L'arca olearia
Allerta siccità nell'oliveto spagnolo, previsto un significativo calo produttivo
Secondo le analisi di Wolrd Oil la campagna olearia iberica potrebbe subire una decurtazione del 40% rispetto all'annata record 2013/14 con un aumento dei prezzi, specie sul mercato americano, del 10%
28 agosto 2014 | T N
L'Italia, almeno il centro-nord, è alle prese con ondate di maltempo continue che hanno e stanno condizionando l'andamento delle principali colture agricole, tra cui l'olivo. Le prime indicazioni infatti stimano un ridimensionamento produttivo al centro nord, meno pronunciato al sud.
L'Italia insomma manifesta sofferenza ma la Spagna, per ragioni opposte, è alle prese con una campagna negativa. Già prevista, causa alternanza di produzione dopo l'annata record (1,7 milioni di tonnellate), ora la siccità sta allertando olivicoltori e frantoiani.
Lo spettro è il 2012, con una produzione ben inferiore al milione di tonnellate, considerato margine di sicurezza per l'olivicxoltura iberica. Le giacenze, di poco inferiori alle 600 mila tonnellate, non farebbero insomma mancare l'olio d'oliva per il mercato all'ingrosso purchè la produzione iberica si attesti sopra la fatidica soglia del milione di tonnellate.
Il problema è che, nel lungo periodo, i modelli matematico-climatici stimano un incremento dei fenomeni di siccità e ondate di calore, con annate quindi meno regolari e conseguenti grandi balzi produttivi da un'annata all'altra. Secondo l'IPCC, il Mediterraneo può essere una delle zone più colpite del mondo dal cambiamento climatico.
Oggi World Oil stima già un calo produttivo del 40% dell'oliveto spagnolo, per una produzione, quindi, di circa un milione di tonnellate. Si tratta di previsioni pessimistiche secondo la maggioranza degli analisti ma il mercato dà già segnali di nervosismo con i prezzi schizzati del 30% dall'inizio dell'anno.
A confermare le voci di un calo produttivo iberico anche Lamine Lahouasnia, capo del settore food di Euromonitor International che ha dichiarato: "la siccità in Spagna e il suo impatto sul mercato di oliva sono potenzialmente molto significativi. Se non arrivassero le prime piogge è lecito attendersi nuovi rialzi dei listini."
Di quanto? Se ci riferiamo al 2012, annus horribilis dell'olivicoltura mondiale con un'offerta che non superò la domanda (a colmare la lacuna furono gli stock) l'aumento medio dei prezzi al consumo sul mercato americano fu dell'8%.
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