L'arca olearia

Vendite di olio di oliva in affanno in Europa

L'Italia maglia nera nel 2016, subito dietro la Grecia, per vendite di oli di oliva. Calo del 10%, per 800 milioni di fatturato, ormai superati dal miliardo di euro iberico sul mercato interno che tiene, nonostante i rincari dei prezzi

12 maggio 2017 | T N

E' stato un 2016 nient'affatto esaltante per il mercato degli oli di oliva in sette paesi leader dell'Unione europea (Spagna, Italia, Olanda, Germania, Grecia, Francia e Regno Unito), secondo la fotografia scattata dall'IRI.
Praticamente stabili le vendite in valore +0,36% per quasi tre miliardi di euro ma calano i volumi, del 4,2%.

A trainare in basso le statistiche soprattutto la Grecia a causa del fallimento di Marinopoulos, un gruppo distributivo top seller di olio di oliva, con molti marchi privati. Il fallimento ha portato a una ricollocazione di parte degli altri marchi e all'attivazione di una forte politica promozionale, con il risultato di veder precipitare i volumi venduti di quasi il 20%, per un -13% in valore, per quasi 80 milioni di euro.

Subito dopo la Grecia è l'Italia la maglia nera, con del 13% in volume e del 10% in valore, per 800 milioni di euro di fatturato sul mercato interno. Secondo l'analisi di IRI, il calo della produzione e l'aumento del prezzo hanno avuto un impatto negativo sulla categoria in Italia.

Situazione molto più stabile in Spagna, con un aumento delle vendite in valore del 6,5% per più di un miliardo di euro e una sostanziale tenuta in volume (-0,6%).

Dati in chiaroscuro anche in Francia con un aumento del 3,7% in valore a poco più di 450 milioni di euro e un calo dell'1,40% in volume.

Nel resto d'Europa, invece, tutti numeri positivi, a partire dall'Olanda. L'olio di oliva è sempre più accettato come parte della cucina olandese. È ampiamente disponibile presso i rivenditori con ampi spazi di scaffale. E' così che in volume le vendite sono cresciute del 3,51% e in valore del 4,9%.

Buoni dati anche in Germania. Le vendite di valore dell'olio d'oliva in Germania sono aumentate del +7,9% nel 2016 a causa di un aumento dei prezzi (+7,3%), mentre le vendite di volume sono cresciute solo dello 0,6%.

Sostanziale tenuta nel Regno Unito, con il +2,9% di incremento delle vendite in valore e dell'1,3% in volume.

In diversi paesi le private label sono ormai dominanti nella categoria di olio d'oliva, in gran parte grazie a sconti e promozioni. Da notare che le catene della GDO, quasi dappertutto, hanno esteso il portafoglio di prodotti. Nel Regno Unito, ad esempio, le vendite in valore delle private label sono cresciute del 5%, quasi il doppio del dato complessivo. In Germania le private label sono cresciute del 10,8% in valore, quindi comunque molto più del dato complessivo.

“È interessante notare che l'olio d'oliva, tradizionalmente dominato da marchi riconoscibili – ha affermato Sebastian Hendricks, consulente dell'IRI - ha visto un significativo spostamento negli ultimi anni. La private label è ora migliore in termini di qualità, per questo abbiamo visto l'aumento delle vendite. E' questa la ragione per cui le catene distributive stanno dando molto più spazio ai loro marchi privati e estendono la gamma dei loro oli, a partire da quelli premium, come il biologico.”

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