L'arca olearia
Olio d'oliva vergine al posto dell'extra vergine? I consumatori ora chiedono i danni
Il provvedimento dell'Antitrust ha aperto nuovi scenari. Le multe potrebbero così diventare solo la punta dell'iceberg. Il Centro per i Diritti del Cittadino – Rete Consumatori Italia invia alle aziende sanzionate una diffida. Chiesto anche l'oscuramento del dominio qualitaextravergine.it di proprietà di Carapelli
08 luglio 2016 | Alberto Grimelli
Le multe dell'Antitrust, a pochi giorni dalla loro emanazione, sono quasi già cadute nel dimenticatoio dei media che devono rincorrere l'ultima notizia.
Chi non ha dimenticato i provvedimenti dell'Antitrust sono le associazioni dei consumatori che, dopo aver presentato l'esposto ed essere state confortate dall'Autorità per la concorrenza e il mercato, hanno inviato le diffide.
Chiesta anche, a nome dei consumatori, la restituzione del prezzo di acquisto del prodotto e l'avvio di una procedura di ristoro per eventuali altri danni subiti.
Dalla data di invio delle diffide le aziende avranno quindici giorni per rispondere, al termine di quali le associazioni dei consumatori si sono riservate di agire in sede legale.
L'atto di diffida ex art. 140, comma 5 Codice del Consumo è stato inviato a Carapelli Firenze Spa, titolare dei marchi Carapelli, Bertolli e Sasso, a sua volta controllata dalla spagnola Deoleo Sa. E' stato indirizzato alla Pietro Coricelli Spa, titolare del marchio Coricelli. Inoltre una diffida è stata inviata anche a Lidl Italia Srl per il marchio Primadonna.
Le tre aziende erano state sanzionate dall'Antitrust lo scorso 22 giugno per un ammontare complessivo di 950 mila euro, di cui 550 mila a Lidl, 300 mila a Carapelli e 100 mila a Coricelli. Si tratta delle sanzioni storicamente più elevate mai irrogate dall'Antitrust ad aziende olearie.
Cosa contestano le associazioni di consumatori riunite in Centro per i Diritti del Cittadino – Rete Consumatori Italia? Leggiamo integralmente le richieste contenute nelle diffide:
“- l’immediata sospensione della messa in commercio di olio a marchio XXX (ndr marchi sanzionati da Antitrust), con le medesime caratteristiche organolettiche contestate in sede di provvedimento sanzionatorio da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ossia olio di oliva vergine commercializzato però come olio di oliva extravergine;
- l’immediata cessazione di ogni alterazione, in fase di produzione ed analisi, dei dati relativi dell’olio di oliva prodotto a marchio “XXX (ndr marchi sanzionati da Antitrust), tale da garantire la veridicità degli stessi;
- l’immediata ed esatta indicazione di quanti e quali lotti di olio a marchio XXX (ndr marchi sanzionati da Antitrust) siano stati venduti;
- il contestuale impegno di esimersi dall’immettere ulteriormente nel mercato olio di oliva, per i motivi sopra esposti, avente caratteristiche difformi da quelle promesse, dichiarate e pubblicizzate con qualsiasi mezzo comunicativo ai consumatori;
- l’immediata attivazione in favore di tutti i consumatori acquirenti dell’olio interessato dalla condotta illecita in oggetto di adeguati rimedi consistenti, ove possibile nella restituzione del relativo prezzo, dandone contestualmente precisa e dettagliata informazione scritta ai consumatori presso tutti i punti vendita e attraverso adeguata comunicazione mediante tutti i mezzi di comunicazione (telematici, mezzo stampa, cartacei);
- in ogni caso si richiede l’attivazione di adeguate procedure volte a risarcire i consumatori coinvolti in relazione a tutte le varie voci dei danni sopra descritti da loro subiti.”
La novità più significativa, nelle lettere di diffida, è la volontà di chiedere un ristoro e un risarcimento per i consumatori che hanno acquistato olio vergine di oliva, convinti che invece fosse extravergine.
Non è la prima volta che le associazioni si muovono nei confronti di aziende sanzionate dall'Antitrust per il ristoro dei danni patiti dai consumatori. Si tratta però di uno dei primi casi in cui l'oggetto dei contendere sono alimenti e non prodotti difettosi o servizi carenti.
Dal punto di vista concettuale, tuttavia, non ci dovrebbe essere alcune differenza tra un servizio scadente (promessa mancata) e un cibo non conforme a quanto dichiarato (ugualmente promessa mancata).
Le associazioni dei consumatori hanno inoltre chiesto, alla sola Carapelli Spa, l'oscuramento del sito “qualitaextravergine.it”, poiché “strumento di comunicazione difforme alla corretta diligenza professionale, idonea ad incidere alla realizzazione della pratica commerciale scorretta.”
E' ipotizzabile per il futuro, oltre a una sempre più accentuata attenzione del consumatore per i prodotti che paga, anche una maggiore sensibilità per le azioni di rivalsa legale rispetto ad aziende che utilizzano pratiche commerciali scorrette, atte a generare un indebito profitto.
La tesi, tutt'altro che peregrina ma che andrà dimostrata in tribunale, è che la pratica commerciale scorretta sia un delitto contro la società, o comunque una moltitudine, al fine di generare un extra profitto a beneficio di pochi, manager e azionisti.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva, la ricetta per resistere alle alte temperature? Raccolta precoce e polifenoli
Un indice di maturazione ottimale (1,88) e una lavorazione senza acqua aggiunta possono spingere i polifenoli fino a 2840 mg/kg, garantendo all'olio extravergine una stabilità ossidativa record anche dopo 30 giorni a 60°C
22 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Foglie d'olivo sotto esame: l'intelligenza artificiale che riconosce le malattie anche in campo
Messo a punto un sistema di deep learning capace di diagnosticare le malattie delle foglie d'olivo partendo da semplici fotografie scattate con lo smartphone, anche in condizioni ambientali tutt'altro che ideali
22 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Azoto e olivo, dalla fisiologia alla fertilizzazione mirata
L'azoto resta l'elemento biogeno di maggiore impatto sulla produttività dell'olivo. Ecco un modello integrato fondato su tre pilastri: concimazione basale di precisione, applicazione fogliare nelle fasi critiche e attivazione biologica tramite microrganismi fissatori
21 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Abbacchiatori per olive, elettrici o pneumatici: efficienza di raccolta, ergonomia e costi nel 2026
Pettini elettrici a batteria, abbacchiatori pneumatici e teste a movimento oscillante non offrono le stesse prestazioni in ogni oliveto. Nel 2026, l'investimento per un abbacchiatore può variare da poche centinaia di euro a oltre mille euro per le configurazioni elettriche più complete. Il costo effettivo della raccolta, tuttavia, dipende soprattutto dalla produttività oraria della squadra e dal costo regolare della manodopera
21 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Pannelli OSB dagli scarti di potatura dell'olivo
Un nuovo studio dimostra che i residui della potatura degli olivi possono trasformarsi in pannelli strutturali ecologici, usando un adesivo naturale estratto dalle bucce di melagrana. Risultati conformi agli standard europei e prestazioni meccaniche in crescita con l'aumento della resina bio
21 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Inerbimento dell'olivo: gli effetti nel breve periodo in aree aride sono limitati
Confrontati oliveti di 15 e 50 anni, valutando gli effetti di favino, miscuglio veccia-avena e terreno nudo sulle proprietà fisiche e chimiche del suolo. Le differenze tra gli appezzamenti risultano più evidenti dove c'è l'inerbimento, ma sono influenzate anche dalla storia gestionale dei terreni
20 ottobre 2026 | 15:00
massimo mongelli
09 luglio 2016 ore 09:00salve,
perchè non create un sito per la raccolta di firme per una azione collettiva esclusivamente dei produttori di olive ?
Grazie