L'arca olearia
Ecco come l'Italia vuole cambiare l'olio extra vergine d'oliva
Con il restringimento delle maglie dei parametri di qualità ne scaturirebbe un super extra vergine che però amplierebbe a dismisura la categoria dell'olio vergine di oliva. Acidità, perossidi, etil esteri e intensità di fruttato sono gli indiziati di una revisione
03 maggio 2019 | T N
In Italia si è ricominciato a parlare di stringere le maglie dell'olio extra vergine d'oliva, attraverso una revisione dei parametri chimici di qualità. A dare il calcio d'inizio alla discussione è stata Unaprol, lo scorso 31 gennaio, quando David Granieri ha provocato il direttore esecutivo del Consiglio oleicolo [...]
Per continuare a leggere l'articolo è necessario un abbonamento a TN Plus
ACCEDI O REGISTRATI E ABBONATI ADESSOPotrebbero interessarti
L'arca olearia
Il costo della produzione dell'olio di oliva da olivicoltura tradizionale in Spagna sfiora i 5 euro al chilo
L'ultimo studio dell'Associazione Spagnola dei Comuni dell'Olivo (AEMO), aggiornato al luglio 2026, fotografa una realtà complessa per il settore olivicolo. L’impennata dei costi di produzione degli ultimi sei anni (+57%) e l’introduzione nel computo della rendita fondiaria e degli ammortamenti rivelano il dato allarmante
22 luglio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Mosca dell’olivo: capire il danno reale per scegliere il momento giusto di intervento
Il danno che Bactrocera oleae provoca non è soltanto legato alla quantità di olive perse, ma anche alla qualità dell’olio prodotto. L’olivo possiede una certa capacità di compensare parte della perdita di frutti, soprattutto quando il danno avviene precocemente
22 luglio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Difendersi dalla mosca dell'olivo colpendo i batteri alleati del parassita
Interrompere la simbiosi tra la mosca dell'olivo e i suoi batteri indispensabili riduce lo sviluppo dell'insetto e potrebbe affiancare i metodi tradizionali di difesa. Le ricerche indicano che trattamenti antimicrobici applicati ai frutti appena infestati compromettono il microbiota della mosca e ne limitano il successo biologico
21 luglio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Concime organico e regolatore di crescita per l'olivo, ecco come aumentare la produzione
Una ricerca condotta su olivi di 12 anni ha dimostrato che l'applicazione combinata di letame bovino e del regolatore di crescita Triacontanol può aumentare significativamente la produzione di olive, migliorando al contempo parametri qualitativi fondamentali come il contenuto di olio e la sostanza secca
20 luglio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Identificare la varietà di olivo dal nocciolo dell'oliva
L'analisi morfometrica dei noccioli di olivo rappresenta un'alternativa promettente agli approcci genetici tradizionali, spesso complessi e costosi, per l'identificazione delle varietà. Presentato un dataset completo di caratteristiche morfometriche di noccioli di olivo, aprendo nuove prospettive per la ricerca archeobotanica e per la gestione delle collezioni di germoplasm
18 luglio 2026 | 12:00
L'arca olearia
La mosca dell’olivo e il caldo: quando la temperatura diventa un’alleata
La mosca dell’olivo è un avversario formidabile, ma la sua biologia, fortemente legata alla temperatura, fornisce le chiavi per un suo controllo più razionale e sostenibile. Conoscere le sue soglie termiche significa trasformare il caldo da nemico in un potenziale alleato
17 luglio 2026 | 16:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o RegistratiUgo Agostini
04 maggio 2019 ore 12:03Buongiorno, il mio amico Granieri lo sa che l'olio Italiano mediamente è quello che ha i parametri più alti rispetto a Spagna, Portogallo, Tunisia ecc... non sarebbe meglio allora proporre un olio di alta qualità come IGP e DOP controllato veramente e non venduto a 4 euro come fanno certi Organismi Cooperative legati proprio a certe Organizzazioni ????? Senza polemica ma quello che spesso sembra facile poi diventa difficile specialmente per noi Italiani ....sarebbe un discorso troppo lungo !!!!
Vincenzo Fiore
04 maggio 2019 ore 12:28Hai perfettamente ragione! Sono un produttore pugliese di olio evo biologico certificato ed è sconcertante il fatto che “certe organizzazioni” ti mettano alle strette e ti costringano a vendere il tuo prodotto ad un prezzo stracciato, favorendo il commercio di olio standardizzato a discapito di produttori ,come me, che vorrebbero vedersi ripagati tanti anni di sacrifici!! Io finché posso resisto.
Frank Geffers
05 maggio 2019 ore 14:05Sono un piccolo produttore Toscano e negli ultimi anni mi sono concentrato sopra tutto su quanto necessario per produrre un olio EVO di qualità. Solo adesso mi sto interessando alla "politica" che sta intorno all'olio EVO e questo per le stesse motivazioni che qui ha addotto Vincenzo Fiore: tanto lavoro, tanti sacrifici e poche remunerazioni.
Mi sembra evidente che le organizzazioni internazionali - COI in primis - hanno l'interesse di tutelare "oli dolci". Loro, infatti, devono tenere in considerazione gli interessi di tutti i loro "associati". Questo però contrasta clamorosamente con gli interessi della filiera olivicola italiana che possono riassumersi in linea di massima con questi due criteri: "poco ma buono". La domanda quindi è questa: Il COI sarà mai in grado di tutelare l'olio EVO italiano? Come dice qui Ugo Agostini: abbiamo gli IGP (sopratutto quello Toscano) e i DOP. Ci siamo quindi già autoimposti dei disciplinari imponendo agli aderenti criteri di qualità molto elevati. Non sarebbe meglio investire in un attività di marketing che promuova questi prodotti - non i singoli DOP o IGP ma le due categorie come tali - sia in Italia che all'estero? Spingiamo in quella direzione e non avremo più bisogno di intervenire presso il COI per fare approvare criteri di qualità che i seri produttori italiani già soddisfano semplicemente perchè il loro obiettivo è produrre qualità. "Io finchè posso resisto" non è una frase che vogliamo sentire dire ai produttori italiani.
cari saluti,
Frank Geffers