L'arca olearia
Nutrire l'olivo con l'inerbimento e la trinciatura dei residui di potatura
La sostenibilità spesso obbliga a gestire l'oliveto con l'inerbimento. Ma conviene davvero? Quanto si può risparmiare in fertilizzanti organici? Qualche dubbio in più sull'utilizzo della trinciatura dei residui di potatura per gli oliveti irrigui
26 gennaio 2018 | R. T.
Gli oliveti stanno subendo un netto cambiamento nella gestione degli interfilari.
I regolamenti comunitari attualmente in vigore incoraggiano l'inerbimento, principalmente per migliorare la fertilità del suolo e ridurre l' erosione.
Esistono molti dati sul miglioramento del profilo organico del suolo grazie all'inerbimento ,a pochi sulle dinamiche dei poll di carbonio organico e delle frazioni di carbonio derivato da residui vegetali.
Una ricerca greca ha valutato proprio questi parametri, comparando terreni lavorati e terreni inerbiti, scoprendo che negli oliveti inerbiti, ogni anno, viene prodotta in media 1,56 tonnellate di massa secca, corrispondenti a 0,56 tonnellate di carbonio. Per fare un raffronto, per ottenere lo stesso effetto ammendante, occorrerebbe concimare l'oliveto con almeno 2 tonnellate di letame.
Questo implica un incremento sensibile dei poll di carbonio organico nei terreni inerbiti rispetto a quelli lavorati, dei 2,8 volte per lo strato di suolo da 0 a 5 centimetri e di 2 volte per lo strato di suolo 5-15 centimetri.
E' importante sottolineare che, all'interno dei poll di carbonio organico, l'utilizzo dell'inerbimento nell'oliveto non privilegia forme particolari di carbonio organico, dimostrandosi un utile mezzo di protezione della fertilità biodiversa e naturale del suolo.
Ma una buona ricchezza di sostanza organica si può tradurre anche in incremento della disponibilità di nutrienti per la pianta e una maggiore efficienza dell'olivo?
E' sicuramente vero nel caso si utilizzi acqua salina per l'irrigazione. In questo caso, ovvero se si prevede di utilizzare acqua con forti concentrazioni di sali (120 mM NaCl) è sicuramente utile prevedere l'inerbimento con leguminose. Grazie a una copertura dell'interfilare con trifoglio di Berseem ricercatori tunisini hanno notato una maggiore concentrazione di azoto nelle foglie, rispetto al terreno non inerbito o inerbito con un cereale (tipicamente avena). Inoltre l'utilizzo di trifoglio ha portato a una maggiore concentrazione di clorofilla nelle foglie e a una maggiore efficienza dell'apparato fotosintetico.
Ma cosa accade se, anziché l'inerbimento, voglia utilizzare altri sistemi per arricchire il suolo di sostanza organica? Sono tutti ugualmente efficaci.
La risposta è certamente negativa, anche in considerazione dell'interazione tra diverse pratiche agronomiche.
Una delle prassi più comuni per integrare sostanza organica è la trinciatura dei residui di potatura. Non sempre, però, questa prassi porta a dei benefici.
I risultati di una ricerca greca hanno dimostrato che i cambiamenti nella qualità del suolo degli oliveti, dovuti all'apporto di carbonio, dipendono dalle condizioni di irrigazione.
In particolare è stato rilevato che la trinciatura dei residui di potatura porta a un incremento considerevole del contenuto di carbonio organico, rispetto a un terreno dove i residui di potatura non sono stati utilizzati come ammendanti, ma questo non è vero laddove l'oliveto sia irriguo. In questi oliveti, addirittura, il tasso di carbonio organico può diminuire dopo l'apporto dei residui di potatura, sempre rispetto a un terreno non ammendato.
Non basta, quindi, un apporto organico purchessia. Occorre considerare l'insieme delle pratiche agronomiche per ottenere un effetto ammendante che possa davvero nutrire l'olivo.
Bibliografia
J.L. Vicente-Vicente, B. Gómez-Muñoz, M.B. Hinojosa-Centeno, P. Smith, R. Garcia-Ruiz, Carbon saturation and assessment of soil organic carbon fractions in Mediterranean rainfed olive orchards under plant cover management, Agriculture, Ecosystems & Environment, Volume 245, 2017, Pages 135-146, ISSN 0167-8809
Victor Kavvadias, Maria Papadopoulou, Evangelia Vavoulidou, Sideris Theocharopoulos, Stella Malliaraki, Katerina Agelaki, Georgios Koubouris and Georgios Psarras, Chapter 10 - Effects of Carbon Inputs on Chemical and Microbial Properties of Soil in Irrigated and Rainfed Olive Groves, In Soil Management and Climate Change, edited by María Ángeles Muñoz and Raúl Zornoza, Academic Press, 2018, Pages 137-150, ISBN 9780128121283
Hechmi Chehab, Mariem Tekaya, Mohamed Gouiaa, Zoubeir Mahjoub, Salwa Laamari, Hanene Sfina, Badreddine Chihaoui, Dalenda Boujnah, Beligh Mechri, The use of legume and grass cover crops induced changes in ion accumulation, growth and physiological performance of young olive trees irrigated with high-salinity water, Scientia Horticulturae, Volume 232, 2018, Pages 170-174, ISSN 0304-4238
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Microrganismi benefici: una strategia sostenibile per migliorare la resistenza dell'olivo alla siccità
Il vero potenziale dei biofertilizzanti, con funghi micorrizici e batteri promotori della crescita, come approccio sostenibile per migliorare la resilienza dell'olivo nelle regioni aride, contribuendo alla sostenibilità agricola
02 gennaio 2026 | 11:00
L'arca olearia
La correlazione degli enzimi delle olive con i profili fenolici dell'olio di oliva vergine
Il ruolo delle attività di perossidasi, e β-glucosidasi nella modellazione del profilo fenolico dell'olio di oliva. I composti volatili C6 sono aumentati durante la maturazione, mentre è stata rilevata una diminuzione degli oli estratti dai frutti immagazzinati a 20 °C
30 dicembre 2025 | 12:00
L'arca olearia
Effetto dell’altitudine sulle caratteristiche di qualità delle olive e dell’olio d'oliva
Il valore del perossidi dell'extravergine era più alto nell'olio ottenuto da olive a 800 metri di altitudine in ogni momento del raccolto. Inoltre l'altitudine ha influenzato non solo il contenuto di fenoli, ma anche la sua composizione
29 dicembre 2025 | 10:00
L'arca olearia
La qualità dell'olio di oliva di Sikitita in confronto con Picual e Arbequina
Fenoli e volatili variano notevolmente sia con il genotipo che, in misura minore, con la maturità delle olive. Per quanto riguarda il profilo fenolico, la cultivar incrociata Sikitita ha mostrato un grado più elevato di somiglianza con la varietà Arbequina.
28 dicembre 2025 | 11:00
L'arca olearia
L'influenza della varietà e dell'epoca di raccolta sull'amaro e sui composti fenolici dell'olio d'oliva
il livello di composti fenolici e l'intensità dell'amaro è significativamente influenzata sia dall'epoca di raccolta che dalla varietà di olive, con l'influenza del tempo di raccolta più pronunciata
27 dicembre 2025 | 10:00
L'arca olearia
Le condizioni per la fermentazione delle olive da tavola verdi a bassa temperatura
Il comportamento in termini di velocità di crescita e acidificazione è stato simile per questi ceppi e paragonabile a quello osservato nei processi tradizionali, sebbene mannitolo e saccarosio non siano stati metabolizzati e il fruttosio sia stato utilizzato solo parzialmente
24 dicembre 2025 | 11:00