L'arca olearia

L'olio extra vergine di oliva non può piacere a tutti

Amaro e piccante? Dolce e maturo? Dal marketing alla comunicazione, fino ad arrivare al campo e al frantoio. Il tema dell'identità al centro della seconda edizione degli EVOO Days

23 febbraio 2018 | T N

Si parte dal campo, dal frantoio o dal marketing e dalla comunicazione per fare un olio extra vergine di oliva di successo?

Soprattutto, cosa si intende un olio di successo?

E' evidente che se si parte dal lato commerciale, ovvero partendo dal presupposto di voler vendere tanto, ci si dovrà indirizzare in una direzione che preveda una rigida attenzione sul lato dei costi e del prezzo finale del prodotto.

Se si parte dal lato dell'eccellenza, ovvero di pensa di raggiungere la massima qualità, scegliendo uno o più elementi (nutraceutica, organolettica, emozionale...), allora si entrerà in una logica di valorizzazione che prevede di indirizzarsi lungo la strada della valorizzazione.

Non si può piacere a tutti, questo è l'elemento saliente emerso durante gli EVOO Days di Veronafiere.

Occorre prioritariamente capire a chi si vuole piacere e poi impostare le proprie politiche di marketing e comunicazione, fino a scendere al campo e al frantoio.

Anche per chi si trova un'azienda già formata occorrerà fare delle scelte per capire a quale consumatore andare incontro o per meglio dire a quali esigenze del consumatore.

Legittimo, anche in Italia, scegliere la via del superintensivo, sapendo di andare a scontrarsi, in una logica di olio commodity, con aree olivicole con costi di produzione di 1,60/1,80 euro/kg.

Possibile portare avanti le colture tradizionali, con 100 piante ettaro, sapendo che i costi di produzione, specie nel centro Italia, sforeranno i 15 euro/kg, trovandosi, quindi, a dover “giustificare” un prezzo a scaffale di 20-25-30 euro al litro.

Esiste anche la via di un intensivo italiano, con cultivar nazionali, fino a 600-800 piante ettaro da disporre "a siepe" per massimizzare la produttività, salvaguardando la tipicità e con costi di produzione che possono scendere sotto i 4 euro/kg.

Ogni strada presenta dei rischi e presuppone delle scelte.

L'errore più grande che un'azienda, sia essa olivicola o frantoiana, è non scegliere, stando un po' di qui e un po' di là.

Se si cerca di piacere a tutti, non si piacerà realmente a nessuno.

Dal campo, al frantoio, fino al packaging, al sito web e alla comunicazione verbale, gli olivicoltori italiani sono chiamati a delle scelte che sono individuali e aziendali.

Non esiste un'unica via, non esiste l'olivicoltura di successo, non esistono modelli che, di per sé, garantiscono redditività e guadagno.

Ogni scelta presenta i propri rischi e le proprie opportunità.

L'importante è scegliere consapevolmente e poi percorrere la propria strada con coerenza e determinazione.

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