L'arca olearia
La plastica non è tutta uguale quando si tratta di conservare l'olio extra vergine d'oliva
Non esiste solo il polietilenete, che ha dimostrato di essere inadeguato per garantire una buona vita media all'olio. Oggi ci sono materiali alternativi, come polipropilene e polilattico. Non sono inerti e forse potrebbe essere un bene
04 luglio 2014 | R. T.
Come si conserva l'olio d'oliva nella plastica? Male.
E' questa la risposta fornitaci da una ricerca spagnola che si è presa la briga di confrontare la qualità degli extra vergini, a 3 e 6 mesi, conservati in diversi materiali.
I parametri presi in esame sono stati: acidità, indice di perossidi, coefficienti di assorbimento K270 e K230, percentuale di umidità, impurità (%), contenuto di fenoli, indice di iodio, indice di saponificazione, indice di colore e grassi.
I cinque contenitori in cui è stato conservato l'olio per i test sono stati: bottiglia trasparente in PET (polietilene), bottiglie in PET (coperto con foglio di alluminio), bottiglia di vetro, latta, e Tetra-brik. I risultati hanno mostrato una graduale perdita di qualità durante la conservazione, soprattutto nelle bottiglie di plastica.
La plastica, rispetto al vetro o alla latta, possiede indubbi vantaggi di praticità e infrangibilità. Risulta un materiale molto comodo, soprattutto per le spedizioni.
C'è anche da dire che le plastiche non sono tutte uguali e se il PET si è dimostrato scarsamente adatto a conservare l'extra vergine in maniera ottimale, altri materiali potrebbero fornire migliori risultati.
Alcuni ricercatori hanno voluto studiare come l'olio si può conservare a contatto con polipropilene (PP) e polilattico (PLA), materiali adatti per farne contenitori per l'olio.
In questo caso la tecnica analitica utilizzata è stata la spettroscopia a fluorescenza 3D front face, che ha permesso di comprendere che i materiali provati non sono inerti.
Infatti nel test, che ha simulato, in condizioni accelerate, la conservazione dell'olio, è stato notata la migrazione, dalla plastica all'olio, di sostanze con un effetto antiossidante.
Sulla base dei segnali fluorescenti i ricercatori hanno dedotto che l'olio d'oliva conservato i PP o PLA aveva tassi di invecchiamento più lenti rispetto a quelli dell'olio testimone.
I valori di acidità e perossidi hanno poi convalidato la tesi che in polipropilene e polilattico la degradazione dell'extra vergine è più lenta.
I ricercatori non si sono invece espressi circa la possibilità che la plastica possa trasferire anche composti tossici o potenzialmente nocivi all'olio extra vergine d'oliva.
Bibliografia
Amine Kassouf, Maria El Rakwe, Hanna Chebib, Violette Ducruet, Douglas N. Rutledge, Jacqueline Maalouly, Independent components analysis coupled with 3D-front-face fluorescence spectroscopy to study the interaction between plastic food packaging and olive oil, Analytica Chimica Acta, Available online 21 June 2014, ISSN 0003-2670
Ana Isabel Méndez, Elena Falqué, Effect of storage time and container type on the quality of extra-virgin olive oil, Food Control, Volume 18, Issue 5, May 2007, Pages 521-529, ISSN 0956-7135
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