L'arca olearia
Il giusto prezzo per l'olio extra vergine d'oliva italiano. Quattro euro vi posson bastare?
Un'indagine semiseria, condotta dai due segugi di Teatro Naturale, sulle tracce di una bottiglia di extra vergine italiano venduta in offerta al supermercato. Quel che sta accadendo oggi, dai campi agli stabilimenti degli imbottigliatori, avrà riflessi inevitabili sulla commercializzazione nei prossimi mesi
11 novembre 2016 | Gelso Lo Scimmione, Igino Lo Scapigliato
E' il 25 aprile 2017.
Igino lo Scapigliato e io veniamo convocati con urgenza dal direttore Alberto Grimelli, il quale ci sventola davanti al naso un foglio: “ci siamo persi la notizia, anzi mi correggo VI siete persi la notizia. Ora rimediate e alla svelta!”
Nel foglio, che ci dà prima di buttarci fuori dall'ufficio, le reazioni ad un post su Facebook su una bottiglia di olio extra vergine di oliva italiano venduta a 4,29 euro al litro. Come è possibile, si chiedono tutti, visto che la quotazione all'ingrosso non è mai scesa sotto i 5 euro/kg? I commenti sono furiosi... un maremoto...
Per fortuna è indicata l'insegna del supermercato dove è venduta la bottiglia incriminata. Ci andiamo e la compriamo, guardandola con sospetto e in maniera minacciosa.
La portiamo in ufficio e Gelso le punta la lampada addosso.
Gelso: “allora, confessa, sei olio straniero vero? Se non confessi subito ti faccio ossidare tutte le poche clorofille che ti rimangono...”
La bottiglia trema dalla paura, gocce di acido oleico scendono dal tappo, ma non dice una parola.
E' il tempo del poliziotto buono.
Igino: “dai Gelso, non essere così scorbutico, in fondo è un'ospite... un po' di umanità.”
Gelso se ne va sbattendo la porta.
Igino spegne la luce e ricomincia: “il mio collega è un po' su di giri, il direttore ci ha fatto una ramanzina per colpa tua, però se confessi sono sicuro che tutto si può aggiustare...”
La bottiglia d'olio è sollevata ma titubante. Alle fine sbotta: “è vero, sono una miscela di oli comunitari ed extracomunitari, non so proprio perchè mi hanno appiccicato questa etichetta. Non è colpa mia!”
Igino si alza e accende l'aria condizionata, impostandola a 15 gradi: “lo so, dai, non fare così. Se mi spieghi tutto sarà più semplice.”
La bottiglia diventa un fiume in piena: “io sono arrivata a novembre in uno stabilimento di un noto imbottigliatore. Sul DDT che mi accompagnava c'era scritto “olio lampante comunitario”. Io non so perchè c'era scritto così, io sono del buon extra vergine, giuro! Insieme a me è arrivato un altro olio, ma quanto puzzava!, ho sbirciato sul suo DDT e lui aveva scritto “olio extra vergine di oliva italiano”. Mah, ho pensato, gli italiani producono proprio robaccia!”
Igino: “e poi cosa è successo?”
La bottiglia tiene proprio a spiegare la sua buona fede: “non so proprio ma a un certo punto io mi sono trovata in una cisterna con su scritto “olio extra vergine di oliva italiano” e l'olio italiano è stato messo in una cisterna con scritto “olio lampante comunitario”. Io ho pensato a un errore...”
“Altro che errore!” sbotta Gelso rientrando nella sala interrogatori di Teatro Naturale.
“Te lo assicuro - giura la bottiglia – ho anche parlato col mio vicino di cisterna. Mi ha detto di essere stato prodotto da olive tutte bacate, raccolte anche da terra, ma vendute per 60-70 euro al quintale. Un'enormità. A quel prezzo da noi ci compri olive sanissime.”
Gelso e Igino si scambiano un gesto d'intesa, la faccenda si fa più chiara. Uno scambio di cisterne orchestrato ad arte, non c'è che dire. DDT fasulli ma, qualora il camion fosse stato fermato dalle autorità, avrebbe pagato una semplice multa amministrativa per un errore formale. Poi appena arrivati allo stabilimento, ecco lo scambio. La tracciabilità e le registrazioni Sian sono in regola.
La bottiglia, però, ha anche altro da raccontare.
“Mentre ero lì, in attesa di andare all'imbottigliamento – spiega – mi hanno mescolato con un po' di olio vecchio, anche un po' malandato. Prima di spirare tra le mie braccia mi ha detto di essere olio italiano dell'anno scorso, comprato a 3,5 euro/kg. Poverino mi faceva una tenerezza... e pensare che anch'io sono stato acquistato per la stessa cifra.”
La faccenda è sempre più chiara. Per ingannare i controlli, all'olio comunitario ed extracomunitario è stato aggiunto un po' di olio italiano autentico, anche se vecchio. La miscela così ottenuta avrà un costo di 3,5 euro/kg. 4,29 euro al litro a scaffale diventa allora possibile.
Il mistero dell'”olio italiano” venduto a 4,29 euro al litro è dunque svelato.
Igino e Gelso ora si chiedono cosa farne della bottiglia che ha detto la verità. E' una bottiglia pentita, bisogna tenerne conto. Decidono infine di riportarla al supermercato, insieme con le sorelle.
Arrivati davanti allo scaffale lo trovano vuoto, le sorelle sono già state tutte vendute. E ora?
Igino non fa in tempo a porsi la domanda che una signora distinta, con l'Iphone in mano, si rivolge a Gelso: “la prende lei quella?”, indicando la nostra bottiglia. Gelso è titubante ma risponde no, la signora strappa allora di mano la bottiglia a Gelso e la infila nel carrello. La bottiglia è felicissima di andare a ungere i piatti della sua nuova famiglia.
Tornando verso gli uffici di Teatro Naturale, ci chiediamo chi lo andrà a dire ora al direttore Alberto Grimelli. La storia è talmente assurda che non ci crederà mai. Per favore, glielo raccontate voi?
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Accedi o Registratigraziano chinaglia
12 novembre 2016 ore 14:59Alberto Grimelli queste storie le conosce molto bene. Ora L’Alberto manderà Igino e Gelso ad indagare sull’offerta del dolce natalizio “probabilmente “ integralmente prodotto che mi è arrivata ora stante. Panettone € 3.90 kg. spedizione inclusa per colli da 10kg. Poi dopo le famigerati e miracolose feste, si indagherà anche su 1000 altri prodotti.
LINO SCIARPELLETTI
12 novembre 2016 ore 22:16La storiella è simpatica...e benvenga l'edulcorante sceneggiatura per poter mandar giù l'amaro boccone. Ma la storia vera, antica è che in italia le frodi, di ogni genere, in particolare sui generi alimentari, sono all'ordine del giorno. Per una che se ne scopre, sanzionata con poche centinaia di euro, altre cento ne sono in atto. Chi dovrebbe legiferare lo fa a grandi parole ad effetto(strizzando l'occhio alle lobby e strigliando a dovere,con cavilli d'ogni tipo, chi si ostina ancora a produrre e commercializzare in modo corretto, realizzando troppo spesso si e no i costi di produzione).
Paradossalmente mi dispiace per il giornalismo d'inchiesta, che fra qualche anno avrà un "tema" in meno da trattare, a causa dell'asuefazione dell'opinione pubblica continuamente "bombardata" dalla pubblicità(oggi definita "scienza della comunicazione") che sapientemente sa indirizzare verso "pascoli più redditizi".