L'arca olearia

L'olio d'oliva alla cannabis, nuove problematiche e nuove analisi

Mentre spuntano sul mercato i primi oli contenenti estratti di cannabis, manca un metodo standard per verificare i cannabinoidi nel prodotto. E' impellente una procedura standardizzata per armonizzare la preparazione degli estratti

13 giugno 2019 | T N

Parte dalla Liguria la sfida di Extrabis il primo olio extra vergine di oliva taggiasca arricchito con estratto di cannabis. Un prodotto che vuole cavalcare il trend del business della cannabis, frutto del progetto di due realtà imprenditoriali del Ponente Ligure come Olio Roi di Badalucco, storico brand leader nella produzione di olio di alta qualità, e Sunremo Lab, giovane azienda agricola specializzata nella coltivazione di canapa. Extrabis nasce infatti dall’incontro tra l’oliva taggiasca, la cultivar di olivo tipica della Valle Argentina, in provincia di Imperia, dove risiede il frantoio Roi, con la canapa proveniente dalle vecchie serre del territorio, abbandonate a se stesse dopo la crisi del mercato di questo fiore e riportate a nuova vita dall’intuizione e l’entusiasmo di Sunremo Lab.
Extrabis sarà disponibile sul mercato a partire da luglio.

Cannabidiolo (CBD) e Δ9-tetraidrocannabinolo (Δ9-THC) sono considerati come i cannabinoidi più interessanti nella Cannabis sativa L. per la pratica clinica. Dal 2013, la legge italiana permette ai farmacisti di preparare e distribuire estratti di cannabis ai pazienti sotto prescrizione medica, e richiede la valutazione del contenuto di CBD e Δ9-THC negli estratti di cannabis prima della vendita.

Gli estratti di olio di oliva di cannabis sono preparati a partire da infiorescenze femminili essiccate di cannabis, ma manca ancora un protocollo standard per la determinazione del contenuto delle sostanze attive.

Uno studio dell'Università del Belgio, in collaborazione con ricercatori fiorentini, ha sviluppato un metodo RP-HPLC/UV veloce per quantificare CBD e Δ9-THC degli estratti di cannabis nell'olio d'oliva.

La strategia della qualità analitica per progettazione è stata applicata allo sviluppo del metodo, impostando la risoluzione critica e il tempo totale di analisi come attributi critici del metodo (CMA), e selezionando la temperatura della colonna, il pH del tampone e la velocità di flusso come parametri critici del metodo.

Le informazioni provenienti dalla metodologia Doehlert Design in response surface, combinata con le simulazioni di Monte-Carlo, hanno portato a tracciare le mappe di rischio di fallimento e ad identificare la regione di progetto del metodo operabile.

Il metodo è stato convalidato secondo le linee guida dell'International Council for Harmonisation of Technical Requirements for Pharmaceuticals for Human Use (ICH) e poi implementato nelle analisi di routine. È stata pianificata una strategia di controllo basata su tabelle di controllo del sistema per monitorare le prestazioni del metodo sviluppato.

I dati di valutazione sono stati registrati per un periodo di un anno di utilizzo di routine, ed entrambe le CMA hanno mostrato valori all'interno delle specifiche in ogni analisi eseguita. Di conseguenza, una nuova valutazione del rischio per le future prestazioni del metodo è stata ottenuta utilizzando un approccio bayesiano basato sui dati di uso di routine, calcolando la futura distribuzione delle due CMA.
Infine, è stato condotto uno studio sul monitoraggio delle concentrazioni di CBD e Δ9-THC negli estratti di olio di oliva di cannabis. Il metodo sviluppato è stato applicato a 459 estratti.

L'analisi statistica dei risultati ottenuti ha evidenziato un'ampia variabilità in termini di concentrazioni tra diversi campioni della stessa tipologia iniziale di cannabis, sottolineando la necessità impellente di una procedura standardizzata per armonizzare la preparazione degli estratti.

Bibliografia

Riccardo Deidda, Hermane T. Avohou, Roberto Baronti, Pier Luigi Davolio, Benedetta Pasquini, Massimo Del Bubba, Cédric Hubert, Philippe Hubert, Serena Orlandini, Sandra Furlanetto, Analytical quality by design: Development and control strategy for a LC method to evaluate the cannabinoids content in cannabis olive oil extracts, Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis, Volume 166,
2019, Pages 326-335, ISSN 0731-7085

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Aggiungere acqua durante la frangitura peggiora resa e qualità dell’olio d'oliva

Uno studio sperimentale mette in discussione una pratica utilizzata nei frantoi per gestire paste particolarmente asciutte: l’aggiunta di acqua durante la frangitura. L’intervento non migliora l’estrazione e può ridurre significativamente polifenoli e pigmenti dell’olio extravergine di oliva

10 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Olio d'oliva: arriva il primo standard certificato per misure più accurate

L'Istituto Nazionale di Tecnologia Industriale argentino (INTI) ha sviluppato un Materiale di Riferimento Certificato (CRM) per l'olio d'oliva vergine. Obiettivo: garantire l'affidabilità dei test 

10 ottobre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Oli monovarietali italiani: dalla chimica ai cluster sensoriali, un nuovo modello per riconoscere e valorizzare le cultivar

Ecco un approccio "olistico" che integra analisi sensoriale, composti fenolici, volatili e terpeni per distinguere gli oli monovarietali italiani. I risultati dello studio mostrano che nessun modello riesce a identificare la singola cultivar, ma è possibile raggruppare le cultivar in tre cluster sensoriali stabili

09 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

La mosca dell’olivo non vive solo nell’oliveto, si trova anche nei boschi

Monitorata la presenza di Bactrocera oleae lungo un gradiente uliveto-bosco: catture fino a 100 metri tra i pini, sporadiche a 300. Il microclima del bosco, più fresco dell’uliveto, sembra favorire la presenza del fitofago. Un’ipotesi di lavoro che apre scenari nuovi per la difesa integrata in un clima che cambia

09 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Oliveto superintensivo: nessuna cultivar è perfetta, la scelta dipende dalla strategia aziendale

Uno studio decennale condotto in Spagna su sei varietà mette in luce come composizione dell'olio e stabilità ossidativa siano guidate dal genotipo, ma fortemente modulate dall'andamento climatico annuale. Per gli olivicoltori la lezione è chiara: servono prove di lungo periodo prima di decidere cosa piantare

09 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Meteo, acqua e aroma dell’olio: come temperatura e piogge orientano il profilo volatile delle olive

La componente aromatica dell’olio extravergine non nasce soltanto in frantoio. Temperatura, disponibilità idrica, piogge durante la maturazione, stato di idratazione della drupa, cultivar e grado di maturazione condizionano il metabolismo che porta alla formazione di aldeidi, alcoli ed esteri responsabili delle note verdi, erbacee e fruttate

09 ottobre 2026 | 12:00