L'arca olearia
Dopo il pressing governativo le Regioni approvano il Piano Olivicolo Nazionale
Non previsto originariamente nella convocazione del 18 marzo della Conferenza Stato Regioni, è stato inserito in extremis e approvato tra le perplessità. Investimenti per 32 milioni di euro, a cui si aggiungeranno i fondi dei Psr
24 marzo 2016 | T N
E' stato approvato oggi in Conferenza Stato Regioni il primo piano olivicolo nazionale.
L'integrazione all'ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni per l'approvazione del Piano Olivicolo Nazionale è stata fattas in extremis, solo il 23 marzo 2016, a seguito dell'intiminazione del Ministro Martina da Bari: “entro domani chiediamo agli assessori di approvare il piano olivicolo nazionale”.
Il Piano, previsto dall’articolo 4 del DL 51/2015, prevede misure operative che puntano all’incremento della produzione nazionale di olive e olio extravergine di oliva, alla promozione e valorizzazione dei prodotti e ad una più forte organizzazione della filiera nazionale.
“Con l’approvazione per la prima volta del piano olivicolo nazionale – ha affermato il Ministro Maurizio Martina – iniziamo a definire una strategia produttiva che mancava da troppi anni in Italia. L’obiettivo condiviso con tutta la filiera è migliorare sotto il profilo della qualità e della quantità. Abbiamo deciso di investire 32 milioni di euro per aiutare la riorganizzazione del settore olivicolo e oleario italiano, con un piano che potrà essere ulteriormente supportato con le risorse regionali dello sviluppo rurale. Il nostro lavoro non si ferma qui. Con l’accordo di filiera siglato poche settimane fa ci sono tutte le premesse per dare futuro al comparto, guardando anche alle opportunità e al lavoro da fare a livello internazionale.”
Quali azioni per il Piano Olivicolo Nazionale?
- incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva, senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare sulla risorsa idrica, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l’introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica;
- promozione dell’attività di ricerca per accrescere e migliorare l’efficienza dell’olivicoltura italiana;
- iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di qualità superiore certificate dell’olio extravergine di oliva italiano, anche attraverso l’attivazione di interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno e su quelli internazionali;
- recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente meccanizzabili;
- incentivare e sostenere l’aggregazione e l’organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola, in conformità alla disciplina delle trattative contrattuali nel settore dell’olio di oliva prevista dal regolamento (UE) n. 1308 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.
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