L'arca olearia

FINOLIVA ACQUISTA IL 4% DEL GRUPPO ALCE NERO MELIZIA

La società che lavora e controlla l'extra vergine conferito dai soci del Cno, un quinto della produzione nazionale, prova a conquistare quote di mercato con un nuovo marchio e un forte alleato. Semplice strategia commerciale o preoccupante segnale per il comparto olio di oliva?

03 giugno 2006 | T N

Finoliva srl, società che controlla e lavora il prodotto conferito dai soci del Consorzio Nazionale Olivicoltori (Cno) entra nel gruppo Alce Nero Melizia.
Finoliva ha acquisito il 4% delle azioni del gruppo bolognese, che nel 2005 ha registrato un fatturato, in crescita, di 19,3 milioni di euro.
La società legata al Cno lavora 1,2 milioni di quintali di olive ogni anno, un quinto della produzione nazionale, ed è la più importante realtà nel settore dell’olio extravergine di oliva biologico.
Un ingresso particolarmente importante per il gruppo Alce Nero Melizia, leader nel settore biologico. L’olio extra vergine di oliva biologico del nuovo socio sarà commercializzato con il marchio Alce Nero, è realizzato con frutti che provengono dalla Toscana, dalla Liguria, dalla Puglia e dalla Calabria.

Una notizia che si presta a varie interpretazioni.
Da un lato, ottimisticamente, l’ingresso di Finoliva in Alce Nero Melizia rappresenta un’opportunità di crescita, di acquisizione di nuovi mercati, con maggiori potenzialità di commercializzazione per l’extra vergine di molti piccoli e medi olivicoltori-conferitori.
Dall’altro lato, è innegabile che la scelta di allearsi col gruppo bolognese rappresenta anche un fallimento per Finoliva e, forse, per l’intero comparto olivicolo nazionale. Se una società che controlla un quinto della produzione nazionale non è riuscita a imporsi sul mercato, neanche in un settore di nicchia quale è il biologico, è chiaro che sussistono gravi e fondati motivi di timore. A Finoliva, infatti, non mancava certo la massa critica, ovvero quella quantità minima di prodotto necessaria per essere presente e visibile sul mercato, né le strutture necessarie allo stoccaggio, alla conservazione, al controllo qualità e all’imbottigliamento dell’olio extra vergine di oliva. Se Finoliva si deve tuttavia appoggiare ad Alce Nero Melizia, sfruttando il “traino” di altri generi alimentari e il know how del gruppo bolognese, almeno in tema di commercializzazione, è implicito che il comparto olio di oliva in Italia non può considerarsi completamente indipendente e autonomo, né dotato di una propria forza e vitalità.

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