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GLI OLIVI SI RISVEGLIANO E CRESCONO FORTI PREOCCUPAZIONI PER IL PERICOLO DELLE GELATE TARDIVE

Dopo un inverno rigido aumenta il timore per una ripresa vegetativa anticipata, magari stimolata da intensi interventi di potatura. I nuovi germogli sono infatti sensibili a improvvisi sbalzi termici ma è soprattutto alle grandi ferite, sul tronco o sulle branche, che bisogna prestare attenzione

18 febbraio 2006 | Graziano Alderighi

E’ un inverno rigido, con temperature più basse delle medie stagionali degli ultimi anni e caratterizzate anche da abbondanti nevicate.
Nonostante ciò non si sono riscontrati gravi né diffusi danni agli oliveti.
Si tratta certo di un pericolo scampato, anche considerando che, sulla base di elaborazioni statistiche azzardate, qualcuno stimava l’avvento di una nuova gelata simile a quella del 1956 o del 1985
Vi è tuttavia ancora più di una ragione per preoccuparsi, infatti, alla luce di un generalizzato anticipo del risveglio vegetativo esiste ancora il pericolo di abbassamenti repentini di temperatura che possono non solo danneggiare i tessuti legnosi ma anche i nuovi germogli.
Il fabbisogni in freddo dell’olivo è infatti stato soddisfatto e pochi giorni di sole e temperature miti possono stimolare l’emissione di nuovi rametti. Uno stimolo tanto più avvertito da quelle piante che sono state già intensamente potate e che devono riequilibrare il rapporto aereo/radicale.
Se a interventi di potatura sono poi state associate concimazioni azotate con prodotti a pronto effetto, quale il nitrato ammonico, la pianta si troverà nelle condizioni ideali per una ripresa di tutte le sue attività.
Non sarà possibile fermarla o frenarla ed essendo “in succhio” sarà più esposta al pericolo di gelate tardive.

Nel caso si dovesse ancora procedere alla potatura è invece tenere bene presente alcune semplici regole:
- evitare, se possibile, i tagli più grandi la cui cicatrizzazione richiede molto tempo
- sulle ferite di dimensioni rilevanti applicare mastici cicatrizzanti, contenenti batteriostatici e fungicidi
- iniziare preferibilmente dalla varietà meno sensibili al freddo e dagli impianti meno esposti al rischio di gelate
- le piante adulte sono generalmente meno sensibili di quelle giovani

Nel caso l’oliveto abbia subito danni da freddo, prima di iniziare qualsiasi intervento sarà invece utile attendere il completo risveglio vegetativo, quando si potranno valutare al meglio i danni e stabilire quindi l’intensità della potatura, localizzando i tagli immediatamente sotto la zona di tessuto necrotizzato e danneggiato.

La difesa dalle gelate tardive è quindi esclusivamente di tipo preventivo e passivo, scegliendo le varietà più adatte in funzione del microclima dell’oliveto, stabilendo l’epoca di inizio delle attività di potatura non solo in funzione dell’organizzazione aziendale ma tenendo anche conto dell’andamento stagionale, dell’esposizione e dell’età dell’oliveto, iniziando con i tagli più leggeri ed evitando quelli più grossi che, eventualmente, dovranno essere coperti con appositi mastici.

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