L'arca olearia

RILIEVO DEI VOLI, CAMPIONAMENTI DELLE OLIVE E SOGLIE DI INTERVENTO

La lotta contro Bactrocera Oleae è estremamente semplice. I principi attivi più efficaci sono noti a tutti gli olivicoltori. Più complicato invece stabilire il momento idoneo per il trattamento, i tempi di intervento sono però determinanti per portare olive sane al frantoio. Esistono vari metodi e mezzi per monitorare il temuto insetto

24 settembre 2005 | Alberto Grimelli

Scegliere il momento più opportuno per eseguire il trattamento non soltanto permette di risparmiare sul prodotto, evitando molteplici interventi, ma consente anche di massimizzare l’effetto del principio attivo che è efficace soltanto sugli stadi larvali più giovani, quelli che vivono negli strati più superficiali della polpa dell’oliva.
Risulta quindi fondamentale monitorare con estrema cura ed attenzione non soltanto i movimenti della popolazione adulta (rilievo dei voli) ma anche il grado e il tipo di infestazione nelle olive (campionamento delle drupe).

Rilievo dei voli
Esistono in commercio delle trappole che consentono di verificare il livello della popolazione presente in oliveta in un determinato lasso di tempo.
Tenendo conto del ciclo vitale dell’insetto, è ormai prassi consolidata procedere a rilievi settimanali.
La trappola, di solito di colore giallo, a cui può essere applicata anche una capsula di feromoni sessuali, attrae i maschi che rimangono invischiati nella colla posta su un lato della trappola. Contando il numero di insetti si può trarre un’indicazione sul numero di adulti circolanti nel periodo. In base a modelli statistici, tutt’altro che certi e affidabili, alcuni indicano in venti il numero di mosche oltre il quale sarebbe necessario un trattamento.
Tale metodo tuttavia ha margini di errore piuttosto rilevanti. Non tiene infatti di conto di particolari situazioni ambientali che possono limitare l’ovideposizione o che possono indurre un’alta mortalità di uova e larve, oltre che un elevato numero di punture sterili.

Campionamenti
Il metodo più sicuro ed indicato per stabilire con precisione il momento del trattamento è il campionamento delle olive e relativo controllo dell’infestazione attiva.
Non esiste alcun metodo codificato per campionare le olive. E’ prassi comune prelevare un minimo di 100 olive per ettaro olivetato ma ogni tecnico ha un proprio metodo.
C’è chi preferisce prelevare le drupe da dieci olivi, sempre gli stessi, chi invece sceglie alberi sempre diversi. Taluni invece campionano quattro olive, una per ciascun punto cardinale, per pianta. C’è ancora chi non fa caso né al numero di alberi da cui vengono raccolte le olive né tanto meno ai punti cardinali (metodo random). Il metodo è spesso adattato alle specifiche condizioni ambientali della zona di riferimento, oltre che alle caratteristiche dell’oliveto. Ovvio infatti che, nel caso di un impianto secolare, si prelevino molte olive da pochi alberi.
Le drupe infine andrebbero raccolte nella zona mediana della chioma, approssimativamente da uno a due metri di altezza da terra.
Le olive vanno quindi esaminate a un microscopio stereoscopico, per rilevare quante sono infestate. Non è però solo il numero assoluto ad interessarci. Dovremo infatti particolarmente preoccuparci dell’infestazione attiva (uova, larve di prima e seconda età) che potremo colpire ed eliminare con un trattamento.

Soglia di intervento
Avendo ben eseguito sia il rilievo dei voli che ci è utile per stabilire il momento più propizio per incominciare i campionamenti, sia il rilievo dell’infestazione attiva sarà necessario stabilire una soglia, superata la quale diventerà necessario intervenire.
Sebbene sia impossibile definire una soglia universale, ovvero valevole in tutte le condizioni e per tutte le aree, possiamo affermare che tutti i ricercatori concordano nell’affermare che questa oscilla da un minimo dell’8% di infestazione attiva ad un massimo del 15%.
Generalmente si è propensi ad utilizzare una soglia più alta (12-13%) a fine luglio, allorchè in alcune zone si muove la prima generazione, e più bassa (circa 10%) in settembre, quando cioè il danno, oltre che quantitativo, potrebbe interessare anche la sfera qualitativa.

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