L'arca olearia

Unione europea e Nature bocciano l'Italia sul caso Xylella fastidiosa

Il report della Commissione europea è molto duro con l'Italia per i ritardi negli eradicamenti, mettendo in forse il via libera al reimpianto degli olivi nell'area infetta conb cultivar tolleranti. Dure accuse su sprechi e mala gestione del caso Xylella anche da parte di Nature

07 giugno 2017 | T N

La Commissione europea, con un report pubblicato a maggio e a seguito di un audit effettuato nel novembre scorso, ha bocciato l'Italia sul caso Xylella.

Secondo gli esperti dell'Unione veuropea l'Italia ha iniziato a effettuare un monitoraggio sistemico troppo tardi e che ci sono stati "ritardi eccessivi" nello sradicare alcuni alberi infetti.

"Dall'agosto 2016 si sono registrati progressi significativi nell'attuazione della decisione Ue - si legge nelle conclusioni della relazione - ma sono necessari ulteriori sforzi per prevenire l'ulteriore diffusione della malattia". In particolare, alcuni alberi infetti nella zona "cuscinetto", la fascia di 20 chilometri a nord della provincia di Lecce, all'epoca dell'audit erano risultati rimossi in ritardo o non rimossi, aumentando le possibilità di diffusione della malattia.

Il report è anche stato ripreso dalla rivista Nature in un articolo a firma di Alison Abbott.

La prestigiosa rivista internazionale accusa l'Italia di non aver fatto abbastanza per fermare il batterio che negli ultimi 4 anni ha percorso circa 120 chilometri, alla velocità, quindi, di 30 chilometri all’anno. Un ritmo di diffusione che, secondo l'autore dell'articolo mette in pericolo l'intera Europa e la sua agricoltura.

Non solo, Nature punta l'indice anche sugli sprechi nei finanziamenti. Negli ultimi quattro anni sarebbero arrivati da Bruxelles 10 milioni di euro per il contenimento dell'infezione, soldi che non avrebbero portato ad alcun risultato utile nel contenimento dell'infezione.

Accuse vengono mosse anche alla Regione Puglia che avrebbe stanziato 2,5 milioni di euro a favore della ricerca contro Xylella fastidiosa. Soldi fantasma secondo il Prof. Giovanni Martelli, intervistato da Nature, visto che non sono ancora giunti a nessun centro di ricerca impegnato nella lotta al patogeno.

Prorprio i ritardi nell'attuazione delle misure previste dalla Commissione europea, con particolare riferimento a "alberi di ulivo che sono trovati positivi nella parte di 20 km delle zone contaminate prima dell’agosto 2016 sono stati rimossi con ritardi molto significativi o, nel caso di quattro alberi, sono rimasti ancora da abbattere al momento della verifica. Questo ha fornito buone opportunità per la diffusione del patogeno", come si legge nel rapporto, potrebbero far propendere il Comitato per la protezione delle piante Ue di far slittare misure attese, come la possibilità di reimpianto nell'area infetta con varietà tolleranti. 

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva: il tesoro della medicina islamica che la scienza moderna conferma

Dalla tradizione profetica ai più avanzati studi clinici, l'olio extravergine di oliva si rivela un alleato prezioso per cuore, cervello e benessere generale. Ecco cosa dicono le ricerche e come sceglierlo e utilizzarlo al meglio

05 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Aumento della CO2 e siccità, ecco come aiutare l'olivo a resistere

La siccità stressa l'olivo e la carenza idrica chiude gli stomi, limitando l'assorbimento di CO₂. L'aumento dell'anidride carbonica in atmosfera può stimolare la crescita, ma senza acqua il beneficio è annullato, compromettendo produzione e qualità dell'olio

05 agosto 2026 | 12:00

L'arca olearia

L'attrattività delle trappole per la mosca delle olive, quali esche funzionano meglio?

Ecco l'efficacia di diverse combinazioni di attrattivi proteici e insetticidi per il monitoraggio e il controllo di Bactrocera oleae. Le indicazioni per migliorare le strategie di difesa in olivicoltura

04 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Addio a Pieralisi: il fondo Sienna rileva il gruppo e si chiude un'epoca per l'industria olearia italiana

Il fondo francese Sienna, attraverso il veicolo italiano Ver Capital, acquisisce il 70% del gruppo Pieralisi. Dopo 138 anni la famiglia fondatrice esce di fatto dall'azienda di Jesi, leader mondiale nelle tecnologie per l'estrazione dell'olio d'oliva

04 agosto 2026 | 14:15

L'arca olearia

Olivo 4.0: la computer vision stima la produzione con un errore del 2,6%

Messo a punto il primo sistema al mondo che "vede" le olive sulle piante e ne prevede il raccolto con due mesi di anticipo. Il modello, basato su rete neurale e immagini RGB, sovrastima la resa reale di appena il 2,64%

03 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Dai noccioli delle olive, il carburante del futuro: scoperto come trasformare i rifiuti del frantoio in metano verde

Uno studio dell'Università di Castilla-La Mancha converte i residui dell'olivicoltura in catalizzatori in grado di "catturare" l'anidride carbonica e trasformarla in metano sintetico, aprendo nuove frontiere per lo stoccaggio dell'energia pulita e la riduzione delle emissioni

02 agosto 2026 | 12:00