L'arca olearia

Tutta la verità sull'abolizione del panel test per l'olio d'oliva

La Spagna era pronta a chiedere una sospensione del metodo in attesa dei correttivi per garantire la “certezza giuridica”. Poi il dietrofront. Nel mezzo l'irritazione del Consiglio oleicolo internazionale e la riunione del Comitato consultivo a Madrid. La vera partita si gioca a giugno

23 febbraio 2018 | T N

Sono state ore febbrili quelle seguenti all'allarme, lanciato da Gennaro Sicolo del Cno, sulla presunta volontà di abolire il panel test.

Alle dichiarazioni di Sicolo si sono aggiunte quelle di David Granieri di Unaprol e di Piero Gonnelli di Aifo.

Le voci di protesta del mondo produttivo italiano hanno irritato il Segretariato esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale a cui, apparentemente, faceva capo la volontà di cancellare il panel test. In realtà la struttura del Coi non ha mai voluto l'abolizione del panel test, né l'ha mai richiesta, rimettendosi alle decisioni dei governi.

Solo nel caso la stragrande maggioranza dei Paesi membri del Consiglio oleicolo internazionale ne votasse l'eliminazione, questa diverrebbe operativa, estendendosi poi a tutte le Nazioni aderenti.

Il 19 e 20 febbraio scorso, però, non era il Consiglio dei membri a riunirsi ma una commissione tecnica del Comitato consultivo, ovvero l'organo rappresentante la filiera olivicolo-olearia che, all'interno del Coi, non ha un potere decisionale ma solo di influente raccomandazione.

In tale sede i rappresentanti spagnoli, in particolare quelli di Asoliva, sarebbero stati pronti a mettere sul tavolo la richiesta di una sospensiva del panel test, in attesa dei correttivi tesi a dare certezza giuridica all'esame organolettico.

Quali genere di correttivi sono stati poi esplicitati nel documento di lavoro votato proprio dalla commissione del Comitato consultivo: risultati dei panel test dei Comitati accreditati dal Coi valevoli e non contestabili per 12 mesi, disponibilità dei risultati dei ring test nazionali agli operatori e al Coi, analisi chimica dei composti volatili e altri composti minori volta a integrare il panel test, termine minimo di conservazione per l'olio d'oliva di massimo 24 mesi dalla data di confezionamento, migliore armonizzazione dei comitati di assaggio per gli oli vergini con una mediana a bassa intensità del fruttato.

E' evidente che il problema si concentra tutto sui risultati del panel test sugli oli border line, tipicamente quelli con minore intensità di fruttato e con maggiore probabilità di emersione di un difetto. Vi sarebbe la volontà di rendere inappellabile il giudizio dei panel accreditati Coi per 12 mesi e quella di estendere il termine minimo di conservazione fino a 24 mesi. L'analisi chimica dei composti volatili integrata con il panel test, rappresenta il problema maggiore, richiedendo ancora tempi medio-lunghi per la sua reale applicazione su scala industriale.

Il lavoro della commissione dovrà ora essere votato dal Comitato consultivo nella sua interezza nella prossima riunione di Amman, in Giordania e poi essere trasmesso al Consiglio dei Paesi membri, organo decisionale, che si riunirà a metà giugno.

Anche fosse stato proposto e accolto, il 20 febbraio, un documento per la sospensione del panel test, non ne avrebbe provocato la decadenza nell'immediato ma sarebbe stato un messaggio politico forte sulla fattibilità dell'impresa di eliminarlo, raccogliendo, probabilmente, anche i favori dell'industria olearia tunisina e turca, oltre che di pezzi di quella italiana. Un voto sulla sospensione del panel test, quindi, sarebbe stato un innesco per cercare una convergenza che non è più possibile valutare.

L'esame organolettico non ha corso immediati pericoli.

Non sapremo mai squali conseguenze avrebbe avuto un voto positivo per la sospensione del metodo, anche perchè il direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale, Abdellatif Ghedira ha dichiarato chiaramente, durante la riunione del Comitato consultivo, la posizione contraria all'abolizione del panel test espressa in tutte le precedenti riunioni del Consiglio dei paesi membri, però stigmatizzando il comportamento italiano di “mettere in piazza” le discussioni del Coi ancor prima che queste avvengano. Una mancanza di tatto diplomatico e istituzionale inaccettabile che il direttore esecutivo del Coi ha chiesto venga discussa durante la plenaria del Comitato consultivo ad Amman.

In conclusione, il tentativo spagnolo di mettere in discussione il panel test è stato bloccato, pur con metodi poco ortodossi, avviando una discussione nel merito, ovvero su come rendere il panel test giuridicamente inattaccabile.

Migliorare il metodo è possibile e anche auspicabile, nel frattempo teniamoci stretto il panel test, a tutela dei consumatori e dei produttori.

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