L'arca olearia

Ecco come l'Italia vuole cambiare l'olio extra vergine d'oliva

Con il restringimento delle maglie dei parametri di qualità ne scaturirebbe un super extra vergine che però amplierebbe a dismisura la categoria dell'olio vergine di oliva. Acidità, perossidi, etil esteri e intensità di fruttato sono gli indiziati di una revisione

03 maggio 2019 | T N

In Italia si è ricominciato a parlare di stringere le maglie dell'olio extra vergine d'oliva, attraverso una revisione dei parametri chimici di qualità. A dare il calcio d'inizio alla discussione è stata Unaprol, lo scorso 31 gennaio, quando David Granieri ha provocato il direttore esecutivo del Consiglio oleicolo [...]

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

La mosca dell’olivo e il caldo: quando la temperatura diventa un’alleata

La mosca dell’olivo è un avversario formidabile, ma la sua biologia, fortemente legata alla temperatura, fornisce le chiavi per un suo controllo più razionale e sostenibile. Conoscere le sue soglie termiche significa trasformare il caldo da nemico in un potenziale alleato

17 luglio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Zeoliti vulcaniche: la risposta naturale per l'olivicoltura sostenibile in condizioni di stress idrico

Uno studio quinquennale dimostra l'efficacia dell'ammendante naturale nel migliorare la crescita dell'olivo e la fertilità del suolo. L'utilizzo di tufo zeolitico vulcanico come ammendante del suolo rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per l'olivicoltura in regioni aride e semiaride

17 luglio 2026 | 15:00

L'arca olearia

Un sensore low-cost per valutare la maturazione delle olive e la qualità direttamente in campo

Un dispositivo multispettrale economico, basato su intelligenza artificiale, promette di rivoluzionare il monitoraggio della maturazione delle olive, offrendo agli agricoltori uno strumento portatile per decisioni tempestive e mirate

17 luglio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Il calcio e il carbonio nel suolo degli oliveti: un equilibrio fondamentale per la fertilità e la sostenibilità

Rivelata l'importanza del calcio come elemento chiave per la stabilizzazione del carbonio organico e inorganico nei suoli calcarei degli oliveti. L'uso combinato di fertilizzanti minerali e letame ovino, rispetto alla sola concimazione organica, modifica profondamente la distribuzione del carbonio tra le forme organiche e inorganiche, influenzando la fertilità a lungo termine

17 luglio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Un bioerbicida per controllare le malerbe dell'oliveto

Gli studi scientifici del Progetto HERBILAV confermano il potenziale erbicida dei sottoprodotti della distillazione della lavanda, aprendo nuove prospettive per il controllo delle malerbe in oliveto e oltre

17 luglio 2026 | 10:00

L'arca olearia

Stop alla dicitura olio extravergine di oliva per le miscele con olio vergine

Una nuova circolare del Ministero dell'Agricoltura chiarisce che le miscele di olio extravergine e olio vergine non potranno più essere commercializzate come "olio extravergine di oliva". Il provvedimento supera il precedente orientamento amministrativo che consentiva tale possibilità

16 luglio 2026 | 17:55

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati

Frank Geffers

05 maggio 2019 ore 14:05

Sono un piccolo produttore Toscano e negli ultimi anni mi sono concentrato sopra tutto su quanto necessario per produrre un olio EVO di qualità. Solo adesso mi sto interessando alla "politica" che sta intorno all'olio EVO e questo per le stesse motivazioni che qui ha addotto Vincenzo Fiore: tanto lavoro, tanti sacrifici e poche remunerazioni.
Mi sembra evidente che le organizzazioni internazionali - COI in primis - hanno l'interesse di tutelare "oli dolci". Loro, infatti, devono tenere in considerazione gli interessi di tutti i loro "associati". Questo però contrasta clamorosamente con gli interessi della filiera olivicola italiana che possono riassumersi in linea di massima con questi due criteri: "poco ma buono". La domanda quindi è questa: Il COI sarà mai in grado di tutelare l'olio EVO italiano? Come dice qui Ugo Agostini: abbiamo gli IGP (sopratutto quello Toscano) e i DOP. Ci siamo quindi già autoimposti dei disciplinari imponendo agli aderenti criteri di qualità molto elevati. Non sarebbe meglio investire in un attività di marketing che promuova questi prodotti - non i singoli DOP o IGP ma le due categorie come tali - sia in Italia che all'estero? Spingiamo in quella direzione e non avremo più bisogno di intervenire presso il COI per fare approvare criteri di qualità che i seri produttori italiani già soddisfano semplicemente perchè il loro obiettivo è produrre qualità. "Io finchè posso resisto" non è una frase che vogliamo sentire dire ai produttori italiani.
cari saluti,
Frank Geffers

Ugo Agostini

04 maggio 2019 ore 12:03

Buongiorno, il mio amico Granieri lo sa che l'olio Italiano mediamente è quello che ha i parametri più alti rispetto a Spagna, Portogallo, Tunisia ecc... non sarebbe meglio allora proporre un olio di alta qualità come IGP e DOP controllato veramente e non venduto a 4 euro come fanno certi Organismi Cooperative legati proprio a certe Organizzazioni ????? Senza polemica ma quello che spesso sembra facile poi diventa difficile specialmente per noi Italiani ....sarebbe un discorso troppo lungo !!!!

Vincenzo Fiore

04 maggio 2019 ore 12:28

Hai perfettamente ragione! Sono un produttore pugliese di olio evo biologico certificato ed è sconcertante il fatto che “certe organizzazioni” ti mettano alle strette e ti costringano a vendere il tuo prodotto ad un prezzo stracciato, favorendo il commercio di olio standardizzato a discapito di produttori ,come me, che vorrebbero vedersi ripagati tanti anni di sacrifici!! Io finché posso resisto.

new