L'arca olearia
Ecco come l'Italia vuole cambiare l'olio extra vergine d'oliva
Con il restringimento delle maglie dei parametri di qualità ne scaturirebbe un super extra vergine che però amplierebbe a dismisura la categoria dell'olio vergine di oliva. Acidità, perossidi, etil esteri e intensità di fruttato sono gli indiziati di una revisione
03 maggio 2019 | T N
In Italia si è ricominciato a parlare di stringere le maglie dell'olio extra vergine d'oliva, attraverso una revisione dei parametri chimici di qualità. A dare il calcio d'inizio alla discussione è stata Unaprol, lo scorso 31 gennaio, quando David Granieri ha provocato il direttore esecutivo del Consiglio oleicolo [...]
Per continuare a leggere l'articolo è necessario un abbonamento a TN Plus
ACCEDI O REGISTRATI E ABBONATI ADESSOPotrebbero interessarti
L'arca olearia
Un nuovo atomizzatore per l'oliveto che riduce deriva e consumi energetici
Secondo i risultati delle prove in campo effettuate dai ricercatori delle Scuole Politecniche Superiori di Jaén e Linares, il dispositivo è in grado di diminuire la deriva del 65% e la deposizione del prodotto sul terreno del 70%
13 maggio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Amaro e sano: l’olio extravergine ad alto contenuto di polifenoli tra qualità nutrizionale e gradimento del consumatore
L’olio extravergine di oliva ricco di polifenoli è un alleato della salute, ma il suo gusto amaro e piccante può ridurre l’accettazione da parte dei consumatori. Ecco come attributi sensoriali come fruttato, dolce e amaro influenzano le preferenze, evidenziando differenze di genere
13 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Monitoraggio della tignola dell’olivo: picchi di popolazione e strategie di difesa integrata
Monitorate le fluttuazioni di Prays oleae, la tignola dell’olivo: il picco massimo di popolazione si verifica nella terza settimana di settembre, mentre le precipitazioni abbondanti e i trattamenti insetticidi riducono drasticamente la presenza dell’insetto
13 maggio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Nutrizione dell’olivo: il ruolo strategico di potassio, calcio, azoto e silicio contro gli stress
Ecco come la gestione nutrizionale sta diventando una leva decisiva per aumentare la tolleranza dell’olivo agli stress idrici, salini, termici e fitopatologici nei moderni sistemi olivicoli mediterranei
12 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
L’olivo “impara” la siccità: il drought priming migliora resilienza e uso dell’acqua
Uno studio su Olea europaea dimostra che una precedente esposizione controllata allo stress idrico consente alle piante di affrontare meglio periodi successivi di siccità severa, grazie a profonde modificazioni fisiologiche, strutturali e proteomiche
12 maggio 2026 | 09:00
L'arca olearia
Le alte giacenze di olio di oliva italiano: oltre 130 mila tonnellate
La metà dell’extravergine italiano si trova in Puglia ma a preoccupare sono le 17 mila tonnellate in Calabria, più delle 11 mila tonnellate in Sicilia. L’industria olearia riduce gli stock e c’è già chi vede giacenze di 80 mila tonnellate a fine settembre
11 maggio 2026 | 15:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o RegistratiUgo Agostini
04 maggio 2019 ore 12:03Buongiorno, il mio amico Granieri lo sa che l'olio Italiano mediamente è quello che ha i parametri più alti rispetto a Spagna, Portogallo, Tunisia ecc... non sarebbe meglio allora proporre un olio di alta qualità come IGP e DOP controllato veramente e non venduto a 4 euro come fanno certi Organismi Cooperative legati proprio a certe Organizzazioni ????? Senza polemica ma quello che spesso sembra facile poi diventa difficile specialmente per noi Italiani ....sarebbe un discorso troppo lungo !!!!
Vincenzo Fiore
04 maggio 2019 ore 12:28Hai perfettamente ragione! Sono un produttore pugliese di olio evo biologico certificato ed è sconcertante il fatto che “certe organizzazioni” ti mettano alle strette e ti costringano a vendere il tuo prodotto ad un prezzo stracciato, favorendo il commercio di olio standardizzato a discapito di produttori ,come me, che vorrebbero vedersi ripagati tanti anni di sacrifici!! Io finché posso resisto.
Frank Geffers
05 maggio 2019 ore 14:05Sono un piccolo produttore Toscano e negli ultimi anni mi sono concentrato sopra tutto su quanto necessario per produrre un olio EVO di qualità. Solo adesso mi sto interessando alla "politica" che sta intorno all'olio EVO e questo per le stesse motivazioni che qui ha addotto Vincenzo Fiore: tanto lavoro, tanti sacrifici e poche remunerazioni.
Mi sembra evidente che le organizzazioni internazionali - COI in primis - hanno l'interesse di tutelare "oli dolci". Loro, infatti, devono tenere in considerazione gli interessi di tutti i loro "associati". Questo però contrasta clamorosamente con gli interessi della filiera olivicola italiana che possono riassumersi in linea di massima con questi due criteri: "poco ma buono". La domanda quindi è questa: Il COI sarà mai in grado di tutelare l'olio EVO italiano? Come dice qui Ugo Agostini: abbiamo gli IGP (sopratutto quello Toscano) e i DOP. Ci siamo quindi già autoimposti dei disciplinari imponendo agli aderenti criteri di qualità molto elevati. Non sarebbe meglio investire in un attività di marketing che promuova questi prodotti - non i singoli DOP o IGP ma le due categorie come tali - sia in Italia che all'estero? Spingiamo in quella direzione e non avremo più bisogno di intervenire presso il COI per fare approvare criteri di qualità che i seri produttori italiani già soddisfano semplicemente perchè il loro obiettivo è produrre qualità. "Io finchè posso resisto" non è una frase che vogliamo sentire dire ai produttori italiani.
cari saluti,
Frank Geffers