L'arca olearia
Un'olivicoltura sostenibile passa dall'uso intelligente delle pietre
Recenti sperimentazioni hanno dimostrato che addizionando al terreno la Zeolitite è possibile ridurre fino al 30% la somministrazione di acqua irrigua allungando gli intervalli di erogazione o riducendo le quantità ad ogni singolo intervento e fino al 25% la quantità di elementi nutritivi/concimi che devono essere apportati
19 ottobre 2018 | Marco Antonucci
Gli olivi sono sottoposti a una serie di attacchi da parte di funghi, insetti, virus che a seconda delle stagioni ne mettono a dura prova le capacità produttive. Inoltre le annate problematiche producono olive non sempre facili da lavorare e in frantoio non è possibile intervenire se non modificando tempi, temperature e modalità di lavorazione, che devono comunque essere di carattere meccanico o basate su coadiuvanti privi di azioni chimiche.
In commercio si trova una vasta gamma di prodotti per la maggior parte di sintesi che contrastano questi problemi e migliorano il processo produttivo. E’ possibile trovare anche prodotti di origine naturale che hanno impieghi specifici nel processo di coltivazione ed estrazione, hanno un impatto ambientale quasi nullo, hanno costi ridotti, facilità di utilizzo, assenza di effetti collaterali per chi li usa e sono privi di tempi di carenza.
Senza avere la presunzione di completezza o di esaustività, verranno brevemente descritti in tre articoli dedicati a tre fasi di lavorazione (campo, pianta, frantoio) alcuni prodotti di origine naturale facilmente reperibili sul mercato dando un’indicazione del possibile uso nel processo produttivo dell’olio. Molti di questi prodotti sono già utilizzati nella viticoltura e nella coltivazione delle piante da frutto.


Confronto tra racidi con e senza applicazione di zeoliti
Apparato radicale - Terreno
Da diversi anni la Zeolitite è ammessa come ammendante dei substrati di coltivazione e dei terreni agricoli anche in regime biologico. Il suo utilizzo nella messa a dimora delle nuove piante porta dei vantaggi interessanti: incrementa la ritenzione idrica del terreno (fino a 350 cc per Kg di prodotto) e quindi l’acqua disponibile, soprattutto nei terreni sabbiosi e nei substrati inorganici e la sua idratazione è reversibile e non crea asfissia; ha alta capacità di scambio cationico; ha una capacità selettiva e ritentiva dell’azoto e del potassio contenuti nei fertilizzanti di cui aumenta la concentrazione – unitamente ad altri elementi nutritivi - intorno agli apparati radicali, per poi rilasciarli successivamente a seconda della necessità della pianta, grazie alla sua elevata capacità di scambio; potenzia la radicazione soprattutto quella laterale e i peli radicali; diminuendo il dilavamento dell’azoto e degli elementi nutritivi apportati con i fertilizzanti ne riduce di conseguenza il consumo e la dispersione nel terreno; aumenta l’aerazione esaltando le funzioni fisiche e metaboliche delle radici e della flora microbica; mantiene invariato il volume evitando impaccamenti; aumenta il grado di permeabilità a livello radicale nei terreni prevalentemente argillosi; rende solubili i fosfati tricalcici che per natura non lo sono ed al tempo stesso rallenta il processo di degradazione del solfato monocalcico; riduce la salinità delle acque di irrigazione; riduce fino a neutralizzarli gli eccessi di acidità; favorisce la colonizzazione da parte di microrganismi benefici simbionti grazie alla sua naturale microporosità; riduce l'assimilazione da parte delle colture di elementi nocivi quali il piombo, il cadmio, il cesio, lo stronzio.
Recenti sperimentazioni hanno dimostrato che addizionando al terreno la Zeolitite è possibile ridurre fino al 30% la somministrazione di acqua irrigua allungando gli intervalli di erogazione o riducendo le quantità ad ogni singolo intervento e fino al 25% la quantità di elementi nutritivi/concimi che devono essere apportati, con notevoli vantaggi economici e ambientali.
La Zeolitite macinata (0,2 – 8,0 mm) va distribuita in modo uniforme sulla superficie della coltivazione per poi essere interrata con una lavorazione superficiale leggera che interessi i primi 15-20 cm del terreno, nella misura di 0,2-1,0 Kg/mq a seconda della natura del suolo: è inutile andare in profondità in quanto risulta importante sedimentarla negli strati superficiali e cioè nella zona a più intensa attività radicale, al fine di favorire il mantenimento di un’alta attività microbica utile alla crescita e alla sanità delle radici.
Spesso in commercio si trovano le cosiddette “Polveri di Roccia” o “Farine di Roccia”. Sono miscele ottenute dall’unione di diversi tipi di rocce e minerali e si rivolgono a chi non ha grandi superfici da trattare e vuole utilizzare un unico poliedrico prodotto: i più comuni sono Bentonite, Zeolite, Quarzo, Caolinite, Clinoptilotite, Calcite, Silicati di Alluminio, Mordenite… Normalmente prodotte per l’uso in agricoltura, generano diversi risultati fisici dovuti alle diverse composizioni delle miscele, che sono conseguenti dell’attività specifica di ogni singolo componente. Quelle ricche di bentonite per esempio migliorano la qualità dei terreni sabbiosi e quelle ricche di silicati rafforzano l’apparato radicale.
Generalmente sono classificate come prodotti non pericolosi, privi di carenza e di sostanze con valori limite di esposizione.
Scheda tecnica: Zeolitite
E’ una roccia piroclastica (vulcanica), molto diffusa in Italia, che contiene oltre il 50% di Zeolite (solitamente in Italia è la Chabasite o la Phillipsite), un minerale a elevata capacità di scambio cationico, disidratazione reversibile e porosità strutturale; è normalmente utilizzata nei processi siderurgici, e nella produzione di refrattari, ceramica e vetro. Spesso è in commercio con il nome di “Zeolite Naturale” o “Zeolite Sedimentaria”. Classificata come prodotto non pericoloso, non contiene sostanze con valori limite di esposizione: in caso di contatto con la pelle basta un lavaggio con acqua e sapone; in caso di contatto con gli occhi o ingestione è sufficiente un lavaggio approfondito con acqua. Se inalata può provocare irritazione come una normale polvere. Il suo pH è compreso tra 7,2 e 7,3 e la densità è di 0,86 g/cm3; è di colore marrone, ignifuga, inodore, stabile, non reagisce con altre sostanze, non è solubile, può essere trasportata con qualsiasi veicolo, non sono necessarie precauzioni ambientali per l’uso o lo stoccaggio.
La Zeolitite a Chabasite è particolarmente interessante per le caratteristiche di elevata ritenzione idrica, bassa densità, resistenza meccanica e permeabilità.
Nel prossimo articolo: Caolino e protezione della pianta dagli insetti.
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