L'arca olearia

Vendute solo 8000 tonnellate di olio extra vergine di oliva italiano a marzo

Se il trend commerciale continuerà in questo modo l'Italia nel 2018/19 venderà 100 mila tonnellate di olio nazionale in meno rispetto al 2017/18. Le giacenze restano molto elevate, pari a 97 mila tonnellate di extra vergine

12 aprile 2019 | T N

Secondo i dati del Rapporto Frantoio Italia al 31 marzo 2019 restano nelle cisterne di olivicoltori e frantoiani 97 mila tonnellate di olio extra vergine di oliva nazionale, 20 mila tonnellate di extra vergine biologico e 10 mila tonnellate di oli a denominazione di origine sfusi.

Confrontando i dati con il Rapporto a fine febbraio, scopriamo così che le vendite di olio nazionale sono state di solo 8000 tonnellate, 1600 tonnellate quelle di extra vergine bio e 1300 tonnellate quelli di olio Dop/Igp.

E' quindi aperta ufficialmente la crisi di vendite per l'olio extra vergine di oliva nazionale che, mantenendo questo trend di commercializzazione, arriverà alla prossima campagna olearia con 50 mila tonnellate di stock.
Un dato molto alto se si considera che la produzione nazionale di olio è stata quest'anno di 175 mila tonnellate. Considerando gli stock alla fine di settembre 2018, pari a circa 100 mila tonnellate, significa che in questa campagna olearia l'Italia disponeva di 275 mila tonnellate di olio. Se resteranno in stock 50 mila tonnellate significa che le vendite si fermeranno a 225 mila tonnellate, anche questo un record negativo assoluto.
Se infatti confrontiamo i dati con la campagna olearia precedente scopriamo che, a fronte di giacenze praticamente pari a zero e una produzione da 435 mila tonnellate, ci sono state giacenze per 100 mila tonnellate, con quindi vendite pari a 335 mila tonnellate.
Se il trend continuerà in questo modo, quindi, l'Italia nel 2018/19 venderà 100 mila tonnellate di olio nazionale in meno rispetto al 2017/18.

Se guardiamo ai dati regionali scopriamo che la Puglia, nel mese di marzo, è riuscita a vendere solo 4000 tonnellate di olio extra vergine di oliva, mantenendo una giacenza a 42 mila tonnellate.
In molte regioni l'olio non c'è più.
Nelle Marche restano giacenti solo 562 tonnellate, in Molise 386, in Basilicata 944, in Sardegna poco più di 1000, in Campania 1886. Record di giacenza, invece, in Liguria con più di 5000 tonnellate di olio stoccato.
Se guardiamo al biologico scopriamo che gran parte delle 20 mila tonnellate sono giacenti in tre regioni: Puglia (8200 tonnellate), Sicilia (3800 tonnellate) e Calabria (2900 tonnellate).
Ferme le vendite di olio pugliese a denominazione di origine, restano invece costanti i flussi commerciali per l'olio Igp Toscano che ha venduto 300 tonnellate in un mese, con giacenze ormai a 1500 tonnellate, una dinamica molto simile all'Igp Sicilia che ha venduto circa 200 mila tonnellate, con giacenze per meno di 900 tonnellate.
Si consolida quindi il trend che vede tenere i flussi commerciali solo per le Dop/Igp a fronte di una sostanziale immobilismo per l'olio italiano.

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