l’olio d’oliva prodotto nelle zone ad olivicoltura tradizionale, possa sperare nel prossimo futuro di essere competitivo sul mercato godendo dei soccorsi pubblici. Bisogna muoversi nella direzione della promozione dell’immagine e della qualità del prodotto

16 settembre 2006 | Rosario Franco

Eminenti esperti internazionali del settore hanno relazionato nel corso del seminario Internazionale su “Innovazione tecnologica in olivicoltura, tra esigenze di qualità e di tutela ambientale” che ha avuto luogo su iniziativa della Regione Calabria, del DiSTAfA dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dell’ARSSA a Cittanova in provincia di Reggio Calabria.
L’obiettivo del Seminario, era la presentazione di soluzioni innovative, da applicare nelle diverse fasi del processo produttivo, con le finalità di offrire spunti di riflessione sul miglioramento del livello qualitativo ed economico dell’olio, nel pieno rispetto dell’ambiente.
I lavori, sono stati coordinati dal prof. Gennaro Giametta, del DiSTAfA, mentre le relazioni sono state affidate al dott. De Grano, Dirigente Generale del Dipartimento Programmazione Internazionale e Comunitaria della Regione Calabria, al Presidente dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, prof. Franco Scaramuzzi, al dott. Franco Oliva, Direttore aggiunto del COI di Madrid, al prof. Luis Rallo Romero e alla dott.ssa Maria Dolores De Toro Jordano dell’Università di Cordoba (Spagna), al prof. Marco Poiana del BIOMAA, dell’Università Mediterranea di Reggio C. ed al dott. Enzo Perri, direttore del Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura di Cosenza. Hanno partecipato ai lavori l’Assessore Regionale all’Agricoltura On. Mario Pirillo, il Presidente dell’ARSSA prof. Valerio Donato, e il Presidente della Camera di Comercio di Reggio C. Dott. Lucio Dattola..
Numerose sono state le altre autorità istituzionali, i rappresentanti delle organizzazioni olivicole e gli addetti ai lavori che hanno contribuito con i loro interventi ad approfondire temi tanto importanti per l’economia mediterranea.
Il Seminario, era inserito nel più ampio programma di iniziative sperimentali e divulgative, attivate con il progetto Rural Med, dal Dipartimento 3, Settore 9, della Regione Calabria – Affari Internazionali, Progetti Speciali UE e Politiche del Mediterraneo, che vede il DiSTAfA della Mediterranea e l’ARSSA come partner attuatori e la Junta de Andalusia come capofila. La finalità della linea di attività nella quale tale seminario era inserito, e che ha costituito il naturale epilogo, è stata la creazione di una rete di lavoro transnazionale e multidisciplinare, alla quale hanno partecipato anche l’Algeria, il Marocco e la Sardegna; attraverso questa rete è oggi possibile affrontare problematiche che riguardano il comparto olivicolo evidenziandone le specifiche realtà regionali. L’iniziativa, era anche inserita nel calendario della manifestazioni di “PrimOlio”, giornate per la valorizzazione e lo sviluppo dell’olivicoltura mediterranea.
I relatori hanno indicato quelle che potrebbero essere le linee guida da percorrere per far si che questo importante comparto agricolo, possa affrancarsi definitivamente, contribuendo a risollevare le sorti dell’economia delle zone dove l’olivo occupa un ruolo preponderante. Secondo quanto è emerso nel dibattito, è impensabile che l’olio d’oliva prodotto nelle zone ad olivicoltura tradizionale, possa sperare nel prossimo futuro di essere competitivo sul mercato godendo dei soccorsi pubblici. Gli olivicoltori quindi, non possono più ignorare la spinta dei tempi e i nuovi orientamenti della politica comunitaria, che prevede nei prossimi anni, una riduzione dei sostegni e, contestualmente, un aumento della competitività. Bisogna anche essere consapevoli inoltre, che a livello globale, si sta apprezzando in tutti i continenti l’olio extra vergine d’oliva, queste sono indicazioni utili per chi è chiamato a dettare gli indirizzi per la creazione di una moderna e razionale olivicoltura. Le nuove conoscenze scientifiche e tecnologiche prospettano vantaggiose possibilità di sviluppo per le olivicolture tradizionali dei paesi del bacino del Mediterraneo. L’olivicoltura tradizionale mediterranea deve far fronte a problemi di competitività legata soprattutto ai paesi emergenti. Ci sono realtà che hanno incominciato a produrre su vaste superfici e che sono in grado di arrivare quanto prima sul mercato. Ad impiantare i nuovi oliveti nei nuovi continenti sono per lo più olivicoltori dell’area mediterranea che, per loro fortuna, non hanno vincoli di alcun genere come ad esempio quello che esiste da noi in tema di abbattimento di olivi e conservazione del paesaggio. Vi è la necessità di costituire forti aggregazioni fra olivicoltori superando le frammentazioni esistenti, in grado di proporsi in maniera compatta sul mercato mondiale dell’olio di oliva, insidiato in maniera sempre più pressante dai paesi emergenti. C’è un crescente bisogno di innovazione delle aziende olivicole e un ruolo principale per il raggiungimento dell’obiettivo lo deve ricoprire certamente la divulgazione agricola. Va anche detto, che negli ultimi anni, c’è stato sicuramente un miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni. Bisogna muoversi nella direzione della promozione dell’immagine e della qualità del prodotto anche attraverso il sostegno alla creazione di imprese innovative. Questo quadro generale si profila già da tempo ed è noto a tutti. Non è mai troppo tardi per adottare opportuni provvedimenti che tengano conto dei cambiamenti in atto. I mezzi disponibili dovranno essere meglio indirizzati alle esigenze prioritarie del settore. In sintesi per le olivicolture tradizionali del bacino del Mediterraneo si rende necessario:
- sostenere gli olivicoltori, differenziando gli interventi a seconda delle eterogenee olivicolture tradizionali, ma secondo programmi finalizzati tenendo conto che una parte dell’olivicoltura è destinata a perdersi. Il sostegno degli olivicoltori deve assecondare la libera iniziativa volta a modernizzare gli oliveti.
- revisionare le norme restrittive che mirano a mantenere la situazione attuale ed ad impedire il progresso dell’olivicoltura.
- garantire azioni di stimolo alla ricerca scientifica affinché sviluppi nuove tecnologie le quali, devono rappresentare il filo conduttore in senso univoco dello sviluppo sociale ed economico dell’intero settore.

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