L'arca olearia
L'oliveto biologico è uno strumento fondamentale per combattere i cambiamenti climatici
L’oliveto biologico riesce ad abbattere il 25% delle emissioni globali delle attività agricole e zootecniche. Le buone pratiche del biologico contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici
06 settembre 2019 | Pasquale Di Lena
Una bella notizia, già da me commentata, arrivata dall’Università di Cordoba (Spagna) per affermare, con i risultati di una ricerca, questo significativo risultato nel tempo del clima, sempre più impazzito; della Xilella; dell’agricoltura industrializzata; della Madre Terra ferita da uno sviluppo economico fallito, con una crisi che la finanza, le multinazionali, i poteri forti, in pratica il neoliberismo, vuol far pagare ai più deboli, ai più poveri.
Se l’oliveto biologico riesce ad abbattere il 25% delle emissioni globali delle attività agricole e zootecniche, anche altre coltivazioni, sempre biologiche, sono – secondo lo studio dell’Università di Cordoba - protagoniste, in percentuali diverse, di questo abbattimento per ogni chilo di prodotto: cereali invernali (42%); prodotti subtropicali (40%) e agrumi (60%).
Non solo, le buone pratiche del biologico contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso l’eliminazione della chimica e la buona pratica della pacciamatura; la reintegrazione della massa vegetale prodotta con le potature; la ridotta lavorazione del terreno; l’uso di energie rinnovabili e, quello che è fondamentale per l’Italia, l’uso delle varietà autoctone. Cioè l’uso del più ricco patrimonio (592) di biodiversità olivicola al mondo. Una ricchezza che, messa nelle mani di sprovveduti schiavi delle multinazionali spagnole in campo olivicolo, è stata barattata, solo per vil denaro, con gli oliveti superintensivi promossi e realizzati in tante parti del nostro Paese, quello del vino e dell’olio.
I dati da me sopra commentati sono stati ripresi da Olimerca, una news letter che arriva sul mio computer dalla Spagna, e dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, la sacralità dell’olivo e la sua fama sempre, nella mitologia come nella storia dei popoli mediterranei.
Una pianta testimone di bellezza con i suoi paesaggi di eterno verde carico, salvo nei giorni in cui si fa amico il vento, quando si apre all’argento; testimone con il suo prezioso olio, di bontà e di salute, non a caso, filo conduttore della Dieta Mediterranea, patrimonio culturale dell’Umanità e, oggi, prima delle 61 tradizioni culinarie più conosciute al mondo.
Ogni giorno una scoperta dei valori e delle risorse dell’olivo e dell’olio, che sono le espressioni proprie di quella ruralità che ha dato tanto all’immagine che il nostro Paese vive nel mondo. Una ruralità che molto ancora può dare se una classe politica e dirigente, finora serva del sistema, viene illuminata e, così, riesce a capire che la risorsa prima dei nostri territori è l’agricoltura, quella contadina, la sola che può gestire, salvaguardare, promuovere e valorizzare, le nostre colline e le abbandonate aree interne. La sola che può, riallacciare, con l’innesto delle innovazioni, il rapporto con la tradizione, far vivere il biologico e le buone pratiche che servono per produrre quella qualità che è propria del territorio (la qualità è nell’origine). E, insieme, quella diversità che rende un prodotto, con il suo territorio, unico, e, come tale, il protagonista di quel glocale, il solo in grado, in quanto a qualità e diversità, di sconfiggere il globale, che è quantità e uniformità.
In questa fase il biologico è la grande opportunità per un territorio che deve sviluppare e vivere la sua sostenibilità. La prima delle innovazioni che riporta a riallacciare il percorso con il passato perché colga il presente e programmi il futuro. Discorso non facile in un Paese che ha mostrato tutt’i suoi limiti nelle mani – dicevo – di una classe dirigente e politica inadeguata, capace di arraffare e, in mancanza di sogni, incapace di programmare e progettare il domani.
Serve ed è urgente cambiare se si vuole dare ai nostri giovani una speranza per il proprio domani. Serve ed è urgente avere: la salvaguardia e tutela del territorio e della sua ruralità; il rilancio dell’agricoltura con i nostri preziosi olivi, le preziose viti, i nostri semi, i fantastici agrumi e altro, tanto altro ancora; l’attenzione delle istituzioni per il biologico e le pratiche naturali che riducono l’impronta di carbonio; l’utilizzo del denaro pubblico per produrre beni pubblici e, comunque, per finanziare prioritariamente chi lavora e collabora per vivere e far vivere un nuovo domani.
Serve ed è urgente far capire alle istituzioni locali, soprattutto a quelle che hanno come loro prima risorsa l’agricoltura, di far vivere il territorio con idee nuove che guardano al futuro e non con quelle che hanno mostrato il fallimento del sistema e la necessità di liberarsene con una svolta; di dialogare con un mondo, quello contadino, ancora ricco di valori e di accompagnarlo nelle scelte, in primo luogo quella del biologico che vuol dire un’agricoltura del passato che guarda lontano.
Serve ed è urgente far capire alle stesse organizzazioni dei produttori, negli ultimi anni distratti da ruoli poco utili al mondo contadino, nel momento in cui si sono adeguate al sistema per raccattare le briciole e, in mancanza di una politica agricola, portare alla disperazione (60 le aziende agricole che ogni giorno chiudono i Italia) i coltivatori o agricoltori che dir si voglia.
Serve ed è urgente far capire alle istituzioni regionali, soprattutto quelle meridionali, che i soldi sono utili se spesi per esaltare i valori e le risorse del territorio e non per sotterrarle definitivamente con le grandi opere fatte di cemento ed asfalto.
Basta camminare con la testa rivolta all’indietro! C’è da guardare avanti, al domani da organizzare e promuovere, come l’olivo, con il suo olio, che ogni giorno insegna a tutti di fare e fare bene, soprattutto agli altri.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Irrigazione e fertilizzazione moderne dell’olivo: come aumentare resa e sostenibilità
L’olivicoltura moderna può contare su tecniche di irrigazione e fertilizzazione sempre più precise, in grado di coniugare produttività, risparmio di risorse e rispetto per l’ambiente. Ecco le indicazioni pratiche per gli olivicoltori che vogliono innovare senza rinunciare alla sostenibilità economica e ambientale
19 settembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Riprendono i consumi di extravergine di oliva a scaffale ad agosto ed è merito dell’olio italiano
Ad agosto, secondo i dati Nielsen, i consumi di olio extravergine di oliva italiano sono cresciuti di 3 milioni di litri mentre quelli di extravergine di oliva comunitario sono scesi di un milione di litri. Gli italiani non hanno soldi in tasca ma le offerte speciali a 3,99-4,99 euro non funzionano più
18 settembre 2026 | 16:00
L'arca olearia
La nuova arma naturale contro la mosca dell'olivo: endofiti e composti volatili
Tre microrganismi endofiti, Alcaligenes faecalis, Aureobasidium pullulans e Bacillus amyloliquefaciens, inoculati nell'olivo inducono l'emissione di sostanze volatili che respingono le femmine gravide di Bactrocera oleae. La ricerca apre la strada a strategie di difesa sostenibile basate su biocontrollo e composti naturali
18 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Lo smartphone in frantoio: un alleato per misurare le impurità dell'olio extravergine di oliva
Perché è importante misurare le impurità nell'olio d'oliva e quali sono i metodi tradizionali. Un metodo semplice, economico e preciso per monitorare la qualità dell'olio in ogni fase della produzione, utilizzando solo la fotocamera del cellulare e un'applicazione gratuita
18 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Un caso straordinario: 28 anni di lotta curativa e immunizzante contro la verticillosi dell'olivo
Un trattamento chimico sperimentale, applicato per inoculazione diretta, ha mostrato effetti curativi e immunizzanti su un oliveto commerciale colpito da Verticillium dahliae, con incrementi produttivi persistenti anche dopo la sospensione delle applicazioni
18 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
L'olio essenziale di rosmarino contro la psilla dell'olivo
Dimostrata l'efficacia insetticida dell'olio essenziale di Rosmarinus officinalis contro Euphyllura phillyreae. Grazie all'elevato contenuto di eucaliptolo (1,8-cineolo), il trattamento si è rivelato letale al 100% entro 72 ore sulle ninfe e 24 ore sugli adulti
18 settembre 2026 | 10:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati