L'arca olearia
Venafro riscopre la sua natura di capitale dell'olio extra vergine di qualità
La città di Venafro era già famosa ai tempi d’oro di Roma quando il suo olio, ritenuto il migliore in circolazione, fungeva da punto di paragone per ogni altro olio dell’impero: “quod oleum comparem Vanafro?”
06 giugno 2014 | Pasquale Di Lena
Un’intera settimana, tutta all’insegna dell’olivo e dell’olio, quella che si è conclusa Domenica 1° Giugno, a Venafro nel Molise, con “L’incontro con i sapori del mondo, cibo e integrazione culturale” e la “Rassegna dei cortometraggi sui temi dell’Expo”.
Una dedica delicata e convincente quella che Venafro, incantevole città dell’olio sin dalla sua fondazione a Larino, ha scritto con ben cinquant’uno iniziative, a partire da lunedì 26 Maggio, e in collaborazione con L’Ente Parco degli Ulivi, il Castello Pandone, L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, l’Accademia Italiana della Cucina, l’Anfiteatro romano, la dimora Del Prete, l’oasi "le Mortine", la Sala Panel, il Ministero dei beni culturali, le provincie di Isernia e Campobasso, e, insieme con altri enti e istituzioni, la Regione Molise e l’Anci che, con “Il Molise verso Expo 2015” hanno trasformato la manifestazione in una prova delle cose da fare nel Molise in attesa del grande evento universale.
La città di Venafro, famosa ai tempi d’oro di Roma quando il suo olio, ritenuto il migliore in circolazione, fungeva da punto di paragone per ogni altro olio dell’impero, “quod oleum comparem Vanafro”?
A tale proposito c’è da aggiungere alle cinquant’uno in programma un’altra iniziativa molto importante, che, anticipando di qualche giorno la importante manifestazione, ha fatto da premessa alla “Settimana dell’olio di Venafro”, l’iniziativa fortemente voluta dal nuovo sindaco della città, dott. Antonio Sorbo, che le Città dell’Olio del Molise riunite hanno eletto coordinatore regionale, una realtà ricca di ventinove soci, nella gran parte comuni piccoli, però importanti per l’olio con i loro territori segnati da millenni dall’olivo.
Una designazione avvenuta poco prima dell’arrivo della seconda tappa di Girolio che, giunta in Molise, non poteva, a vent’anni dalla sua costituzione, dimenticare la sua terra di origine e ricordare le ragioni della sua nascita con i tanti successi ottenuti, che hanno dato un contributo significativo a quella crescita culturale che sta facendo vivere all’olio una nuova, grande attenzione, a livello globale.
Un successo che mostra la modernità e la centralità di un prodotto, l’olio extravergine di oliva, filo conduttore di quell’alimentazione sana rappresentata dalla Dieta Mediterranea, sempre più punto di riferimento per un mondo di consumatori che vogliono vivere il piacere del cibo e, nello stesso tempo, essere certi di gustare anche salute e benessere.
I venti anni delle Città dell’Olio festeggiati subito dopo l’arrivo della tappa di Girolio sono serviti per dare uno sguardo al passato e al presente dell’0livicoltura italiana e dei suoi preziosi territori, ma, anche e soprattutto, per parlare del futuro prossimo dell’olio extravergine di oliva. Esso ha tutto per completare e vivere il suo rinascimento nel momento in cui entra in gioco la cultura e cioè la possibilità la conoscenza di un mondo, quello olivicolo, espressione da sempre di cultura e di civiltà.
Una vera e propria svolta che qui, nel Molise, è partita dalla grande manifestazione di Venafro e dalla voglia dell’”Olio liciniano” di tornare grande come un tempo e, così, dare agli altri oli molisani, in primo luogo la “Gentile di Larino”, la varietà che rappresenta il 30% dell’olivicoltura di questa piccola grande Regione.
L’incontro del giorno dopo, venerdì 30, che, nella stupenda Dimora del Prete, ha sviluppato il tema del marketing, ha confermato queste previsioni e messo in luce le grandi potenzialità dell’olivicoltura molisana, che solo un’attenta azione e strategia di marketing può sviluppare.
Il ruolo della Regione Molise è fondamentale, soprattutto per la messa a punto di un piano olivicolo, com’è fondamentale un modo nuovo di produrre e di essere degli olivicoltori per dare risposte puntuali alle domande che arrivano dai mercati. In questo senso lo sforzo primo è quello di fare squadra, sapendo che da soli si va poco lontano.
Non potendo raccontare, per mancanza di spazio e di tempo, le cinquanta e uno iniziative sviluppate nel corso della “Settimana”, ci soffermiamo solo per un attimo sull’incontro studio “Infinite gocce d’oro” organizzato dalla D.ssa Giovanna Maria Maj della delegazione di Isernia dell’Accademia italiana della cucina con la collaborazione dell’Accademia dei Georgofili e la delegazione di Hong Kong dell’Accademia italiana della cucina.
Al centro dell’incontro le virtù salutistiche dell’olio, la ricchezza di biodiversità dell’olivicoltura molisana e il confronto in videoconferenza dopo l’assaggio di tre oli monovarietali molisani, l’”Aurina di Venafro”, La “Gentile di Larino” e la “Paesana bianca di Monteroduni”, che hanno particolarmente entusiasmato gli amici di Hong Kong.
Il prossimo appuntamento è fra una settimana con l’assemblea delle Città dell’Olio del Molise per discutere due punti all’ordine del giorno: la nomina dei vice coordinatori da affiancare al sindaco di Venafro, Antonio Sorbo, e la definizione dei progetti e programmi di attività.
In primo luogo la salvaguardia, la tutela e la promozione dei territori olivicoli, a partire dal ricco patrimonio di olivi secolari, come pure, la valorizzazione degli oli molisani per dare agli olivicoltori il premio che essi meritano e aspettano da anni, il valore aggiunto, che da sempre viene disperso o regalato ad altri protagonisti della filiera olivicola.
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