L'arca olearia

La promessa infranta del tappo antirabbocco per l'olio extra vergine di oliva

Anche in Spagna montano le polemiche per il mancato utilizzo del tappo antirabbocco da parte degli esercizi commerciali. Come in Italia, la soluzione individuata dalle associazioni di categoria è un'alleanza con i consumatori

22 settembre 2016 | T N

L'utilizzo del tappo antirabbocco, in Spagna, è obbligatoria dal 2014, a seguito di un regio decreto ma sono ancora pochi gli esercizi commerciali che si sono adeguati alla normativa.
La maggior parte dei ristoranti e bar, secondo la denuncia di Asaja Jaen, riempie le bottiglie con olio d'oliva, quando non arricchisce la “miscela” con spicchi di aglio o altre spezie per conferire il tipico “sapore mediterraneo”.

Così facendo gli esercizi commerciali spagnoli, secondo la denuncia di Asaja Jaen, non rispettano il consumatore che non può essere sicuro della qualità, igiene e autenticità dell'olio contenuto nella bottiglia. Non solo, Asaja Jaen sostiene che un simile comportamento va a scapito dell'immagine della Spagna, come principale produttore mondiale di olio d'oliva. Così, inoltre, non sarà possibile tutelare produttori e le tipicità iberiche, in particolare le denominazioni d'origine.

Si tratta delle stesse argomentazioni più volte utilizzate anche dalle organizzazioni olivicole italiane, in merito al mancato utilizzo delle bottiglie con tappo antirabbocco nei ristoranti e nei bar.

La norma, in Italia, di fatto entrata in vigore nel 2015, prevede anche una multa fino a 8000 mila euro per i contravventori, ovvero gli esercizi commerciali che utilizzino bottiglie sprovviste di tappo antirabbocco per la somministrazione ai consumatori finali.

Quasi in contemporanea, Unaprol e Asaja Jaen hanno chiesto aiuto ai consumatori finali per veder applicata la normativa, stante che i controlli delle autorità nazionali, anche quando effettuati, sono risultati largamente insufficienti per avere un reale effetto dissuasivo.

Quindi il mondo olivicolo chiede aiuto a quello dei consumatori.

Unaprol in Italia ha lanciato la campagna “Chi rabbocca t’imbroglia”. Secondo la nota stampa: la comunicazione di Unaprol ha questa missione: voler bene alle imprese, agli operatori onesti di questo settore e soprattutto ai consumatori perché utilizzano il prodotto finale. Pretendere il tappo antirabbocco negli esercizi pubblici è un diritto per i consumatori e un dovere per gli esercenti pubblici che sono obbligati a rispettare questa norma sempre.

Ancor più esplicito l'invito di Asaja Jaen, in Spagna, che ha invitato i consumatori a segnalare i bar, ristoranti e alberghi che non utilizzano le bottiglie con tappo antirabbocco. In particolare Asaja Jaen suggerisce che, in caso il consumatore trovi bottiglie evidentemente rabboccate, utilizzi il modulo di reclami per i consumatori (Hojas de Reclamaciones), che deve essere obbligatoriamente messo a disposizione da parte dell'esercizio commerciale.

La speranza delle associazioni olivicole è che, quanto non ha fatto la legge, possa essere fatto dai consumatori, esercitando una pressione per l'utilizzo del tappo antirabbocco da parte di bar, ristoranti e alberghi.

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